strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Le finestre di Benedetto Croce

4 commenti

Questo post è un po’ il seguito del post di ieri, quello sul compleanno di Galileo.
La faccenda della discussione fra Calvino a Cassola ha sollevato un po’ di domande e ha condotto ad un paio di discussioni online piuttosto interessanti.

Ora, il dibattito se esistano davvero le due, o tre, culture, o se P.C. Snow si sia inventato tutto e in effetti abbia aggravato la situazione anziché contribuire a risolverla, è una faccenda annosa e complicata, e non si può certamente risolvere su facebook o in chat, però le discussioni segnalano un interesse per il problema.
Che magari si risolve in un “di chi è la colpa?”, ma anche questo è un punto interessante per la discussione.

benedetto-croceOra, quando in Italia si cerca un colpevole per il fatto che la cultura scientifica è stata a lungo disprezzata e considerata “di serie B”, si finisce con l’andare sotto casa di Benedetto Croce a tirargli i sassi nelle finestre.
Per chi se lo fosse perso, Benedetto Croce, filosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore, è quello che disse

Gli uomini di scienza […] sono l’incarnazione della barbarie mentale, proveniente dalla sostituzione degli schemi ai concetti, dei mucchietti di notizie all’organismo filosofico-storico.

È bello essere apprezzati.

Da questi vaneggiamenti deriva la famigerata impostazione della scuola italiana sulla base delle teorie di Croce…

[La scuola] sarà caratterizzata dal primato dell’umanesimo letterario e in particolare dell’umanesimo classico. Tutte le istituzioni culturali saranno improntate al primato delle lettere, della filosofia e della storia.

E buonanotte al secchio, come si suol dire.

Ora, però, mentre da una parte apprezzo profondamente l’idea di andare a casa di Benedetto Croce e spaccargli le finestre a sassate – una applicazione della fisica e della matematica, e prova a fermare i sassi con un bel discorsetto in Greco antico, imbecille – io tendo a credere che Croce sia stato un sintomo, e non una causa.
Benedetto Croce esprime una cultura – se non ci fosse stato lui, ci sarebbe stato un altro.

Fra i soliti sospetti viene anche di solito citato il Romanticismo – e qui io mi trovo un po’ disorientato, perché se è vero che io i romantici li ho frequentati poco, non posso dimenticare che il romanticismo fu, alla sua origine, un movimento profondamente affascinato dalla scienza e dal pensiero scientifico.
E qui si potrebbero citare Shelley, Byron e i loro allegri compari, rintanati a Villa Diodati sul Lago di Ginevra, a leggere articoli scientifici e ad inventare, di fatto, la fantascienza.
Che se la guardiamo in inglese, science fiction, beh, è proprio un esempio di Terza Cultura – la fusione di scienza e letteratura.
E poi ci sarebbe Goethe, che si dice più orgoglioso della propria teoria dei colori che non delle poesie pubblicate, e che è certamente persona informata dei fatti quando si parla di romanticismo.md21448032911

E infine c’è la faccenda del legame fra romanticismo inglese e illuminismo inglese, due correnti che vanno di pari passo alla fine del settecento ed agli inizi dell’ottocento e di fatto servono ad avviare la Rivoluzione Industriale – e qui posso anche fare un po’ di pubblicità a due bei libri che non mi risultano ahimé tradotti nella nostra lingua: The Lunar Men: Five Friends Whose Curiosity Changed the World, di Jenny Uglow, pubblicato da Faber & Faber nel 2002 e The Age of Wonder: How the Romantic Generation Discovered the Beauty and Terror of Science, di Richard Holmes, pubblicato da HarperCollins nel 2008. Sono due bei tomi da 600 pagine, e valgono ogni minuto speso a leggerseli (o a rileggerseli).the_age_of_wonder_book_cover

La divergenza, casomai, fra i romantici e gli illuministi, riguarda il modo di fare scienza (riduzionisti gli illuministi, antiriduzionisti i romantici), ma per lo meno fino al 1840 il movimento romantico è un movimento “globale” che si occupa di tutto – anche di scienza1.

Per cui forse alla fine è colpa di Darwin – perché L’Origine della Specie è sostanzialmente un testo antiromantico. Ed è curioso, perché se il romanticismo sottolineava la necessità di entrare in comunione con la realtà naturale, Darwin che dimostra come ogni cosa sia determinata da processi casuali, ecco, un po’ sgonfia l’aspetto più importante del romanticismo scientifico – l’idea che l’uomo sia il culmine della creazione, al quale spetta, novello Adamo nel giardino dell’Eden, il dovere di dare i nomi a tutte le cose del creato.
Niente Adamo, niente Eden, dice Darwin – se volete dare dei nomi alle cose fate pure, ma non crediate che sia un vostro diritto divino.
Sono cose che ti segnano.

Ed in effetti dalla cattiva digestione di una miscela di romanticismo scientifico scaduto e di teoria dell’evoluzione mal cucinata, derivano tutte le teorie fasulle che tanto piacevano ai vittoriani, a cominciare dal Darwinismo Sociale, una colossale idiozia che ancora ci trasciniamo dietro come un cormorano morto dopo un secolo e mezzo, giù giù fino alla Teosofia.

Ma allora, se non fu colpa dei Romantici, e se Benedetto Croce fu solo l’esecutore di un’orrenda sentenza che declassò per quasi un secolo la scienza a “cosa adatta alle menti minute” nel nostro paese, da dove deriva il problema?

Si potrebbe fare un discorso antipatico.
Il problema potrebbe derivare dal fatto che, nel nostro paese, la cultura ha sempre avuto un carattere elitario -e le elite si sentono spesso in imbarazzo ad avere a che fare con faccende pratiche.
Pesi, misure, calcoli, classificazioni – son cose da bottegai, da rudi meccanici.
No, davvero, chiedetelo a Benedetto Croce…

Le scienze naturali e le discipline matematiche, di buona grazia, hanno ceduto alla filosofia il privilegio della verità, ed esse rassegnatamente, o addirittura sorridendo, confessano che i loro concetti sono concetti di comodo e di pratica utilità, che non hanno niente da vedere con la meditazione del vero.

e di pratica utilità… che non hanno niente da vedere con la meditazione del vero
DI PRATICA UTILITÀ, usato in questo contesto come tratto negativo.

Grazie, Benedetto, puoi tornare in camera tua a giocare coi soldatini.
Io credo che sia in questo approccio sostanzialmente aristocratico alla cultura che il nostro paese si è metaforicamente sparato in un piede proprio all’alba della Rivoluzione Industriale.
E non posso dimenticare la citazione di Fruttero e Lucentini che, nello scoprire una cassa di romanzi di fantascienza americani siu una bancarella si dissero “questo è il genere di baggianate adatte ad intrattenere i pendolari mentre vanno in fabbrica col treno.”
E crearono Urania.
O qualcosa del genere.
È difficile arrivare al futuro pensando secondo schemi medievali.

E qui mi piacerebbe contrapporre al povero Benedetto Croce e all’approccio aristocratico alla cultura uno dei miei personaggi storici preferiti, quando si parla di cultura… ma l’ho già tenuta lunga, magari ne parliamo domani.


  1. ma anche qui, guarda tu che strano, la voce Romanticism in Science di Wikipedia non esiste in Italiano. In Giapponese sì, ma in Italiano no. 
Advertisements

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Le finestre di Benedetto Croce

  1. “È difficile arrivare al futuro pensando secondo schemi medievali.”
    frase del giorno, forse anche del mese.

    Professor Mana, è sempre un piacere leggerti!

  2. A mio avviso post fumoso e senza riferimenti.
    Innanzitutto, cosa significa che Darwin “dimostra come ogni cosa sia determinata da processi casuali”, da “dimostra” a “casuale”… ?
    In secondo luogo, hai mai letto Croce? Hai idea di cosa intenda con “Vero”?
    In ultima istanza, se vai in Tibet (mi esprimo con l’accetta come hai fatto tu nel post) e chiedi cosa sia la “scienza”, cominceranno a parlarti di impostazione del respiro, rilassatezza muscolare e contemplazione dell’ “unità” del tutto.

    Toni, quelli miei, volutamente polemici, per via del contenuto dell’articolo, non di certo per via dell’autore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...