strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

I Sioux e l’esplorazione della galassia

6 commenti

La storia è la solita, troppe cose da fare, non abbastanza tempo per farle.
Di questi tempi, se ho un’ora, preferisco leggere un buon libro che aggiornare strategie evolutive.
E proprio ora sto leggendo un buon libro: Thunderbird, di Jack McDevitt.

mcdevitt

McDevitt, classe 1935, è un solido autore di fantascienza hard, con una serie di nominations al Nebula lunga un braccio, e che ha all’attivo due ottime serie che rientrano nel campo della space opera non militare – la serie dell’Accademia e la serie di Alex Benedict1.
Il tema portante nei lavori di McDevitt è sempre – o quasi – il passato del futuro: l’Accademia si occupa di xenoarcheologia, mentre Benedict è un antiquario e mercante d’arte in un futuro vagamente vanciano.
Lo stile di McDevitt è pulito e diretto. I suoi romanzi partono lenti ma poi ingranano la quarta e filano come dei diretti. Si leggono in un amen, e hanno abbastanza idee e trovate da riempire la carriera di un autore meno dotato.

Da qualche anno ho preso l’abitudine di tenere un paio di volumi di Jack McDevitt come provviste di emergenza, e periodicamente faccio un giro su Amazon per vedere se c’è qualcosa di nuovo – l’autore è molto prolifico, e mi scopro sempre in ritardo sull’aggiornamento delle sue serie.

51q0on4qrbl-_sy346_Thunderbird, per quanto impostato come romanzo stand-alone, è in realtà il sequel di Ancient Shores, del 1996.
In Ancient Shores, un coltivatore del Nord Dakota trova una barca a vela sepolta da 10.000 anni nel proprio terreno. La scoperta porta ad ulteriori scavi archeologici, e al rtrovamento di quello che è, a tutti gli effetti, uno stargate – un passaggio istantaneo verso tre destinazioni aliene.
L’antica tecnologia si trova però nel bel mezzo della riserva Sioux – e questo cambia completamente la politica della situazione. Perché i Sioux sono a tutti gli effetti una economia locale, e non apprezzano l’ingerenza del governo di Washington riguardo alla futura destinazione degli artefatti.

51xneromhl-_sy346_Thunderbird riparte subito dopo il primo confronto armato fra governo USA e autorità Sioux, dopo che una precaria tregua è stata definita. Ma attenzione, questa non è una storia militare – e il confronto è sul piano politico: da una parte il concilio Sioux, che ambisce ad usare lo stargate per lasciare per sempre la propria impronta nella storia, dall’altra il governo USA, sospeso tra la necessità di salvaguardare l’economia (glia rtefatti alieni sottintendono tecnologie che annienterebbero il mercato dell’energia e dei trasporti) e la crescente paura che qualcunopossa usare lo stargate per scoprire la Terra.
E come diceva quel tale, sempre meglio essere gli scopritori che gli scoperti.

Affiancata alla trama politica, McDevitt sviluppa la storia dell’esplorazione dei pianeti e dei luoghi che il portale alieno ha reso possibile. Una esplorazione sui generis, gestita in piccolo da una struttura – il consiglio della Nazione Sioux – che ha un approccio molto diverso e molto meno “Heinleiniano” all’incontro con altre civiltà.

E il riferimento a Heinlein non è banale, visto che Thunderbird è uscito nel 2015, l’anno in cui McDevitt, eterno candidato al Nebula, ha ricevuto il premio Heinlein alla carriera – una carriera, incidentalmente, iniziata quando l’autore aveva già 51 anni.
Il che mi fa ben sperare.

La fantascienza ancora una volta sta bene e vi saluta tutti – e Thunderbird è disponibile in ebook a 99 cent2, e vale maledettamente la pena.


  1. nel caso interessasse, i primi tre titoli della serie di Benedict, A Talent for War, Polaris e Seeker, si trovavano fino apoche ore fa in un bundle a 99 cent su Amazon – magari se vi affrettate li trovate ancora a quel prezzo. 
  2. o per lo meno lo era fino alla notte passata. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “I Sioux e l’esplorazione della galassia

  1. Non ho letto molto di suo – quel che passa Urania, più che altro – ma ciò che ho letto mi è piaciuto!
    La sua fantarcheologia è frizzante🙂 a breve, mi dedicherò a un bel ripasso!

  2. Ho letto qualche suo titolo, ma mi ha dato l’impressione di scrivere un po’ “con lo stampino” … però non era male questo è certo

  3. Visti i miei tempi nella lettura, e visti i tuoi ottimi consigli è un bene che i tuoi post siano meno frequenti, altrimenti mi verrebbe l’ansia da prestazione😉
    Ovviamente scherzo, grazie dei consigli!

  4. Anche a me piace molto McDevitt…bravissimo

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