strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Quindici anni di guerra civile

2 commenti

“La mia mano ha il potere di uccidere in cielo e in terra: decapitare i malvagi, risparmiare i giusti e lenire il dolore del popolo.”

114939Io naturalmente la storia l’ho sentita, per la prima volta, da Harry Flashman.
La storia, intendo, di come un tizio al quale aveva dato di volta il cervello in seguito allo sforzo per sostenere degli esami pubblici, scatenò una rivolta che durò quindici anni e affogò la Cina in un bagno di sangue.

Flashman and the Dragon, del compianto George MacDonald Fraser si svolge nel 1864, nelle ultime ore della Rivolta, e le più sanguinose.
L’idea di una dittatura teocratica di base cristiana, nella quale il Fratello Minore di Gesù Cristo aveva armato i propri seguaci contro la dinastia imperiale, aveva tutte le caratteristiche tipiche di una storia di Flash Harry.
Violenta, ridicola, poco plausibile, dannatamente pericolosa.
E assolutamente vera.
Perché quella è la parte divertente – la storia batte sempre l’immaginazione.

il-figlio-cinese-di-dioE così, in queste sere d’estate, circondato da una nube di zanzare che paiono bhiyakee, mi sto rileggendo Il Figlio Cinese di Dio, un bel saggio storico dell’inglese Jonathan D. Spence, pubblicato qui da noi da Mondadori nell’ormai lontano 1999.
Già, il secolo scorso.

La storia poco plausibile, demenziale e sanguinosissima di Hong Xiuqian, studente Cinese di belle speranze che nel 1937 si rese conto di essere il secondogenito di Dio, mi interessa come documentazione per tre progetti in corso – perché c’è un sacco da fare, e bisogna ottimizzare.
Ma è anche una lettura divertente, se vi poiace la storia, e ha quella vena di surrealismo che solo la storia riesce ad avere.
Come riuscì un giovane soggetto a crisi nervose, a diventare il signore assoluto del Regno Celeste della Grande Pace, dando il via ad una delle più sanguinose guerre civili di sempre?
È un bel mistero, ma viene indagato a fondo.
Il libro di Spence è documentatissimo, ben scritto e ben tradotto.
Lo avevo con me – scopro da un foglio riposto fra le copertine – quando nel 1999 affrontai per la prima volta un concorso pubblico.
Il che non manca di una certa ironia, immagino – fu il meccanismo assurdo ed umiliante dei concorsi pubblici di impostazione confuciana a spingere il povero Hong Xiuqian prima all’esaurimento nervoso, poi al delirio mistico, e infine alla follia assoluta.
E da ciò che ricordo di quel concorso, che affrontai insieme ad alcune dozzine di altri “disperati” (nelle parole di uno dei membri della commissione esaminante), non sarebbe così strano impazzire, e scatenare una guerra.

hong

Ma io naturalmente non ho mai sentito le voci, non ho mai avuto la consapoevolezza di essere figlio di Dio e fratello minore di Gesù, e quindi è improbabile che io scateni alcunché.

“I miei occhi scrutano il settentrione e l’occidente, oltre i fiumi e le montagne, la mia voce risuona a oriente e a mezzogiorno, fino ai confini del sole e della luna.”

La grande Rivolta Taiping spezzò la Cina in due, uccise milioni di persone, insanguinò la nazione per quindici anni, e infine diede unabuiona scusa alle potenze europee per entrare in scena e pacificare l’area – prendendosene una fetta consistente. Se non ci fosse stato Hong Xiuqian, non sarebbe mai esistita Shanghai, la Parigi dell’Oriente.
Strana, la storia.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Quindici anni di guerra civile

  1. Ciao. E un o che non scrivi in italiano. Tutto bene ?

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