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Troppo onesti o troppo stupidi

17 commenti

Ci è sorto il dubbio, qui nel Blocco C, durante l’ora d’aria, di essere o troppo stupidi o troppo onesti. Che non è male, come dubbio, per qualcuno che sta rinchiuso nel blocco degli irriducibili, non trovate?

Ma forse, a pensarci bene, non è una questione di stupidità o di onestà, ma solo di senso del pudore.
O senso della vergogna.
Per dire – sono anni, ma davvero anni, che diverse persone mi chiedono da più parti di fare un corso di scrittura.
E se escludiamo un paio d’ore di lezione sulla scrittura per il gioco di ruolo, due anni or sono, per il corso organizzato da Acheron, non ne ho mai fatto nulla.

La cosa curiosa, vedete, è che a chiedermi di fare un corso di scrittura è spesso stata gente che – avendo frequentato un altro corso di scrittura – si è sentita citare i miei lavori come esempio di scrittura di qualità.

ma che non si sappia fuori di qui

sleazy-salesman… si è raccomandato l’insegnante – una persona, tra l’altro, che insegna (insegnava?) scrittura senza aver mai pubblicato alcunché di proprio (e dopo aver fatto sparire certi suoi orrori giovanili fatti circolare a suo tempo su un forum di fanatici di wargames).
E che a quanto pare parla anche molto bene del lavoro di promozione e sviluppo del mercato fatto dal mio vicino di cella Alex Girola.
Ma, come si diceva, che non si sappia fuori dal suo corso.

Ed è questo, vedete, che ci porta a domandarci se per caso non siamo stupidi, o troppo onesti, o semplicemente se il senso del pudore non ci stia fregando tutti.
Perché il numero di scalzacani a competenza zero che si stanno configurando come guru (scrittura… social media… storytelling, perché in inglese è più figo) cresce di giorno in giorno – e noi, che per esperienza vediamo i buchi, le carenze, vediamo le sciocchezze che questa gente vende (per denaro, o per prestigio, o per occupare spazi) al pubblico, non ci possiamo fare assolutamente nulla.

Perché a chiamare ladri i ladri, nel nostro paese, ci si sente dire che si è solo invidiosi.
Che se ci pensate è agghiacciante.

con-artist

E metterci in competizione con questa gente, offrire qualità al posto dell’aria fritta…
Vedete, io ho insegnato, per molti anni.
Ho insegnato davvero, in un’aula, in una università, in una scuola.
Io conosco la responsabilità e l’obbligo che l’insegnamento comporta.

Io il mio corso di scrittura potrei anche farlo, ho un’idea abbastanza chiara di come mi piacerebbe farlo, come impostarlo, cosa meterci e cosa no,cosa credo possa servire e come lo si possa presentare in maniera efficente.
Ma alla lunga mi domando… che garanzia di qualità posso dare ai miei studenti?
Che qualifiche posso allineare sul mio curriculum come insegnante di scritura?
Il corso di scrittura creativa con Alex Garland? Quello con Holly Lisle?
Il corso di giornalismo e comunicazione della scienza?
Trent’anni passati a scrivere, quindici anni passati a pubblicare, da self e tradizionalmente, in Italia e all’estero?

E chissà, mettere in piedi una corso di scrittura e autopubblicazione, tenuto online, ripetibile tre volte l’anno, magari sorretto da Patreon, potrebbe salvarmi in questo momento in cui le mie finanze sono ormai arrivate a zero, e le prospettive si vanno chiudendo ogni giorno che passa.
Ma io ho ancora uno straccio di senso del pudore.
Io non posso spacciarmi per massimo esperto di storytelling.
Per guru della scrittura. Per uomo del destino che conosce le sacre regole.

 

Là fuori ci sono quelli che lo fanno, sulla base di molto meno  – un blog che fa 50v isite al giorno, un po’ di prosopopea e di faccia di bronzo. Sulla base del nulla.
E qui, davvero, si guardano i conti che si accumulano e ci si sente stupidi.
O troppo onesti.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

17 thoughts on “Troppo onesti o troppo stupidi

  1. Però ragazzi in questo modo cadete nella trappola di dover mostrare certificazioni anziché competenze.

    Se a differenza di altri potete vantare esperienza in questo campo, anche se acquisita senza diplomini o attestatini, perché evitare di realizzare qualcosa solo perché c’è già chi lo fa non avendone le capacità?

    Non tiratevi la zappa sui piedi da soli. La vita è una sola. Non c’è bisogno di essere i migliori in assoluto per poter esercitare in un determinato campo, altrimenti solo Renzo Piano avrebbe diritto ad essere architetto, o Michael Phelps a nuotare (che fra l’altro è da dopo Pechino che viene dato come atleta finito, ma lui nel frattempo continua a collezionare successi)

    Sai di avere le capacità e le qualità per farlo (e lo sanno anche gli altri), sai come vorresti strutturare una cosa di questo tipo, e rinunci per quale motivo? Non hai un curriculum? Non è vero, ma anche se lo fosse per mettersi in gioco in prima persona non servono queste cose, basta sapere di essere in grado di farlo bene.

    • Non necessariamente rinuncio, ma mi fa ribrezzo l’idea di essere seduto alla stessa tavola di questi cialtroni.

      • Da quanto hai detto, pare che siano i cialtroni in questioni ad essersi seduti ad una tavola non loro.

        Se c’è gente disposta a seguire corsi di personaggi privi di merito in cui venite citati come esempi, immagino che sia altrettanto disposta a saltare un passaggio, per così dire, e fornirsi direttamente alla fonte.

        E, scusa per il tono appassionato del mio messaggio precedente, spero di non essere risultato involontariamente maleducato.

  2. “Ma io ho ancora uno straccio di senso del pudore.
    Io non posso spacciarmi per massimo esperto di storytelling.
    Per guru della scrittura. Per uomo del destino che conosce le sacre regole.”

    Ma perché dovresti spacciarti per questo e per quello per farlo? Non capisco.

    Hai le competenze e l’esperienza giusta. E sei onesto. Cosa ti frena? Fallo e divertiti😉

    CervelloBacato

  3. L’onestà e l’integrità sono scelte ben precise e che chi le compie le ha ben inscritte nel dna. Difficile cambi idea. Ne paga le conseguenze e in fondo ne è anche fiero

  4. Al di là di onestà e stupidità, se posso aiutarti a decidere, io un corso di scrittura tenuto da te lo seguirei molto volentieri.

  5. @fabri Mah, non so quanto sia onorevole tirare la cinghia quando si potrebbe non farlo, specialmente se poi sono altri a godere abusivamente del proprio lavoro.

    Per mettersi in gioco non occorre spacciarsi per santoni o presentare il proprio operato come “soluzione finale” in un determinato campo (il doppio senso è voluto), lo si può fare anche senza rinunciare e anzi puntare su onestà, integrità e umiltà, ed anzi, questi sono proprio gli elementi con cui si costruisce qualcosa di solido invece della solita fuffa.

  6. Se lo tenessi in qualche modo on line sai che io sarei in prima fila…

  7. Sinceramente, come sai, ho forti perplessità sulla possibilità e soprattutto sull’utilità di un corso di Scrittura Creativa (o di stolytelling). Per i soliti motivi che conosciamo entrambi da più tempo di quanto ci piaccia ricordare. Ma con tutto ciò credo che faresti bene a organizzare un tuo corso, se non altro per condividere le tue esperienze, il mondo con il quale hai affrontato e risolto problemi noti e onnipresenti nella scrittura di chi inizia. Nulla di trombonesco o di autocelebrativo ma qualcosa di utile e veloce. Certo c’è una quantità di problemi da risolvere ma stasene a casa, soddisfatti della propria onesta, non è il massimo. Nel caso scrivimi, che una soluzione si può trovare.

    • Sì, Massimo, ne parlammo a suo tempo, e già allora il discorso era “ma con tutti ‘sti cialtroni, perché non facciamo noi qualcosa di diverso?”
      E io farei volentieri qualcosa di diverso, e non insegnerei scrittura creativa, perché la creatività non si insegna, al limite la si allena.
      Qualcosa di utile e veloce, sì, quella sarebbe l’idea.
      Staremo a vedere.
      E ti terrò presente😉

  8. Come già sai, ci sarei anch’io. Anche se non intendo diventare scrittrice.

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