strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Beacon 23

4 commenti

Per muoversi attraverso la galassia ad una velocità di venti volte quella della luce, sono necessari punti di riferimento.
Stelle, quasar, buchi neri.
E dove non c’è nulla, la NASA ha sistemato dei fari.
Strutture spartane, nelle quali individui solitari si occupano di mantenere i sistemi in funzione, e guardano le navi in transito.

OODConceptart_Asteroid_field

Il faro numero 23 si trova nel Settore Otto, al margine di un campo di asteroidi.
L’orlo del nulla.
Il guardiano è un reduce. Perché da anni l’umanità è in guerra contro i Ryph. Umani e alieni muoiono a milioni. Il guardiano è un individuo ferito, nel fisico e nello spirito. Forse soffre di Stress Post-Traumatico. Forse è la solitudine. Forse sono le radiazioni elettromanetiche del faro stesso che lo rendono confuso. Forse è solo sciroccato.

26771521Beacon 23, di Hugh Howey, è stato originariamente pubblicato in cinque puntate, tra il Giugno e l’Agosto del 2015.
È un romanzo di fantascienza.
È un ottimo romanzo di fantascienza.
Howey (che ha raggiunto la popolarità con la sua serie di romanzi iniziata con la serializzazione di Wool) ci cala nella mente non troppo ordinata del protagonista, e da questa posizione privilegiata assistiamo allo svilupparsi di una vicenda che, all’inizio, pare una serie di incidenti slegati, alcuni reali, altri nient’altro che eventi allucinatori, il parto della psiche sconvolta del narratore.
Ma tutto progressivamente assume un senso, fino al finale, inevitabile e potente, che è superiore alla somma delle singole parti.

Il linguaggio di Howey è semplice, diretto, ma al tempo stesso curiosamente lirico, mentre esplora i corridoi della mente di un individuo sconfitto e distrutto, mentre lo accompagna nella lenta scoperta della propria forza, verso il recupero della propria salute mentale.
E intanto la guerra prosegue, e…

Leggetelo.

È un bel libro, Beacon 23.
Ricorda a tratti i lavori migliori di Samuel Delany nel mantenere uno sguardo lucido sugli elementi più spiacevoli, nella sua disperata ricerca del nucleo positivo e costruttivo dell’anima umana.
Non arriva alle 200 pagine, si legge in fretta, e lascia un segno profondo.
È fantascienza spaziale, vagamente hard, fortemente umanista. È space opera, è fantascienza militare e al contempo quanto di più antimilitarista si possa immaginare.
È un piacere da leggere, anche se a tratti è un vero pugno nello stomaco.

È il primo libro di Howey che io abbia letto – e ne leggerò altri, perché quando si trova un autore in gamba, viene voglia di leggere altro di ciò che ha scritto.

Ancora una volta, la fantascienza sta bene e vi saluta tutti.
Come la pace, la salute mentale, la felicità, è là fuori, e basta andarla a cercare.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Beacon 23

  1. È proprio quello che cercavo: fantascienza interessante e breve. Breve per una serie di ragioni.
    Gli darò una letta, tenendo conto che cosa poco.
    Grazie!

  2. Acquistato! grazie per il consiglio!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...