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Un’offerta che non potevo rifiutare

5 commenti

La vigilia di Pasqua è successa una cosa – per me – senza precedenti: Amazon mi ha mandato una mail con un’offerta, e per la prima volta da che mi servo da Amazon (sono davvero più di dieci anni? Ouch!), per la prima volta si trattava di un’offerta davvero interessante.
Dopo anni di frullatori e caffettiere, guide turistiche e corsi di lingue, serie televisive che non guarderei neanche gratis e romanzetti agghiaccianti scritti da autrici con pseudonimi imbarazzanti, Amazon mi ha finalmente offerto uno sconto colossale su dei libri che in effetti da tempo avevo annotato come “da leggere prima o poi”1.

Peter-F-Hamilton-Void

E così, complice la mail incriminata, e per il prezzo di una pizza margherita, mi sono accaparrato i tre romanzi di Peter F. Hamilton che costituiscono la trilogia del Vuoto:
The Dreaming Void
The Temporal Void
The Evolutionary Void
Giusto quelle 2500 pagine di space opera da mettere lì per l’estate.

Ora, io con Peter F. Hamilton ho un rapporto conflittuale – ammiro moltissimo la sua capacità di costruire affreschi colossali e trame nelle qualisi muovono decine di personaggi… mi piacciono le idee, tante, grandi, originali…
Lo stimo e lo ammiro anche quando le storie che poi racconta non è che proprio mi entusiasmino.

The Night's Dawn Trilogy Old UK

Esempio tipico: la trilogia Night’s Dawn, anche nota come la Trilogia del Neutronio.
Lavoro colossale, che mi ha stancato abbastanza alla svelta.

14628376356Il problema, in quel caso, non era tanto l’accoppiata mole di pagine + mole di personaggi, che obligava comunque l’autore ad abbandonare alcuni dei suoi protagonisti per centinaia di pagine, mentre la sua attenzione si spostava in un altro angolo della galassia: Night’s Dawn supera le 3000 pagine in totale e ha non meno di venti personaggi principali.
No, era piuttosto il fatto di aver acquistato un volume sperando in una bel romanzone di fatascienza e trovarsi invece in mano un horror alla Stephen King, ma ambientato in un universo fantascientifico2.
Per cui alla fine mi piacque molto di più il Confederation Handbook, che raccoglieva in unsolo volume tutti gli elementi propriamente fantascientifici del setting.

Però davvero, talvolta è la semplice scala delle storie di Hamilton che risulta entusiasmante. È un po’ il gioco che facevano Doc Smith o, più tardi, Edmond Hamilton, con le loro space opera – Peter F. Hamilton ha dalla sua una scienza più aggiornata, e una tecnica di scrittura un po’ più sofisticata, ma il succo è sempre quello delle vecchie avventure dell’età dei pulp. Affrontiamo sempre eventi che mettono in pericolo l’intera galassia (come minimo) e che sembrano dover riscrivere le leggi stese della fisica.
Solo, anziché un solo eroe indistruttibile con i suoi fidi aiutanti, Hamilton mette in scena un cast vastissimo di eroi e antieroi. E perché no?

Eden_parkland_(c)Jim_Burns

Ora perciò sono curioso di vedere che effetto mi farà questa nuova serie.
Prima di arrivarci, tuttavia, ho altre cose che mi interessano in coda.
Ne parleremo.

E un giorno dovremo discutere della politica dei prezi degli ebook dopo la guerra Amazon/Hachette – che sta rendendo imposibile procurarsi alla svelta le novità in formato digitale a costi abbordabili. Si è tornati ai tempi in cui si aspettav il paperback – che è una sciocchezza.

Ma per il momento, materiale di lettura ce n’è in abbondanza, il tempo per leggere è quel che è e, con la bella stagione, credo che mi verrà la voglia di leggere un po’ di space opera alla maniera di Hamilton.
Vi saprò dire.


  1. comunque Amazon si è rifatta appena tre giorni dopo, con un’altra meravigliosa offerta di ben sette ebook “fentesi” apena usciti, tutti a base di vampiri innamorati e giovani donne belle belle belle in maniera assurda, ma che nessumo si fila, e vivono infelici, e che si straziano per il bel tenebroso che le tratta come pezze da piedi, ma bisogna capirlo perché ha sofferto tanto da piccolo. Non uno, non due… sette. Un problema di outpt eccessivo molto più grave della presunta prolisità di Peter F. Hamilton. 
  2. il che significa anche che un giorno potrei ben volentieri riprendere in mano Night’s Dawn avendo voglia di leggere un buon horror, e riuscirei forse ad apprezzarlo molto di più. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Un’offerta che non potevo rifiutare

  1. La voglia di salire su un’ astronave è sempre dietro l’angolo…

  2. Io con Night’s Dawn ho mollato il colpo a metà del primo volume… come hai detto tu, di Hamilton (Peter F.) colpiscono più le idee e la costruzione dell’universo narrativo che la storia. E’ qui che casca l’asino per me: non ho la forza/tempo di leggere 3.000 pagine con 20 personaggi principali e una miriade di secondari per una storia che alla fine non mi interessa. Che avrei dovuto fare? “Saltare le parti noiose”?
    N.B. ho mollato Guerra e Pace più o meno per lo stesso motivo, quindi è un mio problema personale con i mallopazzi poco interessanti e con troppi personaggi.

    Per me alla fine il confronto con “Doc” Smith è ingiusto. La sua fisica sarà assurda, il suo stile grezzo, ma alla fine della Quadrilogia di Skylark ero divertito ed esalto. Dopo mezzo libro di Hamilton ero addormentato.
    Altra grande delusione il “collega” Alaistar Reynolds: 2000 pagine per la trilogia degli Inibitori e alla fine mi è rimasta la sensazione che si poteva sviluppare in un terzo di pagine e con personaggi un po’ meno “autistici”.
    E ahimé con MacLeod non è stata migliore.
    Per ora le mie esperienze con la New Space Opera sono state scottanti… alla fine preferisco tornare a Smith e Hamilton (Edmond…)

    • Di Reynolds ho letto poco, lo trovo troppo freddo, mentre di MacLeod credo di aver letto tutto e mi piace molto.
      In generale la New Space Opera, per quel che mi riguarda, funziona.
      Ma è questione di tempo, di voglia, di inclinazioni personali e, in parte, certamente, di fortuna – si tratta di beccare il libro giusto nel momento giusto.

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