strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Han Solo

2 commenti

Si è parlato parecchio di Guerre Stellari, nei giorni passati, avete notato1.
Ora, a me piace Guerre Stellari.
Non è la mia religione, non è il fulcro attorno al quale ruota la mia esistenza, ma mi piace.
Io lo vidi al cinema, con la mia mamma – che detestò la rumorosità del film.
Quando uscimmo dal cinema, nel 1977, io ed i miei amici, che all’epoca facevamo la quarta elementare, una cosa ci era così chiara da essere lampante.

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Noi volevamo essere Han Solo2.

I motivi erano piuttosto ovvi.
Sì, ok, la Forza, la spada laser… Luke Skywalker aveva la spada laser ma non la usava se non per baloccarsi con una specie di palla volante. Era noioso, era il primo della classe, ma faceva ben poco3.
Han Solo aveva un fulminatore – e lo usava a manetta.

E poi c’era il Millenium Falcon, che sembrava messo insieme con pezzi di scarto di modellini in scatola, ma faceva quel rumore stranissimo e balzava nell’iperspazio.
Solo era spaccone, strafottente e cinico? Certo!
Non molto intelligente? Possibile!
Han Solo era un pirata spaziale!
Beh, ok, un contrabbandiere – c’era solo da aspettarselo che andasse poco per il sottile.
C’aveva un coso peloso come copilota! Che ruggiva invece di parlare!

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Insomma, era evidente che Han Solo era il miglior personaggio della serie.
Dopotutto, se non arrivava lui alla fine col Falcon…

Col senno di poi e il peso degli anni, riguardando Guerre Stellari (che ora si chiama ancora ufficialmente  Una Nuova Speranza, o Episodio IV), l’impressione rimane quella, e non solo per azione epresenza scenica.
Il peso dei dialoghi, nel film, viene retto quasi esclusivamente da Harrison Ford, Alec Guinness e Peter Cushing – forse perché sono, di fatto, gli attori migliori a disposizione del regista.
Luke e Vader reagiscono ma non agiscono granché4.
Sì, certo, l’arco narrativo, il Viaggio dell’Eroe, bla bla bla…

Ah, e naturalmente Han Solo sparava per primo, per accoppare il povero Greedo.

A confermare le nostra convinzioni pre-adolescenziali riguardo ad Han Solo ci avrebbe pensato, a cavallo fra fra 1977 e 1978, l’americano Brian Daley, un robusto midlister ingaggiato da Lucas e soci per continuare il lavoro iniziato da Alan Dean Foster – scrivere romanzi ambientati nell’universo di Guerre Stellari.

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Alan Dean Foster si era impegnato a dare spessore a Skywalker, rimpolpando la sua parte nella novelization del film e rendendolo protagonista unico di Splinter of the Mind’s Eye.
Daley si prese in carico Solo e Chewbacca, e scrisse tre romanzi – Han Solo at Star’s End, Han Solo’s Revenge e Han Solo and the Lost Legacy – che tracciano le avventure del contrabbandiere spaziale prima che le luci si spengano in sala per l’inizio di Guerre Stellari.
L’Han Solo di Daley è strettamente conforme alla sua controparte su schermo – è un personaggio adolescenziale, nel senso pieno del termine. Un avventuriero spesso coinvolto in progetti al limite dell’idiozia, costretto ad usare le proprie risorse per cavarsi da impacci dei quali è, normalmente, il principale responsabile.
Uno che spara prima di pensare.
Sì, in effetti, uno che spara per primo…

I happen to like to shoot first, Rekkon. As opposed to shooting second.

Questo è nel sesto capitolo di Star’s End.
La difesa ha finito.

han_leiaPoi sappiamo come andò a finire – Brian Daley morì prematuramente (e considerando la qualità dei suoi lavori tanto per Star Wars che al di fuori del franchise, fu una grossa perdita), e Lucas decise di ridimensionare il personaggio di Han Solo, riducendone la presenza su schermo e alla fine accoppandolo… perché Han Solo doveva morire alla fine de Il Ritorno dello Jedi, ma poi i ragazzi del merchandise fecero cambiare idea all’autore.
E d’altra parte, chi sarebbe così incommensurabilmente stupido da uccidere il personaggio di Han Solo?

Nonostante il ridimensionamento, Han Solo resta il personaggio portante anche ne L’Impero Colpisce Ancora – quello che vive un’avventura spaziale contro l’Impero, invece di fare il campeggiatore in una palude in compagnia di un gremlin zen.

Poi, sì, certo, la carbonite, Jabba, gli ewok…

Rileggere i romanzi di Brian Daley è stato, nel periodo natalizio, un buon sistema per abbassare il livello del rumore al sapore di Star Wars che imperversava sulla rete.
Si tratta di romanzi divertenti, solida space opera fracassona alla vecchia maniera, ingenua, probabilmente, ma piacevole.
Se la memoria non mi inganna, vennero anche pubblicati da Urania, tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…


  1. ora non più, ora il tema caldo è Checco Zalone, ma di quello parliamo magari un’altra volta. 
  2. che da noi si chiamava Ian Solo, ma non importa. 
  3. a parte il salto nel vuoto con Leia… quello era grande. 
  4. anche dell’Oscuro Signore dei Sith dovremo parlare, un giorno o l’altro… 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Han Solo

  1. Effettivamente pare che il primo sia uscito per Urania infinito tempo fa.
    “Han Solo, guerriero stellare”.
    Chissà magari dopo questo film Mondadori si deciderà a riproporlo e visto che c’è, pure proporre i due volumi successivi potrebbe non essere una cattiva idea.
    Ho sempre trovato terribilmente irrispettoso con quanta leggerezza si siano pubblicati solo il primo volume, talvolta anche il secondo non preoccupandosi minimamente del fatto che ai lettori sarebbe piaciuto leggere il seguito…

    • Quando non succede che si cominci dall’undicesimo volume della serie😀
      Nel caso i tre originali sono stati ristampati in un comodo volume unico che costa come una pizza margherita e una coca.
      D’altra parte, si vocifera di una nuova serie di film su Han Solo da giovane…

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