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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Maschere & Pugnali

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L’influenza di Alexandre Dumas (padre) sulla narrativa fantasy viene spesso trascurata.
Troppi orpelli pseudoceltici, troppi nani scorbutici ed elfi ieratici, troppo postumi malsani della lettura1 del Mabinogion (quando va bene) o del Silmarillion (quando va male). Troppi deliri norreni di maniera, troppo medioevo marchiato Disney, troppo D&D con la targa cambiata. Troppo fantasy senza fantasia – ma ne abbiamo parlato in passato, giusto?
Ma non è che sia una regola – copiare Tolkien, o Howard, e poi spacciarsela.
È possibile avere dei modelli precedenti, e magari una bibliografia un po’ più diversificata.

dumas

Proprio Robert E. Howard fu un lettore appassionato di Dumas2, e così Fritz Leiber, e Jack Vance, tanto per citare tre autori che hanno pesantemente influenzato la letteratura fantastica.
E in Dumas c’è tutto – il passato colorato ed esotico, la magia (razionalizzata o meno, non ha importanza), i duelli, l’avventura, l’intrigo, gli eroi sfrontati, i cattivi cattivissimi, le belle donne, l’amore, la vendetta.
Oggi, l’americano Steven Brust è probabilmente il principale autore di fantasy “dumasiano” (per inventarsi un’etichetta), ma non è l’unico.
“Sundial in a Grave”, dell’inglese Mary Gentle, usa il personaggio di Rochefort – splendido antagonista de I Tre Moschettieri – come protagonista.
E poi c’è Teresa Edgerton – che è favolosa, e voi molto probabilmente non la conoscete, perché nessuno ha mai pensato a tradurre i suoi romanzi.

Nata nel 1949, Teresa Edgerton esordisce quarantenne alla fine degli anni ’80 con la prima trilogia di Celydonn – anche nota come Green Lion Trilogy.
Edgerton è una frequentatrice delle fiere rinascimentali, una lettrice di tarocchi e una creatrice di marionette – oltre ad aver lavorato come psichica – e i suoi primi romanzi costruiscono un mondo secondario dumasiano di alchimia ed intrigo.
cover-goblin-bigI tre volumi escono per i tipi di ACE – che nel 1991 pubblica Goblin Moon, romanzo a se stante che è probabilmente il lavoro più popolare ed amato della Edgerton.
Coi suoi maghi sinistri, i suoi intrighi romantici, un eroe mascherato che richiama la Primula Rossa e una ambientazione urbana e settecentesca, il romanzo si inserisce fuori tempo massimo in quell’interregno del quale abbiamo parlato in altri post – quel periodo in cui il fantasy è popolare ma non ancora imprigionato in uno schema standard studiato per compiacere un pubblico che vuole qualcosa semplicemente delle variazioni sul tema. Sono gli anni gloriosi in cui il mercato viene messo alla prova, e sugli scaffali compaiono opere diverse ed eccitanti che poi, misteriosamente, sembrano scomparire.

cover-gnome's-bigGoblin Moon arriva tardi, forse3, ma non segue le regole del template fantasy, ed è una lettura piacevole e rinfrescante.
L’apertura è un aperto riferimento a Il Nostro Comune Amico, di Charles Dickens4, e da qui in avanti il world-building è assolutamente meraviglioso, profondo e dettagliato, e sviluppato con una sensazione di facilità e leggerezza che lascia impressionati5.
I dialoghi sono perfetti, ritmati ed eleganti.
E ci sono i nani e i goblin, per cui il lettore alla disperata ricerca di una dose della solita roba non resterà troppo deluso.
Anche se non sono necessariamente i soliti nani e goblin.
A questo primo romanzo segue The Gnome Engine, che inserisce un elemento quasi steampunk (o gaslight fantasy) nell’ambientazione (che va sotto al titolo collettivo di Mask & Dagger), e rimane comunque originale e divertente.

queen'sMadre di quattro figli, la Edgerton non è una autrice straordinariamente prolificha: una seconda trilogia di Celydonn esce a metà anni ’90, ma apparentemente le vendite non soddisfano l’editore6.
Edgerton rallenta ulteriormente i ritmi a causa di gravi problemi di salute e, nel momento in cui torna alla scrittura, con il promettente The Queen’s Necklace (titolo preso in prestito direttamente da Dumas), è ormai il 2001 e…
E mah!, a dire il vero – storia a se stante in volume unico (una rarità, in quest’epoca di n-logie da migliaia di pagine), il romanzo ha un buon riscontro critico, e viene accolto con entusiasmo dai vecchi fan di Goblin Moon, ma la casa editrice (questa volta, EOS/Harper Collins) non è ancora soddisfatta dalle vendite – e lo manda fuori stampa per quindici anni.
Sulla base di una di quelle strane scelte che gli editori capiscono ma i lettori spesso no, i romanzi successivi dell’autrice escono sotto pseudonimo, come scritti da Madeline Howard.
Sono un po’ più conformi al template, ma hanno comunque il marchio della Edgerton nel world building e nel generale senso di avventura per l’avventura della trama. Siamo in attesa dell’uscita del terzo volume.mask & dagger

Ed ecco qui – undici romanzi e una manciata di racconti in ventisei anni di attività, storie diverse dal solito fantasy che ci viene scaricato addosso da due o tre decenni a questa parte.
E per la gioia dei lettori che se la fossero persa, la duologia Mask & Dagger è stata recentemente ristampata in un omnibus in formato digitale, con una manciata di storie extra – quasi settecento pagine di ottimo fantasy. E anche The Queen’s Necklace rivede la luce – altre seicento pagine di narrativa fantasy diversa, ed eccellente.
Se siete stanchi del solito pseudo-medioevo infestato di nani con l’ascia ed elfi con le loro insopportabili poesie, questi due ebook potrebbe essere un buon investimento di tempo e denaro. E ci sono i goblin!


  1. perché una cosa è leggerlo, una cosa è dire “bello, lo faccio anch’io”. 
  2. … e di un sacco di altri autori non di genere – Howard andrebbe preso come modello non solo per la prosa esuberante, i barbari muscolosi e le fanciulle poppute, ma anche per la cultura e la sensibilità, e la vastità degli interessi e delle ispirazioni. 
  3. a voler essere precisi, l’interregno dovrebbe durare idealmente dal 1977 (uscita di The Sword of Shannara) e il 1985 (uscita di The Wishsong of Shannara e inizio della diffusone del template fantasy), ma possiamo essere elastici – non è una scienza esatta. 
  4. potremmo trovare in Dickens, Dumas e Stevenson la trimurti di autori ottocenteschi fondamentali nello sviluppo del fantastico occidentale. Sarebbe interessante farci un post. 
  5. mi è stato detto di recente che parlare di “worldbuilding” è sbagliato e che si tratta di un aspetto secondario della narrativa. Credo sia un’opinione idiota fondata sul nulla – ma magari ne riparleremo. 
  6. esiste davvero la possibilità di soddisfare un editore in termini di vendite? 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Maschere & Pugnali

  1. Ci sono anche moschetti?

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