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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Hobby & Professionismo

9 commenti

Mi è capitato un paio di volte, forse tre, di sentirmi chiedere come si fa a sapere se uno che scrive è uno scrittore professionista.

La risposta standard, la mia risposta abituale, specie se mi pare di cogliere un tono di superiorità, di ostilità o di ironia nella voce del mio interlocutore (mi è capitato un paio di volte, forse tre), è

se qualcuno è disposto a pagare per leggere il tuo lavoro, allora puoi sperare di essere un professionista

E poi viene il caveat sul fatto che essere professionisti non significa essere professionali, e delle due è meglio essere professionali che professionisti.

The-Professionals-Car-Feature-Final

Secondo Dean Wesley Smith, essere professionali è indispensabile per essere dei buoni professionisti, ed essere professionali significa avere un’etica del lavoro – e di Dean Wesley Smith io mi fido.
Ma da qui in avanti, naturalmente, come cantava Bozz Scaggs, siamo tutti soli.

Negli ultimi due mesi ho pagato tutte le bollette, fatto benzina e mangiato grazie al mio lavoro di scrittura e traduzione. Niente lezioni, niente corsi.
È vero, ci sono delle cose che sono rimaste indietro (ma pagherò tutto, prima o poi), ed è altrettanto vero che il più dei giorni esco di casa con una manciata di monete in tasca e cerco di evitare di passare davanti alla mia banca. Così come è vero che il dolore alle mani e i frequenti mal di testa dopo otto ore alla tastiera non erano parte del contratto, ma chissà, forse potrei aspirare al titolo di professionista:

persona che si paga i conti e le bollette con ciò che scrive

Ma il vero, inequivocabile segnale che qualcosa è cambiato, fra me e la scrittura – chissà, forse un effetto del fantomatico professionismo – è che mi sono dovuto trovare un hobby.

Perché vedete, dall’età di dieci anni – magari anche da un po’ prima – il mio hobby era leggere. E non credete, leggo ancora, e tanto, e volentieri.
Poi, dai quindici anni in avanti, alla lettura si è affiancata la scrittura.

Ora non più – mi sono dovuto trovare qualcosa che non avesse nulla ma proprio nulla a che fare con la parola scritta, per poter staccare, diciamo due mattinate alla settimana, per poter riportare la pressione sul cervello a livelli gestibili.
Ho ripreso a fare fotografie.
Selezione_003Ho ricaricato la batteria della mia reflex da tre lire, mi sono iscritto a un corso online – sapete com’è per me e per i MOOC – e ho cominciato a seguire un paio di ottimi vlog fotografici.

Mi sarebbe piaciuto anche riprendere il flauto, ma purtroppo mi si incriccano le dita, e non ho più velocità sui tasti.

Io credo che possa essere questo, il discriminante sul titolo di “professionista”:

persona che deve trovarsi un hobby per staccare da ciò che ama fare

O forse, chissà… forse ho sbagliato, con la mia passione per quegli scrittori dei pulp, che scrivevano a cottimo,pagati un centesimo a parola, per tenersi a galla nel bel mezzo di una crisi economica.
Avrei dovuto avere come modello unqualche scritore-playboy…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Hobby & Professionismo

  1. Si può considerare quindi la professionalità come un atteggiamento lavorativo. Nel mio caso, devo ammetterlo, non mi ci pagho “le” bollette, al limite una, oppure una rata del mutuo anche se sono sotto regolari contratti e su quel che percepisco esiste una documentazione fiscale. Diciamo che mentalmente considero la scrittura il mio secondo lavoro anche se continuo a sognare che un giorno possa diventare il primo.
    Sul discorso della scrittura in quanto tale, invece penso che sia distinguibile quella di un dilettante da quella di chi vi si approccia professionalmente e che risulti piuttosto palese anche a chi legge con una certa frequenza e regolarità.

  2. Abbiamo un hobby in comune.
    L’etica del lavoro è il punto nodale. Da un professionista mi aspetto garanzie, che vanno oltre la fiducia, per un non-professionista l’unica garanzia è la fiducia che ripongo nel suo lavoro.
    Certo nella scrittura questo è meno applicabile.

    Fra l’altro, sarei interessato in qualche informazione a proposito delle risorse che stai usando per coltivare la fotografia (se possibile, grazie mille)🙂

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