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Nel mezzo di un gelido inverno

2 commenti

midwinterofthespiritMerrily Watkins è una donna-prete1, vicario protestante di un piccolo centro della campagna inglese dell’Herefordshire, e di recente incaricata come esorcista dal proprio vescovo.
È anche una madre single, una vedova con una figlia adolescente a carico.
Poi un giorno, viene ritrovato ilcorpo di un uomo crocefisso col filo spinato nei boschi fuori città, e Merrily viene contattata dalla polizia come “esperta in queste cose”.

Il primo romanzo della serie di thriller spirituali con Merrily Watkins per protagonista venne pubblicato da Phil Rickman (vi avevo detto che ne avremmo riparlato) nel 1998. L’autore si era fatto le ossa nei primi anni ’90 come scrittore horror, ma la sua miscela di folklore, religione e l’approccio razionalista e quasi “poliziesco” alla narrazione avevano sempre reso difficilmente classificabili i suoi romanzi.
E allora perché non farlo di proposito?
51u9-ioo8vl-_sx323_bo1204203200_I romanzi di Merrily Watkins sono, come si diceva, thriller spirituali, nel senso che l’impianto è poliziesco ma c’è anche qualcosa d’altro.
Fedele alla regola di M.R. james, Rickman lascia uno spiraglio per spiegare in termini razionali gli eventi (apparentemente?) sovrannaturali delle sue storie.
Potete leggerli come thriller psicologici, come polizieschi, o come horror.

This is my attempt to do something different, because writers should. If you don’t, it’s just another day job. (Phil Rickman)

Ad essere sbrigativi, si potrebbe anche parlare di rural horror, visto che le storie si svolgono inq uell’area di campagna britannica a cavallo del confine fra Inghilterra e Galles, tradizionalmente una delle aree più “misteriose” dell’arcipelago.

Il primo adattamento televisivo di uno dei romanzi della serie (il secondo) è del 2015 – Midwinter of the Spirit,  una miniserie di tre episodi che gvioca molto bene con il paesaggio rurale, le atmosfere invernali e i temi inquietanti tipici dei romanzi.
C’è una connessione fra l’uomo crocefisso nei boschi, la dissacrazione di una piccola chiesa, la morte di un individuo esecrabile e i problemi familiari di Merrily?

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Anna Maxwell Martin, attrice con una solidissima carriera teatrale, interpreta Merrily come una donna moderna, confusa, forse insicura per via del nuovo incarico che le viene affidato, quello di Deliverance Consultant, l’equivalente anglicano degli esorcisti cattolici.
E in parte la trama lavora proprio sullo scetticismo relativo al soprannaturale che la Chiesa Anglicana sembra applicare di default. Più operatori sociali che guide spirituali, i sacerdoti dei romanzi e del telefilm sono impreparati culturalmente ad affrontare il Male con la M maiuscola.
Il coinvolgimento di Merrily in questo primo caso conduce a un progressivo sfaldamento delle sue sicurezze, della sua personalità – e la protagionista trasmette questo senso di crescente disperazione in maniera economica ed efficace.

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Un ottimo cast, con una galeria di volti atipici e perfettamente in parte2, delle location suggestive, una trama inquietante il giusto che forse sgrana un po’ nel finale, ma garantisce tanto i brividi previsti dall’horror quanto la sfida intellettuale più tipica del poliziesco. Unico difetto, se proprio vogliamo trovarne uno, è l’inglese deiprotagonisti, che ha un bell’accento dell’Inghilterra occidentale, e talvolta lascia un po’ perplessi (e sperduti).
Un buon modo per passare un paio di serate mentre la nebbia grava sulla campagna immobile. E anche il segnale forte e chiaro che si può fare della solida fiction con dei preti per protagonisti, senza finire a girare Don Matteo.


  1. quale sarà il termine linguisticamente e politicamente corretto per tradurre “pastore” nel senso di sacerdote protestante, e per di più femminile?  Mah! 
  2. particolarmente azzeccati David Threlfall nel ruolo dell’esorcista responsabile dei corsi di formazione per futuri esorcisti, e la spigolosa Kate Dickie nel ruolo del detective Howe. 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Nel mezzo di un gelido inverno

  1. La tua descrizione mi ricorda in po le atmosfere di certi romanzi di Grange’, quello stile sospeso tra il thriller poliziesco e il sovrannaturale puro che mi ha sempre preso molto.

    • Rickman ha una mano diversa rispetto a Grangé – è più lieve ed è molto documentato su storia e folklore del territorio di cui si occupa, per cui anche il sapore delle storie è diverso. Diciamo che sono contigui ma non simili, per quanto entrambi siano narratori di ottima qualità.

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