strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Un bicchierino con Michael Malloy

16 commenti

Negli anni selvaggi del proibizionismo, Francis Pasqua, Daniel Kriesberg e Tony Marino, che gestivano un fiorente traffico di alcoolici illegali avevano trovato un sistema sicuro per far soldi.
Il piano prese forma nel giugno del 1932.
Marino, che aveva 27 anni, era il cervello dell’operazione. L’inverno precedente aveva conosciuto una senza tetto di nome Mabelle Carson, l’aveva convinta ad assicurarsi per 2000 dollari, assicurazione della quale lui era il beneficiario. Poi, dopo averla fatta bere fino ad andare in coma, l’aveva messa a letto, aveva inzuppatole coperte di acqua gelata e l’aveva lasciata sotto ad una finestra aperta. Mabelle era morta di polmonite, e Marino aveva incassato.
Bello liscio.
Perché non farlo di nuovo? Bastava selezionare un barbone qualunque – e non è che non ce ne fossero, a New York nel 1932.

tramp.gif

Così, nei primi giorni del 1933, i tre selezionarono una nuova vittima: Michael Malloy.

mikemalloy1Nato nel 1873 nella contea di Donegal, in Irlanda, Malloy si era trasferito negli Stati Uniti, e a New York aveva fatto il pompiere per un certo periodo, ma nei primi anni ’30 are abbastanza popolare come figura di vecchio barbone avvinazzato che vagava per la città.
I suoi amici lo chiamavano Durable Mike Malloy. O anche Iron Mike Malloy.
Questo avrebbe dovuto dire qualcosa a quei gangster.

Agganciato grazie ad un leguleio infingardo di nome Murphy, Malloy firmò volentieri una assicurazione per quasi 3000 dollari (che farebbero quasi 60.000 al cambio attuale).
A questo punto, i gangster portarono Malloy nel loro locale, e cominciarono a versargli da bere.
Era fatta!
O forse no.
Svariati litri di whiskey dopo, Malloy si asciugò la bocca sulla manica, ringraziò i suoi nuovi amici e se ne andò.
Salvo ripresentarsi la sera dopo, per consumare nuovamente abbastanza alcool da stramazzare una mandria di buoi tibetani, e ancora una volta se ne andò con le sue gambe.
E ancora, per tre giorni consecutivi.

img2.thejournal.ie

Cominciando a provare una certa impazienza, Marino decise di sostituire i drink di Malloy con dell’alcool di legno – anche noto come metanolo, o alcool metilico.
Il metanolo è estremamente velenoso – e una concentrazione del 4% è sufficiente a indurre la cecità nella vittima.
Ma non in Malloy, che continuò imperterrito a scolarsi ogni bicchiere che gli veniva servito, senza mostrare altro effetto se non una crescente allegria.
E andò avanti così per giorni, finché una notte non stramazzò a terra, immobile.
Salvo mettersi a russare e, scrollato dai sempre più frustrati gangster, a quanto pare si mise a sedere esclamando “Versami il solito, ragazzo!”

Marino a questo punto era dell’idea di sparargli e farla finita, ma in caso di omicidio sarebbe stato difficile incassare l’assicurazione.
E ora incassare era fondamentale, perché il conto delle bevute di Malloy, nelle ultime tre settimane era diventato piuttosto salato.

Che fare?
Malloy aveva spesso parlato, fra un bicchiere e l’altro, della propria passione per il pesce e i molluschi. Perché allora non servirgli delle ostriche lasciate macerare in alcool denaturato?
Un piatto osceno e praticamente impossibile da digerire, che avrebb spedito all’altromondo il vecchio barbone.
Ma Malloy si scofanò con piacere le ostriche adulterate, accompagnandole ad abbondante metanolo.
Poi si leccò le dita e lanciò un sonoro rutto.

A questo punto, accoppare Malloy era diventata una questione d’orgoglio.
Gli prepararono un panino con sardine avariate e pezzi di latta (!).
Malloy lo mangiò con piacere, e ne chiese un altro.
In quello ci misero pure dei pezzi di vetro.
Niente da fare.

A questo punto Marino decise di usare lo stesso sistema usato con la sua prima vittima.
Approfittando del fatto che di solito a metà serata Malloy si faceva un pisolino fra una bevuta e l’altra, Marino e soci lo caricarono in macchina, lo portarono in un parco cittadino, lo denudarono, gli gettarono addosso alcune secchiate d’acqua gelata, e lo lasciarono su una panca.
Era febbraio, c’erano 20 gradi sotto zero.

La sera successiva, Malloy fece la sua comparsa nel locale di Marino.

“Voi non crederete mai a cosa mi è successo!”

E il vecchio barbone raccontò di non avere idea di come diavolo fosse finito nudo al parco, ma lo avevano trovato al mattino i netturbini, lo avevano portato all’ospedale, regalandogli anche degli abiti nuovi.
Ma ne era uscito sano come un pesce. Certo, Malloy ammise di avere “un po’ di raffreddore”, ma nulla che non si potesse curare con una buona bevuta.

E così decisero di farlo investire da un taxi.
Trovarono un tassista compiacente, montarono tutti sul mezzo, aspettarono che il sempre più ubriaco Malloy lasciasse il locale, e lo misero sotto.
Ma Mike Malloy schivò il taxi due volte.
La terza, lo travolsero e per buona misura fecero anche marcia indietro, mettendolo sotto una seconda volta.
E poi se ne andarono a tutta velocità, e aspettarono di leggere sul giornale della morte del povero vagabondo.

Cinque giorni dopo, Marino e compagni cominciarono anche a pianificare di mettere sotto un altro barbone, e poi spacciarlo per Malloy, perché della morte di Malloy non c’era notizia.
E fu proprio mentre discutevano di questo piano che Michael Malloy fece il proprio ingresso nel loro locale, esclamando

“Ho una sete da morire!”

Si era svegliato all’ospedale, senza ricordare granché di ciò che era successo, e con una gran voglia di farsi una bevuta.

Michael Malloy morì il 21 febbraio 1933.
Lo presero, lo legarono a una sedia, e gli cacciarono in gola il tubo del gas. Poi un medico compiacente compilò un falso referto identificando la causa del decesso come “polmonite”.
Era finalmente fatta.
La gang tuttavia incassò solo 800 dollari di assicurazione, e la maggior parte andarono a coprire le spese sostenute fino a quel punto.malloyheadline

La notizia della morte per polmonite di Michael Malloy si sparse abbastanza alla svelta.
Malloy morto di polmonite?, si dissero giù al distretto di polizia.
Impossibile – doveva essere un omicidio.
Pochi giorni di indagini, un processo per direttissima che fece notizia, e i quattro congiurati, Pasqua, Kriegsberg, Marino e il loro complice Murphy, finirono tutti a Sing Sing, sulla sedia elettrica.
Ci rimasero tutti secchi al primo tentativo.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

16 thoughts on “Un bicchierino con Michael Malloy

  1. grazie, non se ne ha mai abbastanza, di cialtroni.
    ho riso fino alle lacrime in certi punti. potresti farne un genere a sé, di storie così, raccontate così.

  2. Che persone ripugnanti!
    E porca vacca, che vigore il signor Malloy! Ma siamo sicuri che il gas l’abbia ucciso per davvero?

  3. Ho ancora le lacrime ed un sorriso da ebete stampato in viso😀

    grazie per questa perla😉

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...