strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Tiro al piccione

5 commenti

Ci chiamiamo strategie evolutive, e allora parliamo di evoluzione strategica… vi hanno mai parlato della Buona Scuola?

Ora, il casino, se mi passate il termine, scoppiò nel 2013, quando si scoprì che come parte delle “attività didattiche” per gli alunni della scuola elementare di West Rise a Eastbourne, Gran Bretagna… come parte delle attività didattiche, dicevamo, ai ragazzini di 11 anni erano state affidate delle doppiette cariche, e il preside li aveva portati a sparare – tiro al piattello, per la precisione.

clay-pigeon-shooting

La cosa venne messa in piedi con l’appoggio di una organizzazione che fornì istruttori competenti abituati a lavorare coi minori, e inserita in una serie di iniziative mirate a far conoscere ai ragazzi – in assoluta sicurezza – le attività della vita in campagna.

Si levarono voci infuriate – i più volevano la testa del preside Mike Fairclough in cima a una picca per aver esposto i ragazzini ad una pratica pericolosa e incivile.
Ma questo, spiegò Fairclough, era ciò che faceva della sua scuola – una scuola statale in un’area disagiata – una scuola di successo.
Perché responsabilizzava i ragazzini – gli insegnava a pensare alle conseguenze delle proprie azioni. E infatti, nelle scuole private, pratiche come il tiro al bersaglio o il tiro con l’arco sono praticate normalmente, con la partecipazione della federazione sportiva di riferimento.
E allora perché non in una scuola statale?
I figli dei poveri sono meno affidabili dei figli dei ricchi?

Da allora sono passati tre anni, e la scuola di Eastbourne ha ricevuto il premio come Scuola Elementare dell’Anno per i risultati ottenuti dai ragazzi.
Da quell’incresciosa faccenda dei fucili, un paio di cose sono cambiate.

Sempre sotto la direzione di mr Fairclough, ora la scuola affitta 120 acri di terreni incolti, dove ha sistemato una mezza dozzina di bufali, quattro tacchini, una capra e dodici pecore. Oche, maiali e quattro arnie.
Con l’aiuto di un ex guardiacaccia del posto, se ne occupano i ragazzi – che hanno anche un certo monte-ore da trascorrere nell’area, cucinando sul fuoco da campo, costruendo i propri archi e frecce, andando in cerca di tane di conigli. Una volta all’anno c’è la gara di tiro al piattello.
E nessuno se ne lamenta – non i genitori, non le istituzioni, che stamnno prendendo questa piccola scuola come esempio, e naturalmente non i ragazzi.

Che hanno la possibilità non solo di tirare con l’arco e passare del tempo in mezzo a quella che chiamano, affettuosamente “La Palude”, ma anche di imparare la matematica, storia e scienze usando i resti di un insediamento dell’Età del Bronzo come strumento didattico – perché sotto la Palude c’è un insediamneto dell’Età del Bronzo, che è stato parzialmente scavato, e allora perché non approfittarne?
I ragazzi stanno anche partecipando a un progetto di archeologia sperimentale, per la ricostruzione di un villaggio primitivo.
Pare che funzioni.
Voti alti, esami superati brillantemente, e una certa scintilla di qualcosa in più che la scuola tradizionale non sembra più in grado di suscitare.

Incidenti? Nessuno – salvo il caso di un bufalo che decise di andarsi a fare una passeggiata, l’anno passato, finendo nel giardino di una famiglia del posto.
Niente di troppo grave.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Tiro al piccione

  1. Mi viene un mentre l’elenco di polemiche che operazioni simili scatenerebbero da noi, ma sarebbe troppo lungo

  2. Finché si limitano a sparare ai piattelli, si chiama sport! Per il resto, sembra una scuola impegnativa, ma con difficoltà costruite in modo intelligente:
    1 – non so se esistano bambini contrari all’idea di saper fabbricare archi e frecce. Poi, nel paese di Robin Hood…
    2 – di solito, ai bambini piacciono gli animali. Insegnare loro come “funzionano” in modo pratico (sorvegliandoli, per tanti motivi…) e non solo teorico migliorerà l’apprendimento come minimo in scienze naturali e materie simili
    3 – archeologia alle elementari: geniale, non c’è altro da dire!

    Certo, per farla funzionare qui in Italia, una scuola del genere, sarebbe necessaria una rivoluzione culturale dall’altro, tipo piantarla di considerare i soldi destinati alla scuola una spesa e iniziare a pensare in termini di investimento…

    • Io credo che il preside di questa scuola sia anche stato fortunato a trovare degli insegnanti che lo hanno seguito invece di opporsi.
      E come si diceva più sopra, una iniziativa del genere, nel nostro paese, rischierebbe di affogare nelle polemiche, prima ancora di scontrarsi con problemi burocratici e finanziari.

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