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Si torna a scuola (come ogni anno negli ultimi 45)

24 commenti

Gennaio è quasi andato, la situazione è sempre molto precaria, ma bisogna ricominciare dopo la coda lunga delle festilenze.

continuous-learning

Perciò mi sono iscritto a 4 corsi online, che vanno ad aggiungersi al corso con la Microsoft per spolverare C++, e a confermare il vecchio mantra dei miei insegnanti (tutti i miei insegnanti, da sempre): troppi interessi.

Partiamo lunedì con un corso di scrittura per la comunicazione scientifica, con l’Università di Leeds. Ho un master in Comunicazione Scientifica, ma sono ormai passati cinque anni, è il caso di rinfrescare la preparazione.

La prima settimana di febbraio comincia un corso all’Università di Reading sulla salute del cuore. Avendo assistito alla morte di mio padre per un attacco cardiaco improvviso, e come membro di una lunga schiatta di cardiopatici, mi pare una buona idea sapere tutto il possibile sull’argomento. Schedare alla voce autodifesa.

L’ultima settimana di febbraio si parte con un corso di quattro settimane del RMIT sul business online. Perché potrebbe essere necessario inventarsi un lavoro, o anche solo per sapere come muoversi, visto che quella è la direzione in cui sta evolvendo il mercato.

A marzo, cinque settimane di corso sul data mining gestito dal dipartimento di Computer Science della Waikato University. Questo in effetti è un ripiego: credo che dedicherò tutto il tempo possibile (poco) nel 2017 per approfondire l’argomento big data e potenziare le mie capacità nel campo della programmazione e della matematica. Esiste un programma di 4 corsi gestito dall’Università del Queensland, ma non è stata ancora definita una data di inizio.
Anche questo è un ambito in cui il mercato sta crescendo rapidamente, e credo sia indispensabile rimanere informati.

L’unica cosa che un po’ mi infastidisce è che si tratta di quattro corsi molto orientati alla sopravvivenza – e quindi credo ci aggoiungerò un paio di corsi leggeri e orientati essenzialmente al diporto.
Un bel corso sulla storia della Grande Guerra, o sull’Inghilterra ai tempi di Enrico III.
O il corso di archeoastronomia del politecnico di Milano?
È vero che qui a Castelnuovo Belbo internet serve solo per infuriarsi su come sia possibile essere così tagliati fuori nel 2017, ma per quel poco che funziona, un MOOC resta comunque meglio della TV – che ormai è davvero solo più una fonte di rimbambimento.

Per chi fosse interessato ad avviare l’anno imparando qualcosa di nuovo, invece di rimbambirsi davanti alla televisione, c’è una buona lista di MOOC su OpenCulture.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

24 thoughts on “Si torna a scuola (come ogni anno negli ultimi 45)

  1. Beh, ti capisco, ma io sono molto più scemo e il mio inglese molto claudicante, questo mi salva dal seguire troppe cose in una volta sola (mi sforzo di trovare il lato positivo della cosa. Per il 2017 ho solo preventivato di seguire un corso di anatomia e uno di disegno (una mia vecchia fissa), sveglia altre 5,30, così non tolgo tempo alla famiglia e al lavoro, un ora di studio e poi un ora di esercizio fisico (che le ossa invecchiano e sento dolore alla schiena e il metodo Lafay si è già rivelato efficace anche nel controllo del peso. Ho già fatto così per quasi sei mesi l’anno passato, poi causa terribili lavori di ristrutturazione a casa mi sono fermato.
    Ma hai poi valutato la mia proposta di collaborazione? Un tuo romanzo o racconto per un kickstarter a cui affiancare una statuina di un’o due personaggi del racconto modellata da me? A te gli agganci in America mi pare non manchino, e anche io ho alcuni clienti negli Usa se dovesse servire. Proprio quest’anno, se le cose vanno bene avevo intenzione di proporti un lavoro, e questa collaborazione sarebbe un buon test. Adesso sono molto impegnato, ma un ritaglio di tempo lo troverei. Credo tu possa vedere la mail con la quale commento, nel caso può scrivermi li cosi ti giro resume e portfolio (mettere il link qui mi pare pubblicità inappropriata

  2. L’argomento dei big data è veramente il posto dove essere nel settore IT in questi anni (e nei prossimi). L’avvento dei dispositivi IoT e dell’automazione spinta spingerà il settore tre passi più avanti. Chissà, magari un giorno ci troveremo a lavorare insieme. 🙂

  3. Io ora come ora (grazie a FutureLearn e alla Keio University) mi sto dedicando a un corso sui libri antichi giapponesi. Mi sta appassionando molto!

    Anche io ho visto, sempre su FutureLearn, un corso su Riccardo III. Mi piacerebbe seguirlo perché ho visto il dramma di Shakespeare a teatro e mi piacerebbe contestualizzarlo meglio 🙂

    • Sì, è Riccardo, non Enrico… io confondo i miei Riccardi coi miei Enrichi 😛
      In effetti l’offerta è enorme, per cui io mi sono imposto di seguire non più di un corso per giorno della settimana. Ma è difficile resistere 🙂

      • Ahah, a chi lo dici! 😀 Qui mi ha fatto gioco solo il fatto che mi ricordassi del corso su FL!

        Eh, ti capisco… io, per tempistiche mie, cerco di non seguirne più di 2-3 insieme, prendendomi ogni tanto un paio di settimane di stop. Anche perché sto cercando di studiare da me un’altra lingua, il che equivale a un altro corso pressoché quotidiano. E purtroppo bisogna anche dormire ogni tanto 😛

        • In effetti dormire si sta rivelando una terribile perdita di tempo. Non che io dorma granché – in questo periodo soffro di insonnia, come mi capita periodicamente. Ma non è che faccia bene 😛

  4. Ciao. Che te ne fai di un corso di C++? Mi spiego: non discuto i tuoi interessi, ma il fatto che, ormai, il C++ è utilizzato in settori del mercato estremamente limitati e di difficilissimo accesso.
    Un saluto.

    • C++ l’ho studiato a fine anni ’90, e lo sto spolverando perché la maggior parte dei corsi “rapidi” per altri linguaggi partono dal presupposto che lo studente conosca già un linguaggio – di solito C++, Java o Pascal.
      in questo modo non devono starti a spiegare da zero cos’è un ciclo annidato o cose del genere.
      Quindi, prima di buttarmi su Erlang, devo avere le basi ripulite per non perdermi. C++ in due settimane lo rinfresco quel che basta.

  5. Anche grazie a tuoi post passati sull’argomento corsi online, sto per terminare un corso di 8 settimane sulla sintesi di sistemi digitali su FPGA (su Coursera).

    Un’ottima esperienza che intendo ripetere: come spesso scrivi in questi luoghi, ormai l’ignoranza è una scelta.

  6. Ehi Davide ma cosa ti è preso, diffondi cultura? piani di fuga per i giovani?

    A parte gli scherzi, ieri leggendo il tuo post prima di dormire ho fatto una visita a MOOC, c’è un corso base di cinese che mi attira parecchio.

  7. Grazie per avermi segnalato tutti questi corsi online. Al momento non ho molti soldi quindi mi sa andrò di corsi gratuiti e free ebook. Ho adocchiato un corso sulla figura della eroe nell’antica Grecia.

  8. Salve! Ho scoperto questo blog grazie a un reblogging da parte di Shevathas (punto wordpress punto com ;)) di “Le Finestre di Croce”, che ho apprezzato tantissimo.
    Si da il caso che sia un aspirante geologo, ex aspirante paleontologo, prima di scoprire che io e l’anatomia non andiamo d’accordo, o forse ho solo un punteggio di Saggezza molto basso… E che come si evince sia appassionato di giochi di ruolo, D&D in particolare.
    Ma vorrei chiedere consigli per quella che deve diventare la mia tesi, purtroppo ancora di triennale. Si tratta di divulgazione scientifica in contesti geoturistici e possibilmente attraverso mezzi digitali. Sto trovano difficile trovare materiale, possibilmente pubblicazioni o comunque qualcosa di autorevole, sull’argomento della divulgazione scientifica e di quali siano gli espedienti che la scrittura scientifica deve adottare per rivolgersi al grande pubblico.
    Mi piacerebbe trovare delle statistiche su quello che piace e non piace al grande pubblico della divulgazione scientifica, nei vari mezzi di comunicazione, anche se mi rendo conto che per quest’ultima cosa, Google potrebbe surclassare anche te… 😉
    Per quanto riguarda invece qualche dritta su fonti che parlino di questi argomenti, potresti puntarmi in qualche direzione precisa, possibilmente in lingua inglese?
    Ad ogni modo, grande blog, mi sono iscritto subito!

    • Grazie della preferenza accordataci, come dicevano le vecchie pubblicità 🙂
      Per ciò che riguarda la tesi – ottimo argomento. Riguardo a delle risorse, credo sia necessario separare l’argomento divulgazione da quello geositi, nel senso che non mi viene in mente nulla che tocchi entrambi gli argomenti in maniera operativa.
      Per ciò che riguarda la divulgazione, al di là del leggere tanti testi di divulgazione scritti da quelli bravi, ci sono un paio di testi da cui partire, come ad esempio il hicago Manual of Communicating Science,che è lo standard per l’editoria americana, e poi c’è Communicating Science Effectively: A Research Agenda, della National Academies of Sciences, Medicine & Engineering, che oltretutto è scaricabile gratis dal loro sito (Google is your friend).
      Per i geositi, io comincerei con una cosa generale come l’International Handbook on Ecotourism.
      E poi vedrei se ci sono in giro corsi online o MOOC – consultando le pagine di OpenCulture.
      Ma mi guardo attoglio un po’ meglio, e nel caso ci faccio un post per ampliare il discorso.

      • Wow, grazie mille! Si, i due argomenti sono separati anche nella tesi, diciamo che i geositi sono solo il contesto, ma il punto sarebbe “come divulgarli”.
        Ho un’idea forse un po’ eretica ma su cui sto trovando non poco materiale: partire dalla storia/vita degli scienziati coinvolti, per generare interesse nel “layman” e chiunque non sia portato a interessarsi alla scienza in generale. Quindi subordinare le informazioni scientifiche a questo “storytelling”, coadiuvato da un certo modo di presentare lo scienziato come personaggio storico interessante, anche graficamente parlando, facendone un pochino un’icona (pensa al look carismatico di un Alberto Lamarmora :))
        Ma ovviamente devo dire qualcosa anche sulla scrittura scientifca “semplificata” e possibilmente su quali siano i “tricks” attualmente risaputi per catturare l’attenzione del grande pubblico quando si parla di scienza.
        Sarebbe fighissimo un post a riguardo, ma vedo che sei un blogger impegnatissimo (letto Blooper, mi appresto a leggere Glass Houses!!), quindi non tengo il fiato sospeso e mi do da fare nel frattempo, anche vista la mole di materiale che hai segnalato… 🙂
        Grazie di nuovo!!

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