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Michael Caine contro i Pirati dei Caraibi

2 commenti

imagesCi sonoidee che sulla carta paiono imbattibili.
Del tipo un thriller ambientato nel Triangolo delle Bermude, zeppo di pirati, e scritto dall’autore de ‘Lo Squalo’.
Cosa potrebbe mai andare storto, con un’idea del genere?

Per cui rincariamo la dose.
un film, interpretato da Michael Caine, tratto da un thriller ambientato nel Triangolo delle Bermude, zeppo di pirati, e scritto dall’autore de ‘Lo Squalo’, e sceneggiato dall’autore stesso.
Non ci sono dubbi.
A questo punto siamo davvero in una botte di ferro, giusto?

Fu quello che pensarono, probabilmente, nel 1980, i produttori David Brown e Richard D. Zanuck, quando affidarono a Michael Ritchie1 la sceneggiatura basata sul bestseller The Island di Peter Benchley, e ventidue milioni di dollari, per farci un film.
Per fare buon peso, ingaggiarono Ennio Morricone per fare la colonna sonora.

Uno dei famosi “paycheck movies” – film fatti per pagarsi l’affitto di casa – interpretati negli anni ’70/’80 da Michael Caine, The Island è famigerato come uno dei film più brutti di sempre.
E questo nonostante Benchley, che scrisse un dignitoso romanzo d’avventura, Ritchie, che era un onesto regista, e due attori principali colossali come Caine e il caratterista di lusso David Warner.
Oggi, a trentasei anni di distanza, ancora Michael Caine si rifiuta di discutere di questa pellicola.

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La storia: il giornalista Blair Maynard si reca nei Caraibi per indagare sul mistero del Triangolo delle Bermude. La barca a vela di Maynard arriva su un’isola non segnalata sulle mappe, e qui il nostro eroe scopre una comunità di pirati, attivi e pimpanti dal diciassettesimo secolo.
Caine e suo figlio vengono presi prgionieri, e mentre Caine dovrebbe ridursi a maschio da riproduzione (i pirati hanno un problema di tare genetiche dovute ai troppo accoppiamenti fra consanguinei), suo figlio viene sottoposto ad un intensolavaggio del cervello per fare di lui un bravo giovane pirata.
Da lì in avanti le cose si fanno poco credibili…

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E nonostante tutto, non è una brutta idea – se ne potrebbe ricavare una buona storia.
In effetti, Benchley ne ricavò una buona storia.
L’idea che a causare la scomparsa delle navi nel Triangolo delle Bermude sia una comunità di pirati che vive al di fuori delle rotte battute non è neanche malvagia.
Allora, cos’è che non funziona?

Probabilmente, il problema cruciale della pellicola è che tutti, dal regista all’attrezzista al best boy, passando per il cast principale e le comparse, consideravano questo un paycheck movie – giriamo questa scena, pagatemi, e non pensiamoci più. C’è un’aria di insofferenza, di noia, di assoluto disinteresse, in ogni scena della pellicola.

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O forse è la sceneggiatura di Benchley, che non regge.
The Island il romanzo funziona come storia pulp fuori tempo massimo, ma portato al cinema mostra tutti i propri punti deboli, i buchi logici e la gratuità di alcune scelte.
L’ultima mezz’ora del film si riduce a un triste rimpiattino a bordo di un guardacoste che i pirati hanno catturato, e che intendono usare per le proprie future scorribande.

Il finale (spoiler), riassume abbastanza bene tanto i sentimenti dello spettatore quanto quelli, probabilmente, di Michael Caine.


  1. non proprio l’ultimo arrivato, Ritchie aveva alle spalle il successo colossale di The Bad News Bears, film su una squadra giovanile di baseball 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Michael Caine contro i Pirati dei Caraibi

  1. Peccato, sembra essere davvero una buona idea – non ne conoscevo l’esistenza, grazie!
    Due curiosità:
    1) cosa ne pensi della saga di Pirates of the caribbean, che ha riportato in auge il genere – e a breve dovrebbe uscire il quinto, per altro? Io ricordo il primo film come funzionante, il secondo divertente e il terzo orribile.

    2) ci sarà mai una lista simile a quella che facesti per i film fantasy di serie B e per quelli di serie Z, ma connessa ai pirati? Al momento sto letteralmente scoprendo il genere piratesco in tutte le sue derivazioni – e sogno ad occhi aperti una recensione ragionata de Il fantasma del pirata Barbanera, ovvero “prendiamo Un professore fra le nuvole e spiattelliamolo su qualsiasi ambientazione”. Al di là del film in sè, sono convinto che da quel plot verrebbe fuori un bel racconto umoristico.

    • Un post totale tombale sui pirati ci starebbe bene – ci lavoro innottata.
      Riguardo ai film con Johnny Depp, dopo il primo pè stato cun progressivo colare a picco.
      Il quarto è particolarmente imperdonabile per l’uso pessimo del materiale di origine (un bel romanzo di Tim Powers, a malapena citato nel titolo) e per lo spreco di Ian McShane in un ruolo ingrato.
      Sul quinto sospendo il giudizio finché non lo vedo, ma ho dei seri dubbi (lo sceneggiatore è lo stesso del – che dio mi perdoni – quarto Indiana Jones)

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