strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

My Man Godfrey (1936)

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Nel 1932 F.D. Roosevelt, durante uno dei suoi discorsi radiofonici, usò l’espressione forgotten man per indicare quelle persone che erano state travolte dalla crisi del ’29, andando a costituire una vastissima popolazione di senza tetto.

Questi tempi infelici richiedono la costruzione di piani che si appoggiono alle unità del potere economico dimenticate e disorganizzate ma indispensabili, piani come quelli del 1917 che costruiscano dal basso e non dall’alto, che diano fiducia ancora una volta all’uomo dimenticato alla base della piramide economica.

Il discorso fece presa sull’immaginazione del pubblico, e l’uomo dimenticato divenne una figura dell’immaginario popolare.
Ci fecero una canzone, ci scrissetro articoli, trattati e romanzi, e sulle riviste pulp, The Spider – il più populista dei vendicatori mascherati, che spesso usava Roosevelt come sidecick (!) – si costruì un’armata di uomini dimenticati, pronti a mettere le loro competenze inutilizzate al servizio della giustizia.

Poi, nel 1936, un gruppo di ricchi sfaccendati impegnati in una caccia al tesoro si trovano sulla lista degli “oggetti” da recuperare “un uomo dimenticato”.
Così comincia My Man Godfrey

My Man Godfrey (in Italia L’Impareggiabile Godfrey) è un artefatto di un’apoca perduta, eppure – per motivi lunghi a spiegarsi – è stato per me l’altra sera il film giusto al momento giusto.

My-Man-Godfrey-Poster

La trama in tre parole: la ricca e sciocca (ma buona) Irene Bullock scopre Godfrey “Smith” in una discarica. Lui è “l’uomo dimenticato” che le potrebbe far vincere una caccia al tesoro, e che l’aiuterebbe a irritare la propria sorella.

Guthrie: Are you wanted by the police?
Godfrey: That’s just the trouble. Nobody wants me.

Proprio per irritare la sorella – e perché affascinata dallo strano barbone – Irene arruola Godfrey come domestico, e lui si trova a dover gestire una famiglia di ricchi sciroccati.
Ma Godfrey ha un sacco di capacità nascoste…

Si tratta di una screwball comedy – ritmo serrato, dialoghi rapidi e vertiginosi, comicità a mitraglia, non pochi doppisensi che, per l’epoca, erano piuttosto arrischiati…

Carlo: Very interesting book. The Greeks of the Middle Ages.
Cornelia Bullock: Oh, Irene would like that. You love the middle ages, don’t you, dear?

E tuttavia, nell’adattare il romanzo originale (uscito l’anno prima), gli sceneggiatori Hatch e Ryskind riescono a mantenere un livello molto alto.
I ricchi di My Man Godfrey sono sciocchi e vuoti, alla disperata ricerca di una distrazione, mentre i poveracci – a cominciare da Godfrey, ex membro della classe superiore ma ora caduto in disgrazia, dimostrano una dignità e una coerenza che non è facile o populista.
My Man Godfrey non ha una pretesa di messaggio, eppure riesce a far passare dei discorsi seri nel fuoco di fila di battute.

William Powell, lo sguado sonnacchioso e la voce misuratissima, elegante anche vestito da barbone, è perfetto nel ruolo dell’uomo di classe che attraversa un momento avverso.
Nel 1936, William Powell e Carole Lombard erano divorziati da tre anni – ma Powell, interpellato dal regista Gregory La Cava su chi avrebbe potuto interpretare il ruolo di Irene non ebbe dubbi: o la Lombard, o nessun altro.
Aveva ragione.

Godfrey: Do you think you could follow an intelligent conversation for a minute?
Irene: I’ll try.

Carole Lombard è come sempre di una leggerezza inarrivabile – e non è facile fare la parte della sciocca viziata, riuscendo comunque a trasmettere anche una umanità che manca agli altri membri dell’upper class rappresentata nella pellicola.
La Lombard ha dei tempi perfetti, riesce ad essere fisicamente comica pur restando una donna bellissima.

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Il resto del cast è altrettanto eccellente – a cominciare da Jean Dixon, nel ruolo della cinica cameriera Molly, e Alice Brady, madre fatua ed etilica della povera Irene – e il film fu il primo della storia a incassare quattro nominations per i quattro ruoli (attore e attrice protagonista, attore e attrice non protagonista).
Venne anche candidato all’Oscar per la regia – a La Cava, un regista che si era specializzato infilm d’animazione – e per la sceneggiatura. Ma non come miglior film.
E non vinse neanche un premio – parte della lunga tradizione secondo la quale l’Academy non ama le commedie.

La lavorazione non fu facilissima, e incontrò non pochi ritardi.
C’era Carole Lombard, ovviamente, che faceva scherzi ai colleghi, che aveva la tendenza ad improvvisare sul copione, e che per allentare la tensione tendeva ad infarcire il proprio dialogo di volgarità assortite1, obbligando la troupe a rifare la scena decine di volte.

Così, per ridere.
E poi ci fu quella volta in cui La Cava e Powell trascorsero una notte chiusi in una stanza, in compagnia di un paio di bottiglie, per cercre di definire meglio il personaggio di Godfrey.
Il regista ne uscì con un feroce doposbronza – ma l’attore protagonista scomparve, lasciandosi dietro solo il leggendario telegramma

IERI NOTTE ABBIAMO TROVATO GODFREY, MA CI SIAMO PERSI POWELL – CI SI VEDE DOMANI

Ciononostante, il film costò relativamente poco per l’epoca – ed ebbe un notevole successo (anche se non abbastanza per salvare la Universal dalla bancarotta).

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My Man Godfrey vene rifatto negli anni ’50 – con David Niven assolutamente perfetto (e sì, probabilmente meglio di Powel) nel ruolo di Godfrey e June Allyson completamente fuori parte nel ruolo di Irene.

e9c9c7097bde58ab53709d9003c5d934Oggi il film è ampiamente reperibile – per un pasticcio burocratico è di dominio pubblico, e se ne trovano copie di qualità variabile – ce n’è anche una colorizzata dal solito Turner, che ha un aspetto assolutamente orribile, e trovate su Youtube.
È considerato una delle cinquanta commedie migliori di tutti i tempi, è parte del patrimonio culturale preservato dalla Biblioteca del Congresso USA, ed è stato votato come uno dei cento film da vedere prima di morire.
È divertente, è intelligente, e c’è Carole Lombard.
Di motivi per dargli un’occhiata ne avete parecchi.


  1. inclusa, come notò una segretaria di produzione, “la parola di quattro lettere che comincia per F” 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “My Man Godfrey (1936)

  1. Ho capito. Appena ho messo a punto la macchina del tempo – e risolto un paio di questioni personali – ti tengo presente.

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