strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Strategie per il futuro

11 commenti

Mi dicono che in fondo la faccenda delle “troppe qualifiche” è sacrosanta.
Mettiamoci nei panni del povero responsabile del personale, che si ritrova davanti il curriculum di un quasi cinquantenne con una qualifica elevata.
Come può questo serio professionista non domandarsi come mai una persona tanto qualificata si stia proponendo per un lavoro così al di sotto delle sue qualifiche.
C’è, è ovvio, qualcosa di sospetto1.
O, al limite, esiste il rischio che quello, trovando poi un posto migliore, se ne vada2.
Perciò, no, mi spiace, ma davvero lei ha troppe qualifiche.

job

(non trovate inquietante anche voi – inquietante ma significativo – che i due che si strinono la man indossino la stessa giacca e la stessa camicia?)

Quindi, vedete, è come imparare un’altra lingua.
Lei ha troppe qualifiche si traduce in non mi fido/sei un rischio.
OK, perché no.
Ci sta.
Allora cambiamo gioco – mi presento ad una amministrazione pubblica (target principale) o a una realtà aziendale3, con tanto di giacca, cravatta, curriculum e un bel progetto di strategic foresight che vorrei proporre come consulenza.

Per chi se lo fosse perso, lo strategic foresight è un modello di analisi degli sviluppi futuri e della loro possibile (e probabile) ricaduta sugli interessi del committente.
Perché se è vero che non possiamo prevedere il futuro, è vero che possiamo costruire degli scenari a partire da quello che sappiamo, e sulla base di quegli eventi che sappiamo accadranno.
Questioni come il cambiamento climatico, l’allungarsi della vita media, i flussi migratori dall’Africa e dal Medio Oriente.

Millennia2015_The_foresight_process

Lo scopo del foresight strategico è quello di prevedere i possibili sviluppi futuri, definendo scenari possibili, e suggerendo risposte ai cambiamenti previsti.
Ne avevo parlato quattro anni or sono – QUI.

Perciò, eccomi qui, serio e qualificato, a usare le mie “troppe” qualifiche per procacciarmi – e si spera anche svolgere – un lavoro.

Vorrei proporvi uno studio di foresight strategico che vi aiuti a pianificare e affrontare i cambiamenti inevitabili da qui a cinque, dieci e vent’anni.

E nel momento in cui io dico foresight strategico li ho persi.

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Li ho persi, naturalmente, perché loro cosa sia il foresight strategico non lo sanno.
E non lo possono ammettere.
Ammettere la propria ignoranza è male – perché è il primo passo per perdere il controllo della conversazione… e loro non vogliono perdere il controllo.
Quindi non possono ammettere la propria ignoranza a meno che quell’ammissione non porti con sé una puntualizzazione, più o meno esplicita, più o meno velenosa… che se loro non hanno idea di cosa io stia parlando, è perché ciò di cui io sto parlando non ha in realtà importanza.
Fine dell’avventura.

Non sto inventando – è successo. E succederà ancora.

Ci sono, naturalmente due possibili vie d’uscita.
La prima, è quella di rivolgersi ad un amministratore o ad un imprenditore illuminati.
Ma, ammettiamolo, se io sapessi trovare così, alla cieca, un amministratore o un imprenditore illuminato, non mi servirebbe un lavoro – potrei vivere con le mie vincite, scommettendo sui cavalli o sui levrieri.
La seconda possibilità è quella che io contatti preventivamente il mio potenziale interlocutore, con una mail ad esempio, per spiegargli con parole semplici cosa sia lo strategic foresight che gli vorrei proporre, in maniera che – arrivando io bel bello con la mia giacca e cravatta, col mio CV e la mia proposta – io mi trovi davanti qualcuno che già sappia il minimo indispensabile per non reagire fuggendo in preda al panico (o chiudersi in difesa).
Con questo secondo sistema vinciamo tutti – io che posso presentare il mio progetto, e il mio interlocutore che continua ad essere il maschio alpha.

Il problema?
Che quando leggono strategic foresight cestinano la mail.
Perché non sanno cosa sia, e non hanno tempo da perdere.

E poi, la risposta standard rimane comunque sarebbe bello ma non abbiamo soldi.
E per questo problema, la soluzione è una sola – ma ne parliamo un’altra volta.


  1. questo scenario presuppone, naturalmente, che il responsabile del personale non abbia la più pallida idea dell’attuale stato del mercato del lavoro. Il che, credetemi, non è poi così improbabile. 
  2. ne consegue che il nostro responsabile del personale non sta cercando una persona qualificata, sta cercando una persona priva di qualunque tipo di qualifica gli permetta di aspirare a qualcosa di meglio di ciò che in questa sede gli viene offerto. Rassicurante, vero? 
  3. un’amministrazione locale, una associazione di interessi (chessò, una camera di Commercio) o una realtà imprenditoriale legata al territorio sono gli interlocutori ideali, per un progetto come questo. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Strategie per il futuro

  1. “sarebbe bello ma non abbiamo soldi” é un triste mantra

  2. Non c’è dunque via d’uscita esclusa l’ignoranza e l’incompetenza plateali?
    Guardando la prima foto, quella della stretta di mano, a me piace pensare che sia una persona con due braccia destre, anche la sinistra, che per l’occasione della foto si stringa la mano da solo.

  3. Il mio commento è forse banale ed inutile, ma anziché presentare uno strategic foresight parlare di, che so, piano di sviluppo, cambia qualcosa?

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