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I fantasmi di Herbert

4 commenti

397868Come al solito, parlare di Ghost Story, di Peter Straub, mi ha fatto pensare a Haunted, di James Herbert – e poiché la mia copia del romanzo di Herbert è sepolta in qualche cassa da qualche parte, invece di rileggermi il libro, mi sono rivisto il film.

Pubblicato nel 1988, Haunted venne sviluppato da Herbert come sceneggiatura per il pilot di una serie TV della BBC che poi non si fece – e l’autore si riciclò il soggetto come romanzo. E se il debito di Herbert verso Straub è evidente, l’autore inglese ci mette abbastanza del suo da rendere il romanzo autronomo e interessante. L’idea di una coppia di investigatori dell’Istituto per le Ricerche Psichiche, un uomo e una donna, uno scettico e scientista e l’altra possibilista e cospirazionista anticipa il nocciolo della serie The X Files di 5 anni (pur scambiando i ruoli).

Nel 1995, visto forse il successo di X Files, Lewis Gilbert – regista colossale con un catalogo di titoli fondamentali1 – decide di portare sullo schermo la storia di Herbert.
Apportando una serie di modifiche.
E lì, forse, cominciano i problemi.

Haunted1995-PosterArtDi cosa stiamo parlando?
Nel 1928, il giovane docente di psicologia David Ash (Aidan Quinn) pubblica libri sul paranormale e sbugiarda abitualmente falsi medium e truffatori.
Le insistenti lettere di una sua fan lo conducono a Edbrook House, per indagare su una ipotetica infestazione. A Edbrook house Ash incontra i tre fratelli Mariell – il ruvido Robert (Anthony Andrews), il citrullo Simon (Alex Lowe) e la sensuale Christina (Kate Beckinsale), che hanno ereditato la casa alla morte dei genitori. Forse più interessato alle grazie – ampiamente esibite – di Christina che alla presunta infestazione, Ash comincia a scorgere qua e là quello che pare lo spettro della propria sorella gemella, la morte della quale lo ha traumatizzato da ragazzo.

Cambiamenti, dicevamo.
Il film sposta l’azione dal presente al 1928 ed elimina la Società per le Ricerche Psichiche dalla vicenda; nel film Ash è un indipendente, a tutti gli effetti un dilettante della caccia ai fantasmi, e questo – insieme con la bassa tecnologia degli anni ’20 – aiuta la sceneggiatura più di quanto non la danneggi.
L’Ash del film, rispetto a quello del romanzo, non ha una procedura standard da seguire, non ha un team di supporto – la partner del David Ash di Herbert viene declassata a segretaria, e compare in tre scene.
Se tutto questo aiuta in fondo a mantenere una certa sospensione dell’incredulità, dall’altra il David Ash di Herbert ne esce slavato e sciocco, e Aidan Quinn trasmette perfettamente il senso di spaesamento e di ingenuità del protagonista2.

quinn

Molto più grave, ai fini della storia, è il capovolgimento del rapporto fra Ash e la sorella defunta, che sottrae dalla trama l’elemento più potente e terribile della storia di Herbert.

hauntedCiò che rimane è una storia di spettri “alla maniera di M.R. James”, molto classica e forse un po’ troppo prevedibile, in ultima analisi innocua. Ed è un vero peccato.
Il film rimane godibilissimo, con un ottimo cast (incluso un ruolo minuscolo per Sir John Gielgud) e una location – la dimora elisabettiana di Parnham House – che il regista ci fa esplorare da sopra la spalla del protagonista, e che è una meraviglia artistica e architettonica. Kate Beckinsale è splendida ma un po’ legnosa, spesso in deshabillé (grazie a una controfigura), l’anziana Anna Massey nel ruolo della tata perseguitata dagli spettri è opportunamente inquietante e il già citato Quinn ha la faccia e i ritmi giusti.

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Haunted è un film molto bello a vedersi, senza particolari guizzi registici ma con costumi e location straordinari.
Resta però un senso di zoppìa che è difficile da scacciare, e che rimane con noi anche dopo la fine del film, come uno spettro.phpThumb_generated_thumbnailjpg

Il romanzo di Herbert – che è infinitamente più cattivo, per motivi che non intendo spoilerare – venne pubblicato anche in Italia, col titolo di Stregata, da Sperling & Kupfer; lo si trova, forse, su qualche bancarella, e vale la pena rintracciarlo.
James Herbert sarebbe poi tornato al personaggio di David Ash in altri due romanzi, The Ghost of Sleath nel 1994 e il monumentale Ash, del 2012, il suo ultimo libro. Nessuno dei due mi risulta tradotto nella nostra lingua.
Al momento, tuto il catalogo di James Herbert in originale è disponibile in formato ebook a prezzi decisamente accesibili.


  1. Alfie, Educating Rita, e tre James Bond tra cui The Spy Who Loved Me – oltre ad una gavetta al fianco di Orson Welles e Alfred Hitchcock. 
  2. anche se resta da capire perché un docente di psicologia debba farsi spiegare da un medico di campagna come funzionano i traumi… ma considerando che il medico di campagna è John Gielgud, possiamo perdonare la svista – quando John Gielgoud parla, lo si ascolta e basta. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “I fantasmi di Herbert

  1. Mi piace molto Herbert e questo mi manca, urge recupero

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