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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Astronavi e mostri

8 commenti

5c38c1e9e07ff2d7d1ec1167185c8699Dev’essere la vecchiaia.
Gli anni incalzano inesorabili, il fisico decade, la vista cala, la musica improvvisamente è troppo rumorosa, e quando qualcuno annuncia garrulo

ho scoperto che la fantascienza non è fatta solo di astronavi e di mostri dagli occhi d’insetto!

la reazione istintiva è

#mavaffanculo

Sì, con l’hashtag.

O forse non è la vecchiaia.
Forse è che davvero, nel 2016, sentire certe cose causa un certo… scoramento.

E potrei fare un elenco.
Un elenco di romanzi con astronavi e mostri spaziali che è necessario leggere per capire cosa sia, da dove venga e dove stia andando la fantascienza.

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Potrei citare Nova, di Samuel R. Delany – è il primo titolo che mi sia venuto in mente, la prima scintilla di ragionevolezza subito dopo il feroce, cocente #mavaffanculo.
Potrei citare Emphirio, di Jack Vance, e The Stars My Destination di Alfie Bester. Take Back Plenty, di Colin Greenland.
Potrei metterci Rocannon’s World della LeGuin, The Faded Sun di C.J. Cherryh, e il vecchio, glorioso Skaith di Leigh Brackett.
Cinquant’anni almeno di titoli che dimostrano che astronavi e mostri alieni non sono un marchio d’infamia.

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Ma avrebbe senso? Servirebbe a qualcosa?
Ovviamente no.
Il discorso qui sopra è triste, stupido e ignorante – è il marchio di chi ha visto distrattamente un paio di film a caso e qualche episodio di qualche serie televisiva. Di chi da sempre giudica i libri sulla base della copertina e del numero di punti intellettuale che si possono incassare fingendo di averli letti.
E che tuttavia sente profondo il desiderio di rivelare al mondo la Verità, appena scoperta.
Esperti istantanei, pronti a garantirci che sì, è fantascienza, ma è anche narrativa intelligente e stimolante, con delle idee, con dei contenuti.
È vera letteratura.
Mica solo astronavi e B.E.M., come quella roba che leggono quelli là, poveri nerd sfigati.

c100e9e86b747a2eb022bbd9dcc9155fE non manca la vasta schiera di appassionati che sì, in effetti si vergognano come dei ladri per le astronavi, i mostri alieni, le pistole a raggi, i robot e le astronaute in bikini.
Che sono stati presi per il culo talmente a lungo, per ciò che leggevano, che hanno cominciato a crederci anche loro, e sì, in effetti, che orrore quelle vecchie riviste e quei libri con le copertine colorate.
Che indecenza, che pocaggine, che mancanza di dignità, quella roba da sfigati nerd che piace a quelli là.

E poiché io sono, decisamente, anche uno di quelli là, e non mi considero particolarmente sfigato o stupido, e poiché a nessuno piace sentirsi dare del troglodita da qualche pretenzioso imbecille che ha appena scoperto l’acqua calda diventando istantaneamente un esperto di termodinamica dei fluidi… eh, allora forse non è la vecchiaia.
Forse è proprio solo che con certa gente #mavaffanculo è l’unica risposta possibile.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Astronavi e mostri

  1. Trovo molto sciocco considerare i capisaldi del genere – che hai efficacemente sintetizzato nel titolo – un orpello o una appendice di cui vergognarsi nella scrittura di un’opera di fantasicenza. Non nascondo, però, che da lettore mi piace apprezzare chi riesce a sposare quelle ambientazioni, quei protagonisti, quegli strumenti e quegli oggetti con riflessioni diverse, non per forza di cose sostenute da chissà quale intellettualismo, ma capaci un minimo di far pensare. E se trovo qualcuno o qualcosa che meriti menzione per questa capacità – nell’economia di una creazione ben fatto – credo sia più importante stigmatizzare questo punto a favore che il fatto che i “must” del genere ci siano tutti.

    • Il genere ha una storia – e provare imbarazzo per il proprio passato non è mai un atteggiamento sano.
      Certamente esistono storie trite, sciocche, offensive e imbarazzanti… ma fare di tutte le erbe un fascio per poi annunciare al mondo che due romanzi o trre racconti si distinguono per qualità e valore è sciocco ed ignorante.
      Esiste un sacco di buona fantascienza, e non la sigiudica dalla copertina.

  2. Come non essere d’accordo. Purtroppo il problema non è nella fantascienza, ma nella testa delle persone. Per esempio io non sono un grande amante del genere giallo (a parte alcune rare eccezioni), ma non per questo lo considero un genere inutile o fine a sé stesso. Purtroppo però la maggior parte delle persone (e non solo in ambito letterario) pensano che ciò che non incontrano i loro gusti non abbia dignità, sia al massimo una cosa da bambini o da “sfigati”. Purtroppo, è molto più facile avere pregiudizi che giudicare con cognizione di causa.

  3. Ammettiamolo, la fantascienza delle astronaute in bikini degli anni cinquanta era polivalente.

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