strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Una benedizione non richiesta

6 commenti

Parte della discussione sotto al post di ieri mi ha fatto venire in mente un libro del quale pensavo di aver già parlato, a suo tempo, e invece me l’ero evidentemente sognato.
Mettiamoci rimedio.

the-blessing-papersL’idea di clonare Gesù Cristo usando il residuo di sangue nel Graal e la Sindone di Torino non ha avuto l’esito desiderato. Oh, ci sono riusciti, badate, ma risulta che Gesù Cristo è un essere artificiale.
E mentre le nazioni corrono a clonare altri importanti personaggi storici, da Giulio Cesare a Napoleone a Stalin, e tutti risultano essere indiovidui artificiali, il mondo precipita nella guerra totale.
Buio in sala.
Sono passati molti secoli dal “grande fuoco” e l’Irlanda è una nazione che pare la Terra di Mezzo. La civiltà è stata ricostruita su base medievale, gli stregoni dell’Ordine di Zenone mantengono il controllo sulla tecnologia e un misterioso documento, noto come “the Blessing Papers”, rappresenta il caposaldo dell’ordine costituito. Ma poi il documento scompare, e tutti improvvisamente vogliono fare la pelle al povero Tully che è, per brevità, un elfo…

The Blessing Papers uscì nel 1980, in quell’interregno del quale abbiamo parlato più volte, prima che il fantasy standardizzato diventasse predominante. Un periodo in cui si potevano fare ancora delle scelte divere, e provare a pubblicare una cosa come questo romanzo di William Barnwell, che viene etichettato fin dalla copertina (in alto a sinistra) come science fantasy1.

The Blessing Papers è una strana bestia, che mescola fantasy con stregoni e profezie e fantascienza tecnologica con robot di sorveglianza ed armi a energia. Sullo sfondo, l’ombra dell’ingerenza aliena nello sviluppo della civiltà umana.

Ma perché gli alieni si sono impicciati degli affari nostri?
Perché – questa la tesi di Barnwell, che verrà ampiamente esplorata nei volumi successivi – noi esseri umani abbiamo abbandonato la cultura della parola per passare alla cultura delle immagini. Lo sviluppo di una cultura visiva ha portato ad una alterazione cognitiva, aumentando la separazione fra emisfero destro ed emisfero sinistro, inquinando la purezza della cultura fondata sulla tradizione orale e sulla parola.
Questo ha dato una spinta in direzione imprevista alla nostra specie, e gli alieni benevoli hanno pensato di rimetterci in carreggioata con una spintarella ogni tanto.

Il che fa di The Blessing Papers un romanzo curioso, perché sotto alla struttura avventurosa della storia, con Tully ed i suoi alleati che cercano di capire la ragione dell’improvvisa caccia all’uomo, ed al contempo tentano di rintracciare i misteriosi papiri scomparsi (e nel nome “Blessing Papers” risiede un diabolico doppio finale)… sotto a questa struttura, dicevamo, si muove un complicato discorso metafisico, legato alla psicologia cognitiva e al rapporto fra mente umana e realtà.
Mica robetta, insomma.
Secondo Barnwell (beh, OK; secondo il suo romanzo) l’individuo partecipe della cultura visiva – il child of vision di Marshall McLuhan – ha un accesso più rapido ma più superficiale alla realtà, perde la capacità di manipolare concetti complessi, devolve e tende a tornare a uno stato primitivo, quando reagiva senza riflettere, quando era una stupida scimmia. Tornare alle immagini dopo aver scoperto la parola ha deviato il nostro percorso evolutivo, e ci sta riportando indietro.
E così al nostro uomo in devoluzione vengono delle pessime idee – tipo clonare i propri personaggi storici e poi farsi esplodere in un olocausto atomico perché non riesce a capire cosa stia succedendo, non riesce a negoziare il disorientamento ontologico.

The Blessing Papers è un buon romanzo, uno di quelli che obbligano il lettore a sforzarsi, a seguire un discorso complicato ma alla fine molto soddisfacente. All’epoca, a quanto pare, il romanzo venne persino opzionato per farne un film.
Che, se ripensiamo al tema di base della storia, è abbastanza ironica come cosa.
O forse è ancora più ironico che il film non sia poi stato fatto.

La serie venne ristampata da iUniverse nel 2000, e si trova ancora con una certa facilità,a prezzi variabili.
Vale la pena di leggerla? Io direi di sì.
O forse preferite aspettare il film?


  1. genere completamente scomparso, tra l’altro. E chissà poi perché. 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Una benedizione non richiesta

  1. Grazie per l’imbeccata, sembra un romanzo clamoroso!

    Ho da poco iniziato il primo romanzo della serie Uplift di Brin, che guarda caso è proprio del 1980 anche lui. C’è una certa somiglianza tra le razze patrone di Uplift e le ingerenze aliene di questo romanzo? (al di là del fatto che il libro di Brin è più hard sci-fi)

  2. A proposito di strane bestie, parlerai mai (oppure lo hai già fatto e me lo sono clamorosamente perso) del Ciclo del nuovo sole di Gene Wolfe?

    • Del Ciclo del Nuovo Sole parlo abbastanza di frequente – prova a usate il motore di ricerca qui a destra e qualcosa trovi. Avevo fatto un grosso post sul vecchio Il Futuro è Tornato, ma ora non è più accessibile.
      E poi questo è il 2017, e come mia abitudine negli anni dispari mi rileggerò tutta la serie, quindi qualcosa scriverò di nuovo.

  3. Bello, intrigante anche per me che non cerco di mio narrativa fantasy pura. Ed infatti questo science fantasy mi sembra più vicino ai miei gusti.
    Peccato, solo, che non sia disponibile come ebook (mi pare).

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