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Michio Kaku – Fisica dell’impossibile

20 commenti

fisica-dell-impossibile-60df36510262852dd25a42dfa7ff0a3d8Per il mio esame di maturità, nel 1986, presentai in combutta col mio compagno di banco, una tesina di fisica sul problema dei tre corpi, utilizzando un programma in Basic che girava su un Commodore 64.
La presidente della commissione ci disse che non aveva tempo per i nostri giochini elettronici.
Per il suo esame di maturità, circa vent’anni prima, Michio Kaku aveva costruito un betatrone, un acceleratore di particelle da 2.3 milioni di elettronvolt, utilizzando materiale di recupero.
Grazie a quell’esperimento, Michio Kaku vinse una borsa di studio ad Harvard e poté laurearsi in fisica.

Fisica dell’Impossibile, un’esplorazione scientifica del mondo dei phaser, dei campi di forza, del teletrasporto e dei viaggi nel tempo venne pubblicato nel 2008 e tradotto da noi nel 2010.
Questo significa che si tratta di un libro datato.
Ma ci arriveremo.

paperbackcover-1-15-copyLa premessa del volume è semplice e ben definita fin dal titolo: Kaku, che è un fisico teorico, prende in considerazione tutta una serie di trecnologie fantascientifiche, e ne descrive la possibile realizzazione, sulla base dello stato attuale (al 2008) delle conoscenze.
Laser e armi di distruzione interplanetaria, teletrasporto, fenomeni psichici, campi di forza, invisibilità… il volume è un campionario di opzioni e di possibilità.
Per ciascun oggetto iconico della fantascienza, dalla Morte Nera ai robot, Kaku non si limita a una possibile soluzione, ma analizza tutte le possibili soluzioni.
Come si diceva, sulla base dello stato dell’arte del 2008.
Ora, il problema è proprio questo, se volete – la scienza che potrebbe condurre alla realizzazione di tecnologie fantascientifiche è, per sua stessa definizione, una scienza d’avanguardia.
Le tecnologie impossibili sono solo tecnologie basate su ciò che la scienza sta scoprendo e definendo ora, in questo preciso momento. È quella che viene chiamata bleeding edge, ed è un confine che si sposta avanti con una rapidità che renderebbe necessario aggiornare il volume di Michio Kaku ogni due anni.

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Ma possiamo accontentarci.
Chiaro, ben scritto e intelligente, il libro di Michio Kaku funziona a una quantità di livelli diversi.
È ovvio l’interesse che può destare fra gli appassionati di fantascienza. E per chi abbia velleità di scrittura della fantascienza, è un ottimo breviario, un posto in cui andare a buttare un occhio per vedere se c’è qualcosa di utile per irrobustire la struttura della nostra storia. È anche un ottimo punto di partenza per approfondimenti e ricerche successive.
E può anche suggerire parecchie idee.

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Ma non tutti là fuori vogliono scrivere fantascienza1.
Cosa c’è, dunque, per il lettore comune, in Fisica dell’Impossibile?
C’è molto, in effetti.
In primo luogo c’è la rivendicazione, forte e inequivocabile, del legame fra scienza e immaginazione, e il volume sottolinea come sia la nostra immaginazione a spingere avanti la nostra conoscenza e la nostra civiltà: noi siamo il prodotto della curiosità, della fantasia e dell’immaginazione di scienziati e scrittori che sono venuti prima di noi, e saranno le fantasie di altri – o se saremo fortunati, e ci daremo da fare, le nostre –  a creare il futuro.
Poi, e anche questo è indispensabile, sottolinea come la scienza, anche la scienza più avanzata, sia strettamente e indissolubilmente legata alla nostra vita di tutti i giorni. E le battute sul fatto che la fisica teorica non serva a nulla si sbriciolano senza speranza davanti alla realtà: tutti voi mi state leggendo grazie alla fisica quantistica, che è nata, come ogni altra teoria scientifica, come “inutile” scienza teorica. E neanche troppo plausibile.
E nel momento in cui ci rendiamo conto ed accettiamo il fatto che la speculazione, la ricerca pura e le scienze teoriche sono indissolubilmente legate con applicazioni immediate, allora possiamo anch evedere come l’impossibile sia solo una questione di tempo, e di lavoro.

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Viviamo in una civiltà tecnologica che disprezza la tecnologia e diffida della scienza – siamo come pesci che abbiano paura dell’acqua, pesci ai quali altri pesci, nuotando, abbiano raccontato ripetiutamente che l’acqua è inutile, probabilmente dannosa, e comunque se ne occupano solo gli sfigati.
Scienza, tecnologia, progresso, futuro… tutte cose campate in aria, tutte cose non abbastanza concrete per chi deve pensare alla realtà.
O adirittura peggio – cose delle quali non ci si deve, non ci si può occupare perché si è del sesso sbagliato, si ha l’età sbagliata, si appartiene alla classe sociale sbagliata.
Il libro di Michio Kaku, oltre ad essere una esilarante carrellata di novità, e un colossale catalogo di possibilità, ci dice chiaramente che questa separazione fra la vita di tutti i giorni e la scienza, anche nella sua forma più speculativa e teorica, esiste solo nella nostra testa.
Ma accendendo il cervello potremmo eliminarla.

E per finire, il lavoro di Michio Kaku sottolinea come non esistano domande stupide, e come il ragionare sull’impossibile possa espandere i confini del possibile.
Un ottimo volume, vivamente consigliato.


  1. anche se a volte si ha l’impressione contraria. 

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

20 thoughts on “Michio Kaku – Fisica dell’impossibile

  1. L’abbiamo chiesto ed è arrivato, eh?😉
    È un peccato che volumi come questo, che potrebbero aprire la mente a tanta gente, proprio quella gente non li leggerà mai, proprio perché “hanno da pensare alla vita vera”.

    • Purtroppo è un circolo vizioso, e temo sia difficilissimo uscirne.
      Ed è difficile anche individuare le responsabilità, che alla lunga però credo siano ampiamente individuali – oggi come oggi, quella di restare ignoranti è una scelta personale e consapevole.

  2. In ordine sparso…

    Davvero interessante, mi hai fatto venire voglia di leggere questo libro – farmi venire voglia di leggere qualcosa è un tuo superpotere, a quanto pare🙂

    Un po’ sconsolante, il quadro che dipingi sulla nostra società, ma non ho argomenti da opporre – al massimo, uno spunto di spiegazione: quando si è troppo occupati a sopravvivere, non sempre si riesce a trovare il tempo di vivere (crescere, divertirsi, aiutare gli altri). A volte, anche solo scavalcare i muri dentro la propria testa è una bella sfida.

    L’aneddoto sul tuo esame di maturità è davvero surreale: non accetterei un’impostazione mentale del genere da un addetto alle pulizie, figuriamoci da un esaminatore!O_o

  3. Per prima cosa, grazie. Sei riuscito a rendere giustizia a un libro tanto divertente quanto ben scritto (non invidio chi ha dovuto tradurlo). Spero possa servire, nel senso che allargare il pubblico di riferimento di Kaku sarebbe un progresso notevole.

  4. “Viviamo in una civiltà tecnologica che disprezza la tecnologia e diffida della scienza – siamo come pesci che abbiano paura dell’acqua, pesci ai quali altri pesci, nuotando, abbiano raccontato ripetiutamente che l’acqua è inutile, probabilmente dannosa, e comunque se ne occupano solo gli sfigati”. GRANDISSIMA FRASE.

  5. Sarebbe bello se gli scienziati dicessero veramente cosa scoprono…

    • Di solito lo fanno, altrimenti a che pro?
      La pubblicazione dei dati è un passo indispensabile nel processo della ricerca.
      Senza pubblicazionenon c’è verifica, le scoperte non pubblicate non hanno alcun valore.

  6. Caspita il problema dei tre corpi in basic! Come controllavi l’errore?
    Io e un mio compagno di banco ci provammo l’anno dopo, nell’estate dopo il primo anno di matematica, in qbasic, con risultati pessimi, la luna dopo un po’ di interazioni prendeva la tangente e scappava via (di solito curandosi di sbattere prima sulla terra)

  7. Probabilmente la mia presidente della commissione era parente di quella di Davide!
    Quando ho dato l’esame di maturità portai come “tesina” la radio e costruii una radio a galena funzionante. La presidente della commissione, latinista di chiara fama, liquidò il tutto con una risatina e una scrollata di spalle.
    L’esame andò bene, però di sicuro non è stato piacevole come inizio.

    • Questa stranissima cosa per cui certi insegnanti di materie umanistiche disprezzavano e sminuivano le materie scientifiche… per fortuna non è più così, giusto?

      • Lo faceva anche il mio professore di matematica, con tutte le materie diverse dalla sua: la matematica è la scienza regina, la matematica è filosofia ma la filosofia non è matematica…
        Tacciava di non-scienza le altre materie scientifiche, come la geografia astronomica… un personaggio!

        • Che poi la matematica non è una scienza, è un linguaggio.
          È il linguaggio della scienza, ma nn è la scienza, più di quanto l’inglese non sia il western.
          Ma se glielo dici i matematici si incacchiano come martore.

  8. Mi sono vista la martora incacchiata….. Ciao, e grazie!

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