strategie evolutive

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Remixare il CV

8 commenti

Stamani ho avuto una piccola illuminazione – niente di stravolgente, badate bene, ma una di quelle piccole illuminazioni che ti fanno buttare due ore ma poi ti senti straordinariamente soddisfatto di te, e ci fai un post.
Mai capitato?

Il fatto è che ieri ho spedito un curriculum in UK, all’Università di Bath, e stamani ne ho spediti altri tre, a tre scuole di lingue qui in Italia. Perché bisogna battere tutte le strade, e tener duro, e mangiare una sola volta al giorno, ma ne verremo fuori.
E naturalmente il CV presentato agli inglesi è radicalmente diverso da quello che ho presentato agli italiani.
Ne abbiamo già parlato – tanto per cominciare, all’estero non vogliono né data di nascita né fotografia, qui da noi se non gli mostrate la vostra faccia i potenziali datori di lavoro non sono assolutamente in grado di decidere se siete in grado di svolgere il lavoro, qualunque lavoro, fosse anche scavare fossi.
E se poi dovesse saltar fuori che site brutti, o vecchi, o del colore sbagliato? Giammai…

Ma ci sono un sacco di altre differenze, ovviamente.

E così ho preso il CV aggiornato preparato ieri e l’ho remixato, per così dire, per i lavori italiani. E mi è venuto in mente quello che TUTTI in questi ultimi nove mesi (ma anche prima) mi hanno detto e ripetuto:

se quando presenti il CV ti dicono che hai troppe qualifiche, tu le qualifiche non mettercele

E naturalmente i motivi per non mettere le qualifiche sono vari, e magatri uno di questi giorni ne riparleremo.

Il fatto è che stavo remixando il mio CV, lavorando di copia-incolla, quando ho avuto una piccola illuminazione: SCRIVENER.

Per chi se lo fosse perso, Scrivener è un software di scrittura che presuppone un approccio strutturale alla scrittura: prendo il mio testo, lo divido in capitoli, divido i capitoli in scene, scrivo le scene nell’ordine che mi è più congeniale, le edito/riarrangio/sposto come più è opportuno, compilo, spedisco all’editore, e divento ricco e famoso.
La cosa interesante, qui, è proprio edito/riarrangio/sposto.

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Ora, se avete presente com’è fatto un CV Europeo – quello che schifano tutti, ma se non lo usate date loro una scusa per cestinarlo, se lo usate tanto non lo leggono – questo si organizza in

  • Dati personali – nome, indirizzo, mail ecc.
  • Lingue
  • Esperienze lavorative – a scendere, dalla più recente
  • Studi – a scendere, dalla qualifica più recente
  • Capacità e competenze relazionali
  • Capacità e competenze organizzative
  • Capacità e competenze tecniche
  • Capacità e competenze artistiche
  • Altre capacità e competenze
  • Firma
  • Liberatoria sulla privacy

…ma naturalmente esistono modelli diversi – ci sono CV funzionali, CV accademici per neolaureati o per persone con troppe qualifiche, “skills-oriented CVs”, CV cronologici…

Ma alla fine riassumono tutti le stesse informazioni, semplicemente in una struttura diversa. Per cui è abbastanza facile caricare il proprio CV base in Scrivener – importandolo – e poi spezzarlo in blocchi funzionali, da riordinare, o addirittura accendere o spegnere a seconda delle esigenze.
Si possono addirittura creare più versioni dello stesso blocco, ad esempio se in certi casi non è necessario far sapere al nostro potenziale datore di lavoro i dettagli dei corsi seguiti in università o la lista dei software sui quali siamo certificati, o i linguaggi di programmazione che conosciamo.
Possiamo poi marchiare a colori diversi i diversi blocchi omologhi – chessò, in blu quelli estesi e dettagliati, in rosso quelli concisi, in verde quelli opportunamente censurati per non sembrare troppo competenti.

Possiamo poi creare cartelle separate in cui mettere i blocchi indispensabili della cover letter – perché bene o male lo scheletro della CL parla di noi, e noi siamo sempre quelli – e le bibliografie, quella accademica, quella come autore di narrativa, quella come creatore di giochi, quellacome traduttore…

Questo sistema non solo facilita i remix, ma permette anche di aggiornare in maniera abbastanza rapida il curriculum. E Scrivener esporta in una quantità di formati.

Se dovessimo stampare tutto, a parte avere delle informazioni ripetute, avremmo naturalmente un CV di sedici pagine, ma il trucco è proprio poter riordinare e accentdere e spegnere le parti che servono, per ottenere il CV più efficace.

Ora quasi quasi, avendo il tempo, potrei creare un template per Scrivener e distribuirlo gratis.
Peccato che non abbia il tempo.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Remixare il CV

  1. Ehi, questa è un’idea!
    Sì, spesso in Italia i datori di lavoro si scoprono seguaci di Lombroso…

  2. Ottima analisi.
    Personalmente, come ritengo tanti altri, sono abituato a “tarare” la composizione del CV in funzione del tipo di azienda cui lo mando, omettendo alcune parti o, viceversa, integrandone altre. Ma poterlo fare “spegnendo”, “accendendo” o evidenziando un blocco anzichè un altro con un semplice “click” sarebbe davvero comodo.
    Per quanto riguarda l’età che in UK e in altri paesi più “evoluti” non conta, sono daccordo in linea di massima ma questo non vale in determinate professioni dove oltre alla “testa” – che a differenza di quel che avviene per certi posti nel Bel Paese, è indispensabile- servono anche alcune doti più “fisiche”.

    Comunque un altro post sicuramente interessante, grazie.

    • Ah, ma non ho nulla contro il fsatto che mi chiedano l’età se devo fare un lavoro cherichiede un certo impegno fisico (per quanto, meglio un trentenne sedentario o un cinquantenne allenato?) o che vogliano vcedermi la faccia se devo fare un lavoro a contatto col pubblico.
      Ma il vero problema è che certi criteri si applicano a qualunque attività – bisogna essere giovani e di bella presenza anche per tradurre lettere commerciali. Giovani e belli, però “con esperienza”.

  3. Io ti faccio un grosso in bocca al lupo per la Gran Bretagna, dove sicuramente non proveresti quel senso di umiliazione che si prova qui. In quanto a me, sono convinta che coi miei CV non ce l’avrei mai fatta, ho avuto la fortuna di imbroccare il concorso pubblico adatto alla mia laurea e la bravura di arrivare tra i primi, altrimenti sono convinta che sarei ancora qui a cercare, e a combinare il mio “troppo” e il mio “troppo poco” in quei dannati curriculum!

    • Grazie per gli auguri – ogni aiuto è beneaccetto 🙂

      Io ho sempre considerato i concorsi pubblici una forma di tortura volta ad umiliare ed avvilire i candidati – ho partecipato solo a una manciata diconcorsi, ed è sempre stata un’esperienza spiacevolissima: incompetenti frustrati che devonoselezionare persone qualificate e ansiose.
      È molto confuciano – e non scordiamoci che la più sanguinosa guerra civile del 19° secolo vcenen scatenata da uno che era impazzito dopo aver tentato troppi concorsi pubblici.
      Sarebbe così bello se esistesse un sitema per valutare le persone per ciò che valgono senza creare ridicoli circhi equestri…

      • Hai ragione, il mio paragone è anche meno nobile del tuo… nel mio caso eravamo più di mille candidati per due posti e quando i bidelli hanno cominciato a smistarci nelle varie aule, mi sentivo tanto membro di una di quelle mandrie che nei film western i cowboy devono spostare da uno stato a un altro. Essendo però scappata dal mondo universitario e dalle sue umiliazioni, ho trovato comunque più dignitoso farmi strada in quella mandria! Sì, sarebbe davvero bello e probabilmente neanche impossibile valutare le persone per quel che valgono. Una delle cose che non capisco è perché spesso, anche una volta che il tuo CV ha superato il primo ostacolo e accedi al colloquio, ti trovi davanti una poco-più-che-ragazza (non so perché tra le giovani laureate ci sia questa grande aspirazione al cosiddetto settore “risorse umane”, espressione che già non mi va giù) che ti fa domande standardizzate e spesso assurde. Comunque il tuo sistema di costruzione curriculum è molto intelligente, lo segnalerò!

        • “Risorse umane” è spaventoso, perché le risorse di solito si sfruttano.
          Io credo che allalunga i concorsi e le interviste standardizzate siano semplicemente un meccanismo per semplificare illavoro e scaricare la respnsabilità: non è più una responsabilità del valutatore, quelladi valutarti. Lui (o lei) si limita asomministrarti le domande standard, il modulo base.
          È orribile e disumanizzante – sì, si viene trattati davvero come bestiame.

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