strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

HPL & JV

19 commenti

Howard_Phillips_LovecraftOggi è il 126° anniversario della nascita di Howard Phillips Lovecraft, un uomo che ha fatto tantissimo per giustificare le opinioni da nichilista della domenica di un sacco di tizi che lo hanno letto poco e male – ammesso che lo abbiano letto – ma che tuttavia lo citano a nastro per sentirsi fighi e blasé.

Normalmente non si ricordano – o non sono informati – di cose come questa…

“Per me il piacere è la meraviglia–l’inesplorato, l’inaspettato, ciò che è nascosto e ciò che è immutabile e si nasconde sotto alla superficiale mutevolezza.”
― H.P. Lovecraft

H.P. Lovecraft ha anche scritto delle buone storie – e delle storie meno buone.
Molto meno buone.
Succede.

Resta il fatto che Lovecraft è un autore da leggere – se possibile contestualizzandolo, anche se sì, lo sappiamo, è difficile-difficile e fa dolere il cervello ad alcuni.
Poi sarebbe bello anche leggere altro.
Magari non solo horror.

Quest’anno cade anche un altro curioso anniversario, che molti non si ricordano – pare che neanche i francesi se ne siano ricordati, e sì che è un anniversario che li riguarda alquanto, essendo il centocinquantenario degli strani eventi che porteranno il professor Aronnax, il suo fedele servitore Conseil e Ned Land il baleniere ad imbarcarsi sulla fregata Abramo Lincoln, ipoteticamente per dare la caccia a una grossa bestia marina. Un narvalo, probabilmente. Solo che non è un narvalo, è un sottomarino costruito da un principe indiano…

Perché sì, è vero, 20.000 Leghe sotto i Mari venne pubblicato da Hetzel nel 1871, ma la storia si svolge nel 1866. Solo cento e cinquant’anni or sono.

472Per cui mi sto prendendo un po’ di tempo per rileggermi 20.000 Leghe, che da ragazzino avevo assolutamente detestato. Leggere, come ho detto altrove, è insieme con le mie camminate e con la ripresa della mia vecchia attività di fotografo dilettante, ciò che mi aiuta a mantenere unaparvenza di salute mentale nel nulla ferragostano dei colli dell’Astigianistan.

E a questo punto potremmo domandarci cosa colleghi Verne a Lovecraft, se non il fatto che il secondo certamente lesse il primo, all’età di quattro anni.
C’è di sicuro la citazione con cui ho aperto questo post1, ed il fascino per il mistero. E il pessimismo, tanto che il povero Hetzel doveva bacchettare Verne regolarmente, e ricordargli che una storia a lieto fine avrebbe venduto di più.
E il mare!

E c’è la storia su Ned Land che sono riuscito a vendere a un editore americano, e che sto scrivendo in questi giorni. Perché tutto acquisisce un sapore diverso, con una modica quanità di Yog-Sothotheries.
E perché qualcuno ha ricordato l’anniversario, dopotuto.
La mia storia si svolge nel 1871 (aha!), e si intitola The Mother of Lightning.
Magari ne parleremo un’altra volta – ma lo so che vi tedio, quando vi parlo dei miei progetti.


  1. e se fosse di Verne, e non di Lovecraft, presa proprio da 20.000 Leghe? Se fosse Nemo, e non Lovecraft, e io vi avessi menati per il naso? 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

19 thoughts on “HPL & JV

  1. Un certo interesse per scienza e tecnologia animò il piccolo Lovecraft e serviva al Verne narratore. Ecco, a parer mio, un altro possibile punto di contatto

    • E d’altra parte Lovecraft scrisse a C.A. Smith che per lui la fantascienza non poteva essere tecnologica e avventurosa, come in Verne e Wells, ma doveva piuttosto essere psicologica. Spesso contraddittorio, il buon HPL.

  2. Ho appena finito di leggere L’isola del Tesoro – in 29 anni di vita, non lo avevo mai fatto. Al contempo, ho visto la serie completa di Stranger Things. Ebbene, ho riscoperto la grandezza dei classici – del perché vengano definiti tali- e la loro superiorità rispetto a certi prodotti fortemente derivativi, a volte troppo derivativi. Il mio non vuole essere un discorso conservatore – i classici di oggi sono gli innovatori di ieri; tuttavia, il pensiero che esista una letteratura sterminata e quasi immortale di cui fruire mi riempie di gioia. In più, si fanno scoperte incredibili nel rileggere autori presentatici in versioni “depurate” per ragazzi: ho letto l’opera omina di Jack London e..beh, nei racconti si rimane a bocca aperta per i vertici di violenza e ossessione che l’autore riesce a toccare. Un grande scrittore. Su Verne, mi piacerebbe leggere prima o poi un’analisi critica di Caccia al meteorite. un romanzo pervaso dalla critica al sistema internazionale dell’epoca.

    PS: so che é un’estate dura, e come utente rimpiango di non aver avanzato anni addietro la proposta di un piano bar del fantastico sui racconti pirateschi e sulle loro incarnazioni filmiche – in estate ci vorrebbe proprio!🙂

    • Si potrebbe fare per l’autunno, prima o poi… i pirati vanno con tutto🙂
      E sui classici, sì, bisogna conoscerli – se non altro, per apprezzare quelli che classici ancora non sono.

  3. La tua risposta tiene vive le mie speranze – grazie! Fra l’altro, parlando di HPL da riscoprire, ho scoperto che Houllebecq gli ha dedicato un saggio (dall’allegro titolo “Contro il mondo, contro la vita”) alcuni anni fa. Tu ne sai qualcosa, Davide? Val la pena di mettersi in caccia?

  4. Innanzitutto e un piacere leggerti di nuovo in italiani davide. S usa la minuscola s rivi dal cell. A prpposito: ispirato da te , ho aperto un mio blog WordPress ma non riesco a salvare i post s usa la ignoranza come si salvano i post dal cell ?

  5. HPL, che conosco più di Verne (di cui ho letto 20k leghe e viaggio al centro della terra da ragazzo), secondo me ha ancora un potenziale enorme. Come dici tu non fu tutto oro quello che ha prodotto, ma dove il buono c’è viene spesso ignorato.
    Con un mio amico riflettevo qualche settimana fa su come HPL sia emarginato, ad esempio dalle produzioni cinematografiche o TV, forse a causa della nomea di razzismo che si porta dietro.

    • Qualche anno addietro, John carpenter fu ospite al Festival del Cinema di Torino, e fece una lunga pubblica chiacchierata con Dario Argento. Uno degli argomenti dei quali discussero fu proprio come non si riesca a fare un film tratto da Lovecraft, soprattutto – a detta dei due registi – perché a livello di leadership degli studios, nessuno sa chi sia HPL.
      Non per nulla i film migliori sono produzioni indie…

      • Gullielmo del Toro aveva iniziato la preparazione di at the mountains of madness. Poi naufragato, probabilmente per le ragioni che dici tu.
        Ci avevo sperato, però…

        • Io ci spero ancora – Del Toro ha un credito sufficiente per riuscire a fare non dico ciò che vuole, ma quasi.
          Resta il problema che le major non sono più in grado di correre dei rischi su progetti come Mountains of Madness.

  6. Ne vogliamo molte di tue storie!

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