strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La Leggenda di Tarzan (2016)

13 commenti

the-legend-of-tarzan-foto-e-locandine-1E così sono andato a vedere La Leggenda di Tarzan.
E a questo punto potrei anche chiudere qui.

E potrei chiudere qui perché La Leggenda di Tarzan si presta molto bene a una lettura ideologica, e cosa c’è di meglio di una bella lettura ideologica per suscitare un po’ di legittima indignazione?
C’è un sacco di gente là fuori che non ha mai letto i romanzi di Edgar Rice Burroughs ma sa molto bene per quali motivi sono pessimi e diseducativi1.
Credete che potrebbe la mia recensione interessare a queste persone?
Ovviamente no – la loro opinione se la sono già fatta, a prescindere, e io posso anche volteggiare appeso ad una liana in mutande, e quella opinione non la cambieranno.

Un esempio?
Il critico del Guardian che definisce “coloniale” un film in cui i colonialisti (che sono i cattivi) vengono buttati fuori a calci dall’Africa, ad opera degli africani.

E guardate che ho detto opinione e non pregiudizio, che sarebbe più corretto, proprio perché non voglio avviare discussioni sterili.

Perciò, facciamola breve.
The Legend of Tarzan non è l’adattamento di uno dei lavori di Burroughs, ma piuttosto un remix di elementi presi da diverse storie – Tarzan delle Scimmie, Il Ritorno di Tarzan, Tarzan e i Gioielli di Opar e Tarzan il Terribile, principalmente.
L’operazione riesce bene, e l’idea di presentare la storia dell’origine di Tarzan in flashback è decisamente azzeccata – tutto quello che vi serve sapere, in modo efficente e senza spreco di tempo.

4260c7addbe2c1b6229c2f35f435472d

Il cast è ottimo – attori in parte, ed eccellente scrittura dei personaggi.
Il Tarzan di questo film è forse il più fedele all’opera di Burroughs, pur senza tradire i precedenti cinematografici.
In particolare, ciò che gliautori hanno colto è la dualità del personaggio – Tarzan, quello vero, non è un tipo strambo che gira in perizoma per la giungla in compagnia di uno scimpanzé e parla come Toro Seduto (<—sì, questa è una battuta politicamente scorretta), come nei film con Johnny Weismuller.
Il Tarzan di Burroughs è un personaggio molto più sofisticato – un uomo colto e civile, che è anche capace di spogliarsi della propria civiltà quando la situazione lo richiede.

È molto buona anche la riscrittura di Jane Porter – che è intraprendente, piena di risorse, capace e che non si riduce a una semplice damigella inpericolo.

The-Legend-Of-Tarzan-2016-HD-Wallpaper

Il film tira in ballo la questione (storica) delle attività della corona belga in Congo, e porta su schermo George Washington Williams, un personaggio storico reale, che davvero indagò su cosa diavolo stesse combinando Re Leopoldo nella giungla.
Ora, Williams è interessante, perché è un uomo di colore che in Africa non c’entra nulla – viene dagli Stati Uniti (Williams era nato in Pennsylvania) e con la giungla non c’entra nulla.
Questo fa di lui sia un elemento di alleggerimento, che un personaggio “normale” col quale il pubblico può immedesimarsi – e parla, parla molto, il che è ottimo considerando che Tarzan è (giustamente) piuttosto taciturno.
Eppure c’è stato chi ha stigmatizzato il fatto che

il bianco Tarzan spiega come funzionano le cose in Africa a un negro

Perché evidentemente chiunque abbia la pelle nera automaticamente sa come funzionano le cose in Africa, per certe persone2.
Capite cosa intendo quando dico che molti l’opinione se la sono fatta prima di entrare in sala?

Perciò, in chiusura: ottimo cast, buona scrittura, una regia che non è nulla per cui scrivere a casa ma fa il suo lavoro.
La trama non è proprio a tenuta stagna – probabilmente per via di qualche taglio/riscrittura/rimontaggio – ma nel complesso regge, e regge bene.
È un buon film d’azione, che compiacerà i fan di Burroughs per la sua fedeltà all’originale.
E ci sarà chi piangerà calde lacrime per via del razzismo (non ce n’è), del neocolonialismo (assente) e probabilmente per il fatto che la versione della Disney era meglio (ma quando mai) e questo film ci rovina l’infanzia.
Come dicevo, non si può far cambiare un’opinione precostituita.

Ah, e quelli non sono gorilla, sono Mangàni.
Ma che ve lo dico a fare…


  1. come disse Orwell, chi cresce leggendo i romanzi di Tarzan diventa razzista, fascista, tratta male le donne e uccide gli animali. E se lo ha detto Orwell… 
  2. un po’ come noi italiani che sapiamo tutti suonare il mandolino e fare la pizza – loro invece conoscono la giungla e hanno un grande senso del ritmo (<—sì, anche questa è una battuta politicamente scorretta). 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “La Leggenda di Tarzan (2016)

  1. Si può concedere ai grandi qualche cavolata, piuttosto il problema sono i tanti “puri” che che per il nostro bene ci devono “salvare & migliorare”, gli stessi che ora puntano l’indice sul “sessista” Orwell.
    Il politicamente corretto ci ucciderà, in ogni senso.
    Comunque il Tarzan versione “nativo americano capo indiano soprannominato Toro diversamente appoggiato” mi piaceva, mi riporta alla mia infanzia, e tra l’altro parliamo inglese nello stesso identico modo.

  2. Me lo permetti l’assist, roccia? (che di prima mattina é pure corroborante) https://youtu.be/10DIJs67ReI

  3. E ricordiamoci che quello Disney è l’originale…

  4. A me è capitato di leggere in una discussione sui ruoli femminili nel cinema (cito a memoria): “nell’ultimo film di Tarzan Jane dopo dieci minuti viene rapita, il che è tutto dire”. Non ho risposto perché non ho visto il film, ma due domande me le sono fatte. Primo: il ruolo è compatibile con una donna dell’epoca? (da quanto dici è anche più moderna). Secondo: il film lo hai visto?

    • A parte il fatto cheJane viene rapita dopo almeno quarante minuti di film, ma
      a . per catturarla devono mettercisi in tre perché Jane si difende benissimo
      b . per tutta la sua prigionia è una spina nel fianco dei suoi carcerieri
      c . il rapimento è un incidente di percorso (nel senso che i cattivi neanche si aspettavano di trovarsela davanti)
      Un sacco di gente magari era anche seduta in sala, io credo, ma stava guardando il film attraverso dei filtri e delle aspettative che ne hanno falsato la percezione.

  5. L’ho visto nel week-end, anche invogliato dalla tua recensione.
    Condivido la tua opinione, è un bel film. Ed aggiungerei che si tratta di un film post-colonialista, non colonialista. Voglio dire, definirlo colonialista significa non averlo visto.
    È un peccato che non stia andando bene come incassi.

    • Circa 310 milioni di dollari sul botteghino globale – ma è stato oggetto di una campagna preventiva che è seconda solo a quella fatta per Ghostbusters.
      C’era gente che ne segnalava gli orrori quando ancora era in lavorazione… inconcepibile.

      • Allora non male, anche se un film dicono che inizi a rendere veramente alla casa di produzione quando raddoppia il budget con gli incassi (non manca tanto). Avevo visto notizie scoraggianti, ed in effetti mi dispiaceva assai. Che poi, forse vista l’ambientazione, per certi versi mi ricordava anche heart of darkness🙂

        • In effeti gli eventi scatenanti – le attività inCongo di Leopoldo del Belgio- sono gli stessi.
          Solo che Conrad scrisse un proto-horror… (come ampiamente documentato in Flicker, di Theodor Roszak)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...