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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Supernatural (1933)

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Questa è una faccenda curiosa – ero assolutamente certo di aver recensito su questo blog Supernatural, film degli Halperin Brothers, gli stessi del classico White Zombie.
Ma non riesco a trovare il post.
E mentre il terrore per l’alzheimer mi manda questo simpatico saluto, oggi è una giornata speciale: è il 16 gennaio, ed è il settantacinquesimo anniversario della morte di Carole Lombard, precipitata insieme ad altri 21 passeggeri sul volo che la stava riportando a Hollywood dopo un tour per promuovere lo sforzo bellico americano.
E Supernatural è l’unico horror interpretato dalla Lombard – una storia che parla di vita dopo la morte. Perciò, visto che il post che sono assolutamente certo di aver scritto non si trova, io lo rifaccio.
Ma continuo a non essere tranquillo.

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Il che ha un suo senso perverso, trattandosi di un film intitolato Supernatural.

La trama è piuttosto complicata, perciò per raccapezzarci la smontiamo nelle sue componenti essenziali: c’è un losco individuo, Paul Bavian (Allan Dinehart), un truffatore e assassino che si spaccia per medium per abbindolare le sue ricche vittime. C’è la sua ex amante, la pluriomicida Ruth Rogen (Vivienne Osbourne), condannata a morte dopo che Bavian l’ha venduta alla polizia. C’è il dottor Houston (H.B. Warner), che fa degli strani esperimenti sull’attività elettrica del cervello dei moribondi e dei defunti nel suo attico di Manhattan1 e che si interessa proprio della Rogen dopo la sua esecuzione. E poi c’è Roma Courtney (Carole Lombard), ricca giovane della upper class newyorkese, che ha appena perduto tragicamente il fratello (ereditando una fortuna), e che è amica di famiglia del dottor Houston. E che viene agganciata dal truffatore Bavian (che sostiene di essere in contatto con lo spirito del defunto fratello), e posseduta dallo spirito della Rugen, desiderosa di vendicarsi del suo fedifrago ex, strangolandolo come ha strangolato i suoi tre precedenti amanti.
Riuscirà il fidanzato di Roma, il granitico Grant Wilson (Randolph Scott), a salvare la sua bella e risolvere il mistero?

E soprattutto, ci riuscirà in un’ora e cinque minuti netti?

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La brevità di Supernatural gioca a vantaggio della storia, e le coincidenze e le sciocchezze vengono impilate l’una sull’altra con una velocità tale che la sospensione dell’incredulità dello spettatore non ne risente. È uno strano ottovolante, Supernatural, una strana miscela di poliziesco e occulto che funziona più che bene, ma che difficilmente sarebbe riuscita a reggere altri dieci minuti.

Il film venne prodotto da Edward Halperin e diretto da Victor Halperin, i due fratelli che con White Zombie nel 1932 avevano creato una pietra miliare del genere horror e dato a Bela Lugosi l’altro ruolo fondamentale della sua carriera. Per Supernatural, gli Halperin vollero a bordo una gran parte del cast tecnico del film prercedente: Garnet Weston alla sceneggiatura, Oliver Lodge alla direzione tecnica, e Arthur Martinelli alla fotografia.

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La produzione impose Carole Lombard come protagonista – una scelta che la stessa attrice non gradì particolarmente, considerandosi (a ragione) un’attrice comica e non un’attrice drammatica.
Questo portò a discussioni e dissapori sul set. Victor Halperin d’altra parte non era tipo da accettare di essere svillaneggiato da un’attrice qualunque, e le discussioni dsi fecero particolarmente roventi, finché la Lombard non disse chiaro e tondo ad Halperin che gliela avrebbe fatta pagare.
Poi, un venerdì di Marzo, poco dopo le cinque, mentre la troupe stava girando una scena, un terremoto catastrofico colpì Los Angeles, scatenando ilpanico tra attori e cast tecnico.
Beh, tra alcuni attori.
All’arrestarsi delle scosse, la Lombard si trascinò fuori dalle macerie del camerino dove stava provando un costume, andò da Halperin e gli disse

Questo è stato solo un avvertimento.

D’altra parte Supernatural non è certo il miglior film della Lombard.
E se la protagonista è spesso palesemente in imbarazzo, le cose vanno anche peggio per ilsiuo comprimario – Randolph Scott, unod ei volti fondamentali del western classico, che in questa pellicola è orribilmente inadeguato, paludato in smoking e con ben poco da fare.

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Ci sono un sacco di scene ad effetto, fra sedute spiritiche, apparizioni di spiriti inquieti e pèossessioni assortite – e se nel mostrare il lavoro del falso medium gli Halperin sono quasi dei debunker ante-litteram, soffermandosi su trucchi ed effetti, è alytrettanto interessante rilevare come le oneste (anche se alquanto discutibili) attività del dottor Houston, nel suo laboratorio in centro, appaiano quasi stregonesche per impostazione e atteggiamento.
Peccato che i dialoghi siano così legnosi.

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Però il film funziona.
Non è uno dei cento horror migliori di tutti i tempi, ma funziona.
Funziona per l’ambientazione, che alterna le residenze sfarzosissime dei ricchi allo squallore dei quartieri bassi (dove alligna il fraudolento medium Bavian), e la fotografia rende benissimo le scenografie – l’appartamento-laboratorio di Houston in particolare è una meraviglia per gli occhi.

s320x240Per il resto, Carole Lombard è come sempre splendida, e come sempre approfittò del film per scatenare il caos.
Per una scena-chiave della pellicola era necessario che gli occhi dell’attrice risplendessero come di luce propria nell’oscurità. Per ottenere questo effetto, gli Halperin ingaggiarono Wally Westmore, il truccatore che aveva lavorato su Dr Jeckyll and Mister Hyde con Fredric March, e la Lombard venne truccata con un pesante cerone grigio, per accrescere il contrasto della ripresa.
Terminate le riporese, l’attrice lasciò il set ancora truccata e fece un giro in serata a casa di diversi amici, per speventarne il maggior numero possibile.

Trattandosi di un film pre-code, Supernatural infila una bella serie di efferatezze con un divertimento quasi inquietante, e se nonriesce a spaventare, è comunque suggestivo a sufficienza per generare un certo senso di inquietudine.
Merita di essere visto se non per la storia, certo per il look decò dei set e per la sontuosissima fotografia in bianco e nero.
E per Carole Lombard, che anche fuori parte era assolutamente meravigliosa.

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  1. ah, i bei tempi della ricerca indipendente… 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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