strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La merce più a buon mercato che esista

4 commenti

Secondo Neil Gaiman, la domanda

dove trovi le tue idee?

non deve essere rivolta a un autore.
Gli scrittori, che in effetti non sanno da dove vengono le idee, si sentono a disagio, quando devono rispondere a simili domande e – sostiene Gaiman – diventano cattivi.
Cattivi come solo gli scrittori sanno essere.

gaiman-books

vi prenderanno in giro e vi faranno sentire sciocchi

In effetti, Harlan Ellison sosteneva di trovare le idee per le proprie storie a Schenectady (NY), e una volta raccontò di essere iscritto al Club Dell’Idea del Mese – pagavi dieci dollari e loro ti mandavano una buona idea per una storia al mese.
Ci fu chi gli chiese l’indirizzo.

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Ma se il dove trovi le tue idee è un classico, c’è un secondo classico, meno popolare, ma che tutti coloro che scrivono prima o poi hanno incontrato. Ed è quello di cui vorrei parlare oggi.

È una cosa che fa più o meno così

scriverei anch’io un libro, ma il problema è che ho troppe idee

e spesso – ma non sempre – questo viene usato per rimettere al suo posto chi ha pubblicato qualcosa.
Bella roba – avendo poche idee, è facile prenderne un paio e improvvisare qualcosa, giusto?
Ma io, santo cielo, ho tante di quelle idee, tutte bellissime e tutte originali…

Un bel problema.
E la cosa interessante è che è assolutamente vero.
Ci sono queste persone che non riescono a scrivere perché hanno troppe idee.
Ed è perfettamente normale.

Perché vedete, le idee non sono un problema.
Le idee si trovano ovunque. Basta leggere un libro, guardare un film, ascoltare un disco, parlare con la gente, fare un giro sul web, o sul tram, o al bar, o da soli, a piedi, su una stradicciola di campagna o in centro, non importa.
Le idee sono ovunque. Sono la merce più a buon mercato che esista1.

Matthew Reilly, che non è un grande stilista ma scrive romanzi divertenti, sostiene di leggere dodici saggi (soprattutto storia, archeologia e scienza) al mese.
Le sue idee vengono da lì.

Australian author Matthew Reilly on Friday 15, May, 2009

Ma qui sorge il problema.
Perché uno scrittore, a differenza di un dilettante, è la persona che è capace di affrontare questa tempesta incessante di idee, e di scorgere quelle idee che potrebbero funzionare, e quelle che non funzionerebbero. Quelle sulle quali si può costruire una storia, e quelle che, per splendide che siano, non permetterebbero di raccontare una storia vendibile.

Sempre Reilly dice che di solito uno di quei dodici libri gli fornisce un paio di buone idee.

Per cui è vero – c’è chi ha troppe idee, e non riesce a scrivere. Ma non è la sovrabbondanza di buon materiale, che blocca queste persone.
È l’incapacità di riconoscere le buone idee dalla spazzatura, che li blocca.
Per cui alla fine non sono scrittori.
Quello, è essenzialmente il loro problema.

Fall Frontier

Schenectady and the surrounding fall trees.

Certo, potrebbero sempre iscriversi al Club dell’Idea del Mese di schenectady.
Che non sarebbe una cattiva idea, da mettere in piedi come sistema per far soldi alla svelta, ora che ci penso. Un buon modo per riciclare tutte quelle stupide idee inutili.
Ma poi probabilmente Harlan Ellison mi farebbe causa.


  1. è per questo, tra l’altro, che avvicinare il vostro amico che scrive e dirgli “ho un’idea fantastica per una storia, potresti provare a scriverla…” non è una buona idea. Chi scrive non ha il problema di avere una carenza di idee. Casomai il contrario. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “La merce più a buon mercato che esista

  1. In effetti, hanno mille idee ma non ne scrivono una che sia una. Ed è vero, c’è chi ha delle bellissime idee, troppe, e propone a te di scriverle per lui, manco fossi un ghostwriter…

    • Ma perché è passata la leggenda che lo scrittore è quello che sta a ravanarsil’idea in cerca dell’ispirazione… e allora loro, che l’ispirazione ce l’hanno, la vogliono dare a te.
      In fondo è un gesto di cortesia.

  2. Verissimo.
    Quando, anni fa, iniziai a pensare di scrivere, la mia paura maggiore era “Cosa succederà quando rimarrò a corto di buone idee?”, negli anni mi sono reso conto che era una cosa stupida, il problema è, appunto, scremare.

    Un’altra cosa che ho notato, negli anni, è che il mio cervello mette da sole insieme le buone idee e le trasforma in una flebile trama, in qualcosa sul quale si possa scrivere. E su quello mi metto a lavorare, di solito. Ed è epico😀

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