strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Cuore

4 commenti

… no, non il libro di De Amicis.

Ho iniziato il corso di quattro settimane sulla salute del sistema cardiocircolatorio, curato dal dipartimento di Medicina e Biologia dell’Università di Reading.
Il genere di corso nel quale una ricercatrice sorridente e simpatica ti spiega come dissezionare un cuore d’agnello per studiarne l’anatomia, e io nelle ultime 24 ore ho sperimentato tutti i sintomidi tutte le afflizioni cardiocircolatorie note all’uomo, e un paio che credo di essermi immaginato solo io.

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Però è interessante.

Mio padre è morto per un problema cardiaco, ed io ero presente.
Dal maggio scorso non posso fare a meno di pensare che se fossi stato in grado di riconoscere i sintomi con anticipo, forse le cose sarebbero andate diversamente.
E comunque sono dolorosamente consapevole del fatto di essere assolutamente a digiuno quando si tratta di intervenire in emergenze di questo genere. E se è vero che una serie di filmati e articoli non sostituiscono la pratica, il corso di Reading mi è parso un buon primo passo.
È questo il principale motivo per cui mi sono iscritto.
Non per scrivere storie di vampiri.

Il corso è estremamente valido, e comporta una parte su anatomia e fisiologia del sistema circolatorio, una parte di pratica (la sopracitata dissezione del cuore di un agnello), una parte sugli aspetti medici, una su come documentarsi e una parte sul “lifestyle” – vale a dire cosa si può modificare nel nostro stile di vita per cercare di vivere un po’ meglio, un po’ più a lungo.

Le lezioni sono piacevoli1 e sono particolarmente chiare e semplici.
Considerando che un terzo dei decessi in Gran Bretgna sono dovuti a problemi cardiocircolatori2, il corso è anche abbondantemente sostenuto da organizzazioni che forniscono materiale illustrativo e contenuti extra.

È interessante come l’opera di queste organizzazioni e corsi come questo – attualmente al quarto anno – abbiano portato ad un significativo miglioramento delle statistiche.

Sarebbe il genere di cosa da fare nelle scuole.
Ma da ragazzini i ragazzini sono ragazzini, e poi hanno già così tante cose da fare a scuola…
Alle superiori, gli adolescenti si sentono immortali, e quindi non si filerebbero le lezioni neanche di striscio, salvo fare cose oscene durante l’esercizio di dissezione.
I grandi sono grandi.
Quando, allora?

Mi sono ritrovato a riflettere, seguendo la prima lezione, che l’Aeronatica militare mi ha insegnato a sparare (facendomi sparare ben 60 colpi nella direzione generale del Mare Adriatico), ma non a fare una semplice rianimazione – diavolo, neanche la Manovra Heimlich mi hanno insegnato.

Però è importante, conoscere certe cose.
Immagino esistano realtà sul territorio che se ne occupano, ma qualcosa di facile, online e “per principianti” pare davvero il miglior punto di pèartenza.


  1. anche se l’idea di seguire il corso subito dopo pranzo deve essere ampiamente rivalutata. 
  2. qui da noi sono di meno, credo approssimativamente un quarto. 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Cuore

  1. Da ex soccorritore sono dolorosamente conscio di quanto sia necessario informare e formare più persone possibili sugli argomenti di base (BLS, manovra di Heimlich, sintomatologia), sulla gestione dei farmaci e sull’accesso ai programmi di prevenzione (e ai consultori). Il punto è quello che indichi tu: a scuola pare non si possa, salvo minime esperienze decise da qualche funzionario progressista, sul lavoro non se ne parla neppure, le amministrazioni pubbliche (salvo le FFAA) ignorano bellamente il problema.
    Anni fa la CRI aveva proposto di inserire un pacchetto di 60 ore nei programmi delle scuole superiori, arrivando a mettere a disposizione personale e mezzi per portare gli allievi almeno al livello BLS. Mi risulta sia rimasto lettera morta.

    • Non sapevo della proposta della CRI – che è perfettamenteragionevole.
      Oltretutto, ad essere orribilmente cinici, una popolazione preparata sulle basi del soccorso e della prevenzione ridurrebbe drasticamente la spesa pubblica per la sanità.
      Ma probabilmente quello è parte del problema.

  2. Nel mio comune per poter fare l’educatrice di nido per es., devi avere frequentato obbligatoriamente i corsi di sicurezza sul lavoro, quello di primo soccorso e quello sull’igiene. E io, che sono la persona che tra i suoi compiti ha anche quello di verificare l’adempimento di questi requisiti da parte del personale, non ho seguito neanche uno di questi corsi. E ora mi hai fatto pensare che in effetti anche solo saper aiutare (e magari perfino salvare) un parente o anche solo un tizio per strada che si sente male, sarebbe davvero una gran buona cosa.

    • Sì, spesso le regolamentazioni sono strane – bisogna saper usare il defibrillatore ma non saper riconoscere un attacco cardiaco da una crisi ischemica.
      E sarebbe davvero una buona cosa da saper fare, anche solo riconoscere i sisntomi per tempo.

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