strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Reperti

6 commenti

Sistemando casa stiamo cominciando, alla buonora, a mettere ordine fra le cose di nostro padre, oggetti accumulati in 75 anni di vita e variamente raccolti, ridistribuiti, scompagnati e rimessi assieme.
Ci vorrà un sacco di tempo e un sacco di questa roba andrà buttata o stoccata in un sottoscala – decenni di bollette e fatture, papiri diversi, vecchi libretti di istruzioni di radio e registratori ormai perduti nel tempo.original-font-b-bicycle-b-font-poker-1-deck-price-red-or-blue-font-b-bicycle

Altre cose restano come ricordo, spesso come sorpresa.
Dei vecchi mazzi di carte da gioco Bicycle Rider Back, uno blu e uno rosso, che paiono disseppelliti da una tomba egizia ma sono ancora leggeri e scorrevoli come non mai1.
Una singola mostrina del corpo dei Marines.
Un vetusto accendisigari in oro e vetro, con una mosca artificiale che galleggia nel serbatoio.
Una serie di badge delle missioni Apollo e Skylab.

E mi sorge il dubbio, risistemando queste cose, di cosa potrebbe concludere un archeologo del futuro, trovando questi oggetti. E ripenso alle giornate trascorse al Museo Egizio di Torino, ad osservare con curiosità gli oggetti rinvenuti in tombe millenarie, ad ascoltare la guida su come la vita di quelle persone fosse stata ricostruita a partire da quei reperti.

b643-largeChe vita potrei ricostruire, da queste cose?
La vita di un appassionato giocatore di carte, sì, con un altrettanto profondo fascino per gli Stati Uniti.
Un uomo che non ha mai fumato e non è mai andato a pesca in vita sua, ma aveva un accendisigari da pescatore.

Niente gatti mummificati, ma un singolo cane, uno scottish terrier, scolpito nella magnetite.

È una cosa che mette un po’ malinconia, e mi domando cosa rimarrà di me per gli archeologi del futuro.
I libri andranno probabilmente distrutti dal tempo. Ma ci saranno una valanga di dadi, e qualche vecchio mazzo di Bicycle Rider Back.
E un martello da geologo, probabilmente.


  1. ora so da dove ho ereditato il mio personale fetish per le Bike. 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Reperti

  1. Scambio link di carte da gioco https://www.youtube.com/watch?v=IC9yyBfz58Q con foto dello scottie di tuo padre, scopo collezione (ne ho uno, una volta aveva un blog, qui: https://www.youtube.com/watch?v=IC9yyBfz58Q)

  2. Dagli oggetti che lasciamo dietro, ormai, non è possibile ricavare chi veramente fossimo. Basti pensare al fatto che buona parte della nostra vita si svolge online.

  3. Prima lezione del corso di metodologia dell’archeologia: una divertente storia illustrata, chissà pescata dove e scritta da chi, su archeologi del lontano futuro che cercano di ricostruire il nostro presente basandosi sui pochissimi reperti trovati in giro per il pianeta, in particolare una tomba rituale comunitaria. Long story short, i coniugi Schliemann del futuro scavano quella che non sanno essere una camera d’albergo, o forse era un bungalow di un motel, e interpretano la donna morta nella vasca da bagno e il suo compagno stecchito sul letto matrimoniale come un re e una regina, sepolti coi rispettivi corredi (nel caso di lei, l’asse del cesso e lo scopettone diventano, ovviamente, una collana cerimoniale e uno scettro mutilo).
    Tutto questo per dire che non sei l’unico a porti certe domande e a immaginare certi scenari 😉

  4. Quelle carte le avevano in casa anche mia nonna e sua sorella, che giovavano a bridge. Svuotare la casa di una persona amata è un’impresa struggente e molto coinvolgente. Anch’io ho pensato agli “archeologi del futuro” ma ho poi pensato anche a quello che lascerò io. Da allora io, già per nulla propensa all’accumulo, ho cominciato a tenere sempre meno cose. Se continuo così, alla fine rimarranno più che altro dei gran libri, fumetti, diari e il kindle.

    • Anch’io spesso mi domando cosa sarà delle migliaia di libri che milascerò dietro – oltretutto senza lasciare eredi.
      Andranno al macero, probabilmente. Il che mi invoglia a venderli prima di morire – che almeno finiscano a casa di qualcuno a cui interessano.

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