strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Nostra Signora dei Labirinti

5 commenti

lmlgBrutta cosa la vecchiaia.
Leggevo qualche giorno addietro una recensione a Lady of Mazes, di Karl Schroeder – un bel romanzo con un sacco di grosse idee e ipotesi stimolanti.
Leggevo quella recensione, e ho pensato, la mia è meglio.
E per confermare quel ricordo ho fatto un giro con il motore di ricerca di strategie – e non ho trovato nulla.
Da qui, la certezza che l’Alzheimer avese deciso di farmi visita.
Ci mancherebe solo quello.
E invece no – ricordavo giusto (o quasi) e l’avevo recensito, Lady of Mazes, ma non qui.
Su Il Futuro è Tornato – che ora non c’è più1.
E allora mi sono detto – perché non ristamparla qui?
È vero che è uscita un paio di annetti or sono, e che il romanzo è del 2005, ma chissà che a qualcuno non possa interessare ugualmente.

Può capitare – e grazie al cielo capita – di leggere di tanto in tanto un romanzo di fantascienza che non è solo un eccellente romanzo, ed eccellente fantascienza, ma un potente pro-memoria del perché leggiamo fantascienza.

Un buon esempio è Lady of Mazes, romanzo di Karl Schroeder uscito nel 2005, e parte di una ipotetica trilogia con i precedenti Ventus e Permanence.
Più una trilogia ideale e tematica che narrativa – i tre romanzi sono indipendenti l’uno dall’altro.

Lady of Mazes si svolge su un “coronal” – una struttura anulare, un pianeta artificiale che genera la propria gravità ruotando, e il proprio giorno e la propria notte con un grande specchio.
Non esattamente come il Ringworld di Larry Niven, il coronal non è un anello attorno al sole, ma occupa una posizione in un’orbita e si comporta a tutti gli effetti come un pianeta.

ladyofmazes1

Ma Schroeder – che pure ci offre scorci mozzafiato del suo mondo artificiale – non è interessato a questo tipo di mondo artificiale.
Gli abitanti del suo anello infatti appartengono ad una costellazione di culture che hanno deciso, in passato, di editare la propria visione del mondo – un tipo di artificio molto più intimo e pervasivo.

Attraverso realtà aumentata, blocchi semantici implementati da intelligenze artificiali ed altri artifici, un cittadino può decidere, raggiunta la maturità, in quale paradigma condurre la propria esistenza, di quale mondo e società essere parte – un mondo dalla tecnologia pervasiva e soft, nel quale esiste una economia di reputazione, oppure una società animista affine a quella dei nativi americani? Un’utopia ecologica basata sulla colonizzazione dell’oceano, o una cultura interamente imperniata sul volo e sulla caduta libera, su fra le nuvole?
E questi mondi sono compenetrati e sovrapposti – poiché le percezioni sono filtrate, e due persone appartenenti a culture diverse possono vivere fianco a fianco, e non vedersi, e percepire gli stessi luoghi come radicalmente diversi, e governati da leggi drasticamente differenti.

Questa costruzione vertiginosa serve all’autore per affrontare ancora una volta uno dei suoi temi centrali – come la tecnologia sia politica.
Come l’ideologia e la tecnologia si intersechino – come certe strutture sociali implichino certe soluzioni tecnologiche e viceversa, come certi aspetti della tecnologia e della scienza siano (o possano essere) espressione di una cultura, nel bene e nel male.

Nel momento in cui le diverse civiltà dell’anello vengono attaccate da un avversario noto col semplice codice di 3340, che vuole abbattere le barriere fra i paradigmi ed imporre un’unica visione della società e della scienza, i sistemi vengono messi in crisi, ed il lettore ha modo di esplorare la crisi, e cosa essa significhi, attraverso le esperienze del personaggio principale – la giovane Livia Kodaly, cresciuta in una società pluralista e post-scarsità ma obbligata a trasformarsi in qualcosa di molto diverso nel momento in cui gli orizzonti fra le comunità collassano.

Lady of Mazes è un romanzo densissimo di idee e di spunti, scritto con una meravigliosa economia, specie nel gestire il technobabble.
Schroeder non ha bisogno di sollevare cortine fumogene inventandosi un gergo esotico, e i suoi neologismi sono distribuiti con cura ed intelligenza nel testo – che pur col suo colossale bagaglio di sostanza, non dimentica mai di essere una storia, ed è fresco, divertente.

Una lettura decisamente consigliata, come d’altra parte tutta l’opera di questo autore.


  1. ironico, non trovate? 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Nostra Signora dei Labirinti

  1. L’ambientazione mi ricorda la trilogia di Phaeton, che in adorato. O cercherò.
    Il Moro

  2. Edizione in italiano no, vero? Ciao! Eauguri anche per Alessandro….

  3. Sembra molto interessante. Ok, la risposta probabilmente sarà “leggi e lo scoprirai”, ma viene da chiedere – le persone che abitano questi mondi mantengono un corpo fisico quindi? E’ “soltanto” una realtà aumentata, e non una realtà virtuale come ANA di Hamilton? Sembra un sistema incredibilmente difficile da far funzionare…

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