strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Un sacco di cose di cui parlare

5 commenti

… e nessuna voglia di farlo.
O se non nessuna certamente poca.

Siamo sopravvissuti al rischio di alluvione, ma strategie evolutive langue.
Non per mancanza di voglia da parte mia di aggiornarlo1, quanto per le troppe cose da fare.
E no, non intendo infliggervi nuovamente una lista dei miei lavori in corso dei quali, ne sono più che convinto, vi interessa abbastanza poco nella loro forma in corso e magari un po’ di più, si spera, nella loro forma definitiva.

toolbox-icons-57269Però sì, ho iniziato a mettere assieme un piccolo manuale – e in questo caso posso davvero dire che scrivo per me stesso, nel senso che sto mettendo assieme un po’ di note e cose per mio uso personale, nel tentativo di compensare l’assenza di un manuale che, come lo voglio e lo immagino io, non esiste.
O meglio, qualcosa c’era – ma è un testo neozelandese del 2006, e il problema non è la Nuova Zelanda, chepure è un bel posto dove mi trasferirei domani, ma la data: trattandosi di una facenda prettamente legata al web, dieci anni sono come due secoli.

Quindi, il libro che cerco non esiste?
E allora me lo scrivo.
Altri dettagli… ma no, che tanto queste cose non vi interessano.

La cosa dello scrivere un manuale comunque è interessante perché in questo periodo – proprio perché scrivo tanto su commissione o on spec – la voglia di scrivere narrativa è al minimo: ma scrivere un manuale è una faccenda diversa.
Richiede un diverso approccio, richiede una tecnica diversa.
Per cui è come cambiare marcia.

Resta il fatto che strategie evolutive langue.
E sì che ci sono un sacco di cose di cuipotrei parlare -a cominciare dai due libri che avete votato e che ancora vi devo, e che a questo punto recensirò, spero, per dicembre.
E una cosa sulle distopie che è iniziata come una chiacchierata con la mia amica Lucia, e che potrebbe portare a sviluppi interessanti.
E poi ancora qualcosa sulla spettacolare, trionfale e meravigliosa vittoria del fantastico, senza se e senza ma, e birba chi dice diverso – che poi è forse uno dei tanti motivi per cui non ho voglia di aggiornare iol blog.
E tanto altro.

Però non adesso.

 


  1. sì, ok, anche un po’ quella 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Un sacco di cose di cui parlare

  1. Essendo stato uno di quelli che hanno commentato con insistenza sul tema “vittoria del fantastico”, mi permetto di dire un paio di cose.

    Punto numero uno, questo blog è stato per me una miniera di informazioni -e, cosa ancora più importante, una miniera di nuovi approcci a problematiche già conosciute -; inoltre, sciocco dettaglio personale, ha contribuito a preservare il mio equilibrio mentale durante la scrittura della tesi (assieme a Star Trek). Spero che non chiuda mai, perché mi ha fatto guardare a una cosa che facevo da una vita (leggere/guardare/giocare il fantastico) con occhi nuovi.

    Punto numero due, credo che qualsiasi lettore assiduo si renda conto del fatto che stai attraversando (qui non so mai se dare del tu, del lei, del boh, la netiquette di internet mi mette in crisi) un periodo di sfide molto difficili. Per quel che può valere, tifo per te, non in quanto utente di blog che non voglia perdere i tuoi post, ma in quanto essere umano rivolto a un suo simile (a volte ho l’impressione che, sulla Rete, ci si dimentichi del fatto che dietro l’icona c’è una persona in carne ed ossa, che deve sopravvivere come tutti). Farò il poco che posso per sostenerti, comprando i tuoi ebook (bello Buran, se solo capissi come diamine mettere la recensione dal Kindle) e segnalandoti opportunità di lavoro consone (una roba tipo “cercasi volontari per spedizione nella giungla centroamericana. Sopravvivenza non assicurata),o comunque cose che aiutino a sopravvivere.

    Non vorrei fosse presa come captatio benevolentiae, sono cose che mi frullano in testa da tanto e dopo 4 anni da assiduo frequentatore di ogni tuo blog (Fra le Province, ci manchi!) dovevo dirle, e al diavolo il senso del ridicolo per una simile sviolinata. La penso, la dico.

    Punto finale, credo che la discussione sul presunto trionfo del fantastico sia stata (come sempre in questo spazio) rispettosa. Non ho visto insulti, o toni particolarmente aspri – che sono invece la norma là fuori, nel gorgo di oscurità massificata che sta diventando la Rete italiana nel 2016. Tutti hanno notato che l’autore del blog non sia d’accordo con la tesi della diffusione del fantastico, ma mi pare che nessuno gli abbia dato del birba per questo. Al massimo, ho visto persone cercare di argomentare le loro ragioni. E come ho sempre letto qui, lunga vita alle opinioni argomentate ed informate. Pertanto, se questo è uno dei motivi che ti tolgono la voglia di aggiornare il blog, spero tu possa ripensarci. Si possono mantenere punti di vista differenti (e su un fenomeno abbastanza complesso come quello di cui s’è discusso, non è difficile che ciò accada), ma spero che alla base di tutto rimanga sempre il rispetto reciproco fra tutti gli utenti del blog.

    Sono stato un lurker, e la prima chiusura di Strategie mi ha insegnato che se vuoi vedere un blog che ti piace prosperare, devi esporti in prima persona con le tue idee…magari qualche commento può aggiungere valore alla discussione.
    Perciò, spero che Strategie esca dal languore, in modo da poter continuare a scocciarti coi miei commenti ancora a lungo.

    Lunghi giorni e piacevoli notti

    • Grazie dell’attestato di stima, tanto per cominciare.
      Sono consapevole del fatto che ci sono lettori che ci tengono, a ciò che scrivo (folli!), e sono loro, assieme all amia necessità di mantenere un minimo appiglio alla mia sanità mentale, che mi spingono a continuare a postare.
      È un momentaccio, è vero, e l’inverno non aiuta – io andrei in letargo fino ad Aprile.
      Ma sopravviveremo anche a questo.
      Sulla vittoria del fantastico, potrei commentare che vista la meravigliosa quantità di meravigliose meraviglie disponibili al pubblico, cosa sto a scrivere, fatevi un giro in libreria e procuratevi l’ultimo libro di Christopher Stasheff, o anche soltanto l’ultimo romanzo di Michael Moorcock, o anche semplicemente l’edizione economica di “Little, Big” di John Crowley.
      Ma sarebbe inutile sarcasmo, e come mi è stato fatto notare altrove, dopotutto, “hanno poi tanto importanza i libri quando ci sono i gadget, i videogiochi e le serie TV?”

  2. Spero che il manuale che scrivi per te stesso poi veda la luce anche per i fedeli lettori del blog🙂

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