strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il primo post del 2017

3 commenti

Facciamo qualcosa di buono… no, facciamo qualcosa di giusto prima di Natale.

Se seguite da qualche tempo questo blog sapete che normalmente non recensisco e non segnalo autori italiani.
Neanche i miei amici. Soprattutto non i miei amici.
Sprattutto quelli riguardo ai quali si dice che ci recensiamo fra noi e facciamo cose strane in odore di peccato mortale.
Io non recensisco autori italiani – e un giorno forse parleremo seriamente di tutto questo, ma non oggi. Oggi recensisco un’autrice italiana.

La mia amica Shanmei, che ha intrapreso da quache tempo la strada dell’autopubblicazione per i suoi racconti brevissimi, ha appena pubblicato una storia fantastica ambientata in Cina, durante la Rivolta dei Boxers. Voi lo sapete che è il mio genere di cosa.

51fli7lcizl-_sy346_La storia si intitola Il fermaglio di giada, ed è una cosina che si legge in un’ora e costa 99 centesimi.

L’ambizione originaria di questo racconto era quello di essere un wuxia, ma in realtà non lo è.
Tanto per cominciare perché un wuxia comme il faut viaggia sui 400 capitoli e un numero n di volumi – le trilogie occidentali gli fanno un baffo.
Mentre questo è un racconto breve.
E poi è troppo intellettuale – nonostante cerchi di essere grezzo come il wuxia classico.
Si tratta piuttosto di un racconto sofisticato alla maniera dei classici episodi raccolti dal vecchio Pu Songling e pubblicati col titolo di Liaozhai Zhiyi. Ne abbiamo parlato in passato.
Quindi, non un wuxia, ma un zhiguai xiaoshuo. Come se facesse qualche differenza.
È una buona storia fantastica, e con tutti i possibili limiti di un primo esperimento, è un esperimento interessante, e richiede un investimento di tempo e di denaro irrisorio.
Potreste aver voglia di buttarci un occhio. È ideale per la calza della Befana.

E ora una rapidissima nota sul perché io abbia deciso di infrangere le mie regole e pubblicare questa recensione. SE avete voglia di leggerla. Se non vi interessa, è OK.
Il motivo è semplicissimo: copie gratis per recensione de Il fermaglio di giada sono state offerte a un certo numero di blog specializzati in fantasy. Senza doppi fondi, senza do ut des.
Buttateci un occhio, se vi piace recensitelo. Se non vi piace, recensitelo. O limitatevi a segnalarlo, se ne avete voglia.
Questi specialisti del fantastico1 hanno detto no.
Ci sono state finora delle segnalazioni da lit-blog generalisti – ma gli specialisti si sono tenuti alla larga. E qualunque ipotesi io possa formulare sul perché di questa scelta è tutto fuorché lusinghiera per questi specialisti.

E sì, ragazzi e ragazze, questo è strategie evolutive, dove le domande sono più importanti delle risposte, perché è sulle domande che è costruito il progresso, non sulle risposte. Per cui fatevi delle domande, ok?

E intanto, se nessuno lo vuole fare, lo faccio io.
Hmm, a questo punto, l’ho fatto io. Perché è giusto. Perché siamo qui per parlare di questo, giusto? Anche se così facendo finiamo per parlare di libri che potrebbero non piacervi.
Non continuiamo a ripeterci che abbiamo vinto? E se non vincono tutti, che vittoria è?
E forse non è conveniente2.
Forse non è conveniente per Shanmei venire recensita su strategie.
Ma ci sono momenti in cui il rispetto di sé prevale sulla convenienza.

Buon Natale.


  1. no, non ho i nomi, non sono stato coinvolto nella promozione. Vi assicuro che se li avessi li pubblicherei uno per uno. 
  2. ma cosa possono fare? Smettere di recensire i miei lavori? Smettere di segnalarli …? 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Il primo post del 2017

  1. Ri-Buon Natale, Davide. A me questa recensione è piaciuta. Penso che leggerò il libro… e se avrò dubbi ti chiederò spiegazioni. Ancora, Buon Natale!

  2. Il racconto sembra molto stuzzicante! Penso che lo prenderò anche solo per vedere come scrive un’autrice di cui ignoravo l’esistenza.
    Sul tipo di fauna che gira intorno all’autoproduzione rimango sempre più basito. Da questo e altri post mi pare di capire che non sia un ambiente molto salutare, almeno per quanto riguarda l’Italia.
    Approfitto del commento per fare gli auguri al padrone di casa. Buon Natale Davide!

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