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Ingoiare il cielo

4 commenti

23011894Carson è un corriere. In un futuro nel quale l’umanità è stata obbligata dagli eventi ad espandersi nello spazio e colonizzare la galassia, le comunicazioni fra sistemi stellari sono ancora affidate a chi trasporta fisicamente i contenuti.
Carson è anche un trafficante in antichità. Da 8000 anni l’umanità ha perduto ogni contatto con la vecchia Terra, distrutta dalla nanotecnologia sfuggita al controllo, e ogni frammento del passato vale tanto oro quanto pesa. Oro vero, non quello prodotto industrialmente…
Poi, durante una sosta su un pianeta tropicale per una consegna e un po’ di affari, Carson si trova invischiato in un complotto e obbligato col ricatto ad intraprendere una missione che ha del romanzesco: recarsi su Nuova Terra, prendere contatto con uno scienziato screditato, e con lui mettersi alla caccia di una antica biblioteca di testi terrestri, perduta da millenni.
Ma è più complicato di così.

Swallow the Sky è l’unico romanzo di Chris Mead.
L’autore è infatti scomparso nel 2015, mentre stava lavorando a un possibile sequel, e il suo primo e unico romanzo è stato successivamente rieditato e riveduto da sua figlia per la pubblicazione.
Mead, inglese, classe 1948, laureato in psicologia, esperto di Information Technology a Berkley, ha scritto un romanzo che è quanto di più semplicemente divertente mi sia capitato fra le mani in un sacco di tempo.

Swallow the Sky (sottotitolato A Space Opera) è esattamente ciò che dice sull’etichetta: una grande avventura spaziale che cade a metà strada fra le storie di Jack Vance e quelle di Poul Anderson per stile, ma che risente anche chiaramente dell’influenza di autori recenti come Banks o McLeod. La scienza è solida e aggiornata al ventunesimo secolo, ma l’atmosfera generale è quella della space opera dell’età dell’oro: una galassia colonizzata da un’umanità eccentrica e diversificata, con un sacco di strane usanze e strutture politiche bizantine, un passato profondo che si perde in misteri e traumi.

Con il suo interesse per l’archeologia futura, il romanzo di Mead ricorda anche le storie di Alex Benedict scritte da John McDevitt, e anche questa è una cosa positiva.
Con McDevitt, Mead condivide la semplicità e la linearità dell’azione: il romanzo si legge in un amen, fila come un diretto ed è sostanzialmente una bella avventura alla Indiana Jones, ma ambientata fra ottomila e rotti anni.
Non manca un certo umorismo, che rende la narrazione ancora più leggera.

Swallow the Sky non è un romanzo destinato a cambiare il volto della fantascienza, ma francamente mi sta bene così. Con i suoi eroi “normali” e decenti, pieni di risorse e capaci di sbagliare in maniera clamorosa ma rialzarsi, con la sua galassia multicolore e l’intrigo quasi chandleriano, mi ha ricordato quei bei Cosmo Argento che esistevano per essere letti e goduti nel tempo libero, per il piacere di leggerli e non per farci una tesi di laurea.

È davvero un peccato che Chris Mead non sia più con noi e non possa produrre di più.
Ma ci ha lasciato un bel romanzo di intrattenimento, che ancora una volta ci dimostra che la fantascienza sta bene, e ci saluta tutti.

E per chi fose interessato, è possibileleggere i primi due capitoli del romanzo, gratis, sul sito dell’autore, insieme ad altri suoi lavori.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Ingoiare il cielo

  1. Me l’hai fatto amare in poche righe

  2. Ah, non avevo più commentato. Ho finito di leggerlo un mese fa e devo dire che sono rimasto molto contento. Non mi ha lasciato impressionato, per dire, come “pushing ice” di Reynolds, ma sono rimasto decisamente soddisfatto. Il suo approccio rigoroso, quasi accademico, alla scrittura si nota veramente, secondo me, in positivo.
    Condivido il tuo dispiacere per la scomparsa di Chris Mead, oltre le ovvie ragioni “umane”, perchè avrebbe potuto sicuramente produrre del buono.

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