strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il curriculum vitae di una persona non impiegabile

49 commenti

Ho parlato spesso di curriculum, negli ultimi tempi.
In base ai miei appunti, negli ultimi nove mesi ho spedito 62 curriculum ad altrettante aziende ed enti nel nostro paese.
Nessuno ha ricevuto risposta.

I CV presentati a mano hanno destato la perplessità dell’interlocutore, e poi il solito vecchio ritornello delle troppe qualifiche.
Nell’interesse del progresso della scienza, mi pare allora il caso di postare qui di seguito il mio curriculum, come esempio del curriculum vitae di una persona non impiegabile.

Quello che segue è il curriculum completo ed esaustivo, secondo la struttura del CV Europeo – ovviamente i CV spediti nello specifico erano stati editati per adattarsi all’offerta (inutile dilungarsi sui foraminiferi se il posto era da traduttore).
Ma per amore della scienza, mettiamo il CV completo – due pagine di A4.
Ho tolto solo un paio di cose per motivi di privacy, e tutti i corsi di aggiornamento degli ultimi dieci anni, ma niente di fondamentale.

Nome Davide MANA
Località e data di nascita: Torino, 29 Maggio 1967.
Indirizzo: xxxxxxxxxxxx, Castelnuovo Belbo, ASTI
Telefono: xxxxxxxxxxxxxx – E-mail davide.mana@gmail.com

Prima Lingua: Italiano
Altre lingue: Inglese (Certificazione Proficiency, Cambridge University, CPE ESOL Liv A1), Francese (Intermedio), Spagnolo (Intermedio), Giapponese (base, solo parlato)

ESPERIENZA LAVORATIVA

2007-2017
• Settore: media e comunicazioni
• Autore pubblicato in lingua italiana (CoopStudi; Noubs Edizioni; BBN Editrice; Acheron Books; GGStudio) e inglese (McFarland, Arc Dream Publishing; Pro Se Press; Raven’s Head Press; Pinnacle Entertainment Group); content provider (xxxxxxxxxxxx); traduttore, editor, blogger e podcaster.

2003-2017
• Settore: Ricerca Scientifica
• Ricercatore, esperto in analisi dati statistici, micropaleontologo

2010-2014
• Settore: Ricerca Scientifica
• Dottorato di Ricerca in Scienze Geologiche, Un. degli Studi Carlo Bo di Urbino
• Progetto di ricerca sulla microgenerazione di energia elettrica da fonti rinnovabili

2005-2009
• Settore: Formazione
• Ruolo ricoperto: Istruttore, Relatore principale, Course Designer
2005 – Statistica Applicata per Micropaleontologia, Un. di Trieste
2005 – Statistica Multivariata per Scienze Geologiche, Un. di Parma
2006 – Statistica Multivariata per Sc. Geologiche e Ambientali, Un. di Urbino
2006 – Statistica di Base per Sc. Geologiche, Naturali, Biologiche, Ambientali, Un. di Urbino
2007 – Statistica Multivariata per Sc. Geologiche e Ambientali, Un. di Urbino
2007 – Statistica di Base per Sc. Geologiche, Naturali, Biologiche, Ambientali, Un. di Urbino
2007 – Introduzione alla Statistica, Scuola Alta Formazione, Un. di Torino
2007 – Introduzione all’Analisi di Dati Ambientali, ditta SARTEC (CA).
2008 – Statistica di Base per Sc. Geologiche, Naturali, Biologiche, Ambientali, Un. di Urbino

2004-2006
• Scuola di Lingue e Servizi Linguistici Language World, Torino
• Insegnante di Inglese, Insegnante di Italiano per Stranieri, Interprete, Conversation Trainer, Traduttore.

2003
• Università degli Studi, Dip. di Scienze della Terra, Torino
• Tecnico a contratto
• Compilazione e programmazione, Atlante Online dei Foraminiferi (e-learning)

2001
• Università degli Studi, Dip. di Scienze della Terra, Torino
• Tecnico a contratto
• Preparazione ed esecuzione di lavaggi micropaleontologici.

1999-2000
• CTI – Cooperativa Telematica Industriale, Torino
• Socio lavoratore
• Monitoraggio linee telefoniche, analisi statistiche di utenza, coordinamento e addestramento dello staff.

1992
• SHELL UK, SHELL EXPRO, SHELL-MEX House, The Strand, London, England
• Assistente di laboratorio a contratto
• Analisi e modellizzazione dei sistemi deposizionali torbiditici in un bacino

EDUCAZIONE

2014
• Università degli Studi Carlo Bo, Urbino
• Dottorato in Scienze Geologiche, Ciclo XXV

2011
• Quinta Scuola Nazionale Scienza, Comunicazione, Società, Centro Interuniversitario Agorà Scienza, Torino
• Master in comunicazione della scienza

2004
• International School of Micropaleontology, Università di Perugia
• Corso di perfezionamento

2003
• Applied Micropaleontology School, Langer Institute, Un. di Bonn
• Master in Micropaleontologia Applicata

2001
• Università degli Studi di Torino, Corso di Laurea in Scienze Geologiche (Laurea Quadriennale)
• Laurea in Scienze Geologiche

1996
• Consorzio CSEA/Regione Piemonte, Corso per Tecnico di Rilevamento Ambientale.
• Diploma di Tecnico di Rilevamento Ambientale.

CAPACITÀ E COMPETENZE RELAZIONALI
Esperienza decennale nell’ambito della didattica e nel circuito accademico.
Partecipazione a progetti di ricerca in qualità di responsabile delle analisi statistiche.
Dieci anni di attività come agente e rappresentante di commercio.
Tecniche di comunicazione, presentazioni pubbliche e tecniche di mind-mapping.
Sviluppo e gestione di siti web, forum, comunità online, blog.

CAPACITÀ E COMPETENZE ORGANIZZATIVE
Organizzazione e gestione di corsi di Italiano per stranieri e Inglese per italiani.
Organizzazione e gestione di corsi di recupero per studenti delle scuole superiori (Inglese, Lettere, Storia, Scienze)
Organizzazione e gestione del corso di Introduzione alla Cultura Taoista, (Centroriente, Torino, 2007 e 2012), successivamente trasformato in un corso online.
Gestione di un piccolo inprint come author/publisher (ebook commercializzati su Amazon.com).

CAPACITÀ E COMPETENZE TECNICHE
Informatica: ambiente Windows/PC, Mac e Linux/Ubuntu; uso avanzato dei principali applicativi per ufficio, analisi statistica e matematica, grafica e desktop publishing, internet, presentazione e mind-mapping, home recording e podcasting. Web-design – HTML/XML, PHP. Nozioni basilari di SEO (certificazione Eccellenze Digitali Google).
Conoscenza operativa dei linguaggi Basic/VisualBasic, C++, Python e R
Competenza pratica nell’uso delle principali apparecchiature analitiche da laboratorio.
Pratica ventennale come traduttore tecnico, scientifico e letterario Italiano/Inglese/Italiano.
Diploma professionale come centralinista.

CAPACITÀ E COMPETENZE ARTISTICHE
Musica: appassionato ascoltatore e collezionista (jazz, classica ed elisabettiana, rock classico), flautista autodidatta.
Scrittura: autore di narrativa e saggistica pubblicato in Italia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone.
Fotografia con fotocamere reflex analogiche e digitali.
Recensione, critica e analisi testuale (recensioni pubblicate da L’Indice dei Libri e da Liberidiscrivere.it)

ALTRE CAPACITÀ E COMPETENZE
Servizio d’ordine in occasione di eventi pubblici presso il Comune di Torino.
Buona conoscenza dei metodi di catalogazione bibliografica.
Patente B
1994/1995 – Servizio Militare assolto presso il 53° Stormo Caccia G. Chiarini, Cameri, Novara.

Ulteriori informazioni, referenze e lista completa delle pubblicazioni disponibili su richiesta.
Si autorizzano l’utilizzo e il trattamento delle presenti informazioni al trattamento dei dati personali e degli eventuali dati sensibili ai sensi del decreto legislativo n. 196/2003

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

49 thoughts on “Il curriculum vitae di una persona non impiegabile

  1. Ciao.
    Non so se tu abbia inviato lo stesso CV (quello postato sopra) per tutte le posizioni che indicavi, ma credo/spero di no.
    Se dovessi esprimere un parere e mettermi nei panni di un hr, a prescindere dalla posizione aperta, quello che vedo è un percorso estremamente eterogeneo e, lavorativamente parlando, farraginoso. Nella misura in cui, “tutto ciò che conta” è: “Sai fare quello per il quale stai applicando la tua candidatura?”
    Hai un sacco di qualifiche. Quante di queste si traducono in competenze effettivamente spendibili? Considera che tu, come me, come qualsiasi altra persona abbia la “fortuna” di lavorare, rappresenti un costo puro per un datore di lavoro. Come riesci ad ammortizzare questo costo meglio di uno che fa la tua stessa cosa magari per un compenso più contenuto?

    In bocca al lupo, il momento non dei più fortunati. Per nessuno.

    • Come ho scritto, il CV è stato editato di volta in volta per adattarsi alla posizione che veniva offerta.
      Sul percorso lavorativamente eterogeneo e farraginoso, se avessi fatto lo sportellista alle poste il mio CV sarebbe di sette righe. E poi non dovevamo favorire la flessibilità? Io sono stato un lavoratore flessibile per tutta la mia vita.
      Tranne ora, perché a quanto pare non posso più lavorare.
      Riguardo al fatto di rappresentare un costo per il datore di lavoro, questa è solo metà della storia – visto che rappresento anche una risorsa (non diciamo un investimento che sarebbe una parola grossa). Non è che a farmi lavorare mi fa un favore, io per lui produco. Che poi esista la concorrenza di chi fa la stessa cosa a costi più bassi è un dato di fatto.
      Dobbiamo perciò metterci alavorare gratis?
      Perché me lo hanno proposto, e di frequente.

      • Hai perfettamente ragione sul fatto che il lavoratore è una risorsa, ma in un mercato come quello italiano le cose funzionano così. Il resto è accademia.
        Sul discorso flessibilità sono d’accordo fino ad un certo punto. Flessibilità dovrebbe significare, nell’ambito di un settore di mercato/impiego, modulare le proprie skill in funzione del compito da affrontare. Diverso è aver fatto “tante cose”. Capisco la frustrazione e la situazione disastrosa del nostro paese ma, paradossalmente, un CV di sette righe è potenzialmente più appetibile di un papiello di n pagine. Quello che interessa a chi lo legge è sapere, immediatamente, se sai fare quello che serve per il lavoro in questione. Di conseguenza sono determinanti le esperienze nel settore e le competenze specifiche. Ripeto, competenze specifiche per un lavoro specifico. Il resto lo fa la tua richiesta economica e, a seguire, tutto quanto (età, aspetto fisico, stato civile, etc.).

        • Vediamo un po’… così, tanto per provare, ho riletto il mio curriculum.

          La mia formazione si riassume in: Analisi ambientale + scienze della terra (e specializzazioni) + comunicazione

          La mia esperienza lavorativa principale si riassume in: analisi di dati + scienze della terra + insegnamento di analisi di dati per le scienze della terra + comunicazione

          Io tutta questa spaventosa eterogeneità e questa irrilevanza non ce le vedo – ma probabilmente è per questo che non sono un responsabile delle risorse umane.

      • Tu e il tuo dannato vizio di mangiare!

          • Credimi Roccia, dipendesse da me avresti già un catarifrangente addosso e una cassetta degli attrezzi in spalla. Spesso, nell’ambito metalmeccanico, si tende a dimenticare che é prima di tutto la testa a dire alla mano dove martellare, e so che se non un girone, un paio di platee all’inferno sono riservate ai recruiter che alimentano questo pericoloso divario.
            Sul fronte curriculum, dal giorno dopo il mio ultimo licenziamento ho messo su una tale campagna di spam che a confronto i cinesi di “ciao, buona notizia, prezzi economici” sono stilobati dell’alto medioevo… Una media di venti cv al giorno, annunciati da relativa telefonata, prima in Italia, poi Svizzera, Austria, Germania, Benelux, Francia, Inghilterra, Spagna e bacino mediorientale.

            • Io al momento sono più chirurgico – due/tre cv al giorno, tutti all’estero, tutti per posti fortemente affini alle mie competenze. Poi si incrociano le dita, e si guarda in casa cosa si può vendere su eBay…

              • Premesso che solo tu sai cosa devi fare ma, mi chiedo, perchè solo all’estero? Quand’anche le cose andassero in porto, ci sarebbero comunque dei tempi piuttosto dilatati (non credo che per le tue posizioni di ricerca/insegnamento ci possa essere telelavoro) senza considerare che si tratta di un ambito all’interno del quale, anche all’estero, si assume per cooptazione. Se devi sopravvivere fai qualsiasi cosa, anche prima di andare al banco dei pegni.

                • Sto già facendo qualsiasi cosa, e accetto ed ho accettato fin qui davvero qualsiasi lavoro – dal tenere conferenze alle sagre locali al tradurre manuali di software.
                  D’altra parte,m se voglio trovare lavoro nel mio ambito, dove le mie capcità e competenze sono spendibili, devo rivolgermi dove queste offerte di lavoro esistono in questo momento – all’estero.
                  Dove oltretutto ai miei curriculum danno risposta.

  2. Bei tempi quando Olivetti ti assumeva perché eri in gamba anche se non aveva davvero un lavoro per te… 😉
    Ti capisco, anche io oggi ho ricevuto l’ennesima mazzata….

  3. chiedo venia, ma avevo inviato un commento e non lo trovo – domanda: non ha passato la moderazione oppure ho fatto qualche pasticcio io col mio account?

  4. Riscrivo il mio commento in forma abbreviata. Sono impelagato anch’io nella costante ricerca di lavoro, e ti dico due cose che ho notato leggendo il CV (non dall’alto di un pulpito, ma in qualità di compagno di sventura): 1) c’è un buco temporale che riguarda gli anni 1992-99, e qualsiasi recruiter veedrebbe in esso un buon motivo per rifiutare il tuo CV. Se riesci a motivarlo o “coprirlo” in qualche modo, ti fai un favore. Sto avendo lo stesso problema con un buco di due anni.

    2) 62 CV in 9 mesi rappresentano una cifra troppo bassa per il mercato lavoro attuale. Triste, ma vero. Bisogna lavorare anche sulla quantità (purtroppo), ed un buon ritmo da tenere consisterebbe in 4-5 candidature al giorno. Questo influisce sulla quantità delle candidature? Certo, ma viviamo in un sistema malato – e se vogliamo trovare una fonte di sostentamento, spesso dobbiamo sottostare alle sue regole malate.

    In bocca al lupo.

    • Io devo anche tener presente che di candidature per il mio profilo professionale non è che ce ne siano tantissime – e comunque ho citato solo i CV spediti in Italia.

      • Ah, se ne hai spediti anche all’estero buon per te! Però aggiungo una cosa – applica anche per robe di segreteria, per lavori lontani dal tuo profilo ma nei quali potresti essere preso grazie ad alcune delle competenze specifiche che possiedi. Il perché è presto detto: la ricerca di lavoro prosegue sempre, ma è meglio continuarla con una qualche forma di reddito alle spalle, quale che essa sia. Personalmente, in alcune giornate sento di stare cercando lavoro con un timer nel cranio – non la migliore sensazione del mondo. Ora come ora, penso che accetterei un lavoro “alimentare” per coprire la maggior parte delle mie spese e continuare a cercare con maggiore tranquillità.

        • Credi che non lo abbia fatto?
          Il prblema è che il mio attuale lavoro alimentare scade fra 36 ore, e a quel punto, proprioperché si trattava di un lavoroper pagare conti e bollette, io mi ritroverò senza alcun margine.
          Ma naturalmente cerco anche lavori che paghino i conti – peccato che anche quella si stia rivelando lettera morta.
          Ah, dettaglio essenziale: l’attuale lavoro alimentare è con una compagnia americana – perché in Italia, zero.

    • Tu dici che il recruiter è troppo stupido per capire che in quegli anni ero all’università, vero?

      • No, dico che se fossi un recruiter potrei anche supporlo, ma i conti non mi tornerebbero. Perché se hai lavorato alla Shell nel ’92 in Erasmus (se non erro, ricordando alcuni post sull’argomento) a Londra, come mai ti sei laureato nel 2001? Ed ecco che, come recruiter, sentirei odore di bruciato. Ok c’è il militare nel 94/95, ma resta il fatto che per una quadriennale si va dal ’92 al 2001. E a quel punto un recruiter, durante un colloquio, ti chiederebbe di motivare tutto ciò. Io sto avendo problemi col mio cv per i troppi anni passati all’università, e per la tarda immissione nel mondo del lavoro. Se hai la possibilità di riscrivere in maniera diversa questa parte, penso che ti converrebbe farlo. Fermo restando che ciò non garantirebbe un successo immediato – ma ogni consiglio e piccolo miglioramento fa brodo e avvicina di un passo alla meta. O almeno, questo è ciò che mi dico.

        • Certo.
          Di fatto il grosso problema del processo di valutazione è che anziché valutare lapersona che hanno davanti, cercano di adattarla a uno stampo preconfezionato.

          • Non ho una grande stima per la figura del rectruiter, però per esperienza ti dico che quello stampo rappresenta, grossomodo, il profilo richiesto. Tale profilo arriva direttamente dal dipartimento/settore che ha aperto la posizione. E se pagano per quello, vogliono (esattamente) quello. Il compito dell’hr non è valutare, ma selezionare.

          • Questa è la realtà, purtroppo. Non è facile per nessuno sopravvivere alle logiche di questo sistema. Se sei stato fermo troppo tempo, se ci sono dei vuoti o delle discrepanze nel tuo CV, non vieni selezionato. Non potendo eliminare i recruiters, tocca ingegnarsi sul come sconfiggerli.

        • Vedo che le cose non cambiano (anche per i motivi da te correttamente esposti più sotto): quando cercai ilo mio primo lavoro nel lontano 1991, dopo il Servizio Civile, dovetti spiegare in più occasione nei dettagli perché ero andato fuori corso di un anno al Politecnico.

  5. Sei più bravo di qualsiasi recruiter HR e questo, mi sa, li spaventa. Secondo la regola Bozo Explosion (Steve Jobs, credo) un non assume persone più competenti/intelligenti, ecc. Speriamo in tempi migliori

  6. Egregio Dott.Mana, ho in casa un’ex ricercatrice in fisica delle particelle che ha ottimizzato l’analisi dati che ha portato alle conferme sul bosone di nonsoscriverlo. Ora la mia compagna fa assistenza informatica cammuffata da application management in ambiente finanza a Milano. É dura. Ma i duri spaccano tutto no? Credo tu lo abbia giá fatto ma io mi darei in pasto alle società di head hunting, piazzare gente é il loro mestiere

    • Ne ho contattata una sola, più di un anno fa, di agenzia di cacciatori di teste. Ma non facevo per loro.
      Però è un’idea.
      E un saluto all’ex ricercatrice ora application manager.
      Quando il gioco si fa duro… 😉

  7. Ciao Davide, hai un curriculum davvero incredibile.
    Mi permetto di darti alcuni suggerimenti in libertà, prendili per quello che valgono:

    1) Inserisci un sommario delle tue qualifiche all’inizio del curriculum, non tutti gli esaminatori arrivano alla fine.
    2) Sfrutta al massimo linkedin. Arriva a più di 500 collegamenti. Gli esaminatori spulciano la rete dei candidati ed essere connessi è un requisito. Chiedi l’amicizia ai recruiter e al personale delle aziende per le quali ti senti adatto.
    3) Spesso i curriculum non vengono letti. Si fa riferimento ai programmi ATS per ricerca di parole chiave. Imbottisci il tuo curriculum dei termini ricercati per una positizione specifica. Di seguito un articolo interessante. https://www.linkedin.com/pulse/il-cv-al-tempo-dei-robot-istruzioni-per-luso-marcello-vanni.
    4) Per posizioni in regioni diverse dal Piemonte inserisci un domicilio del posto. Se cerchi a Milano inserisci il domicilio di un tuo amico.
    5) Prova con le scuole private. Mi sembri qualificato per una miriade di posizioni da insegnante.

    Purtroppo sono tempi tristi tristi tristi.

  8. Ogni professionista dell’ambito scientifico avrà pensato almeno uno volta nella sua vita “non sarò mai come Carl Sagan”. Perché tutti hanno avuto una figura di riferimento, dai bambini a Sagan (e chi occupava questo ruolo per Sagan ancora me lo chiedo).
    A me, nonostante non sono legato al settore scientifico, viene da pensare che “non sarò mai come Mana”; il discorso funziona ugualmente anche usando Riccardo Bertani come esempio.
    Immagino che l’unico felice della cosa sarà il mercato del lavoro

  9. E’ una banalità e sicuramente ci avrai già pensato: ripetizioni private? Non so com’è la situazione lì a Torino, ma qui a Roma conosco gente che guadagna cifre davvero importanti (anche più di 20€ l’ora). Per il resto, il numero di CV inviati è troppo esiguo. Proprio per il fatto che il tuo profilo è fin troppo specifico, hai bisogno di pasturare molto più degli altri. Ergo: frequentare quotidianamente agenzie interinali e lettura appassionata di infojob. Prendi qualsiasi tag che possa suscitare il tuo interesse o possa anche solo lontanamente portare ad un colloquio, costruisci un CV ad hoc e spedisci senza neanche pensarci.

    • Io non sono a Torino – iosono a 80 chilometri da Torino, Milano e Genova, in un paese di 800 anime sperduto nella campagna piemontese. Ho dato lezioni, ma è un mercato completamente discontinuo.

  10. Leggendo la discussione, a me quel che colpisce in questo tipo di discorsi (e penso anche ai tanti discorsi del genere tra amici o conoscenti, fuori dal web) è l’allineamento ormai raggiunto dai più sulle posizioni “ufficiali” del “mercato del lavoro” (e già questa espressione in sé la dice lunga). Non si mettono in discussione i criteri di reclutamento, le modalità di valutazione, piuttosto si è i primi a sentirsi in colpa per un “buco” nel proprio percorso. Come se il nostro unico destino fosse quello di essere dei bravi soldatini che dalla nascita alla bara hanno pedissequamente riempito con attività consone (quelle “giuste” fatte nel tempo “giusto”) ogni minimo spazio della propria vita. Se capisco bene questa ansia un po’ acritica in chi sta cercando lavoro (v. Verroinsaziabile), non riesco a considerarla normale in chi è a posto e magari si permette pure di giudicare i “buchi” degli altri. Ormai tutte le volte che rifletto sul mondo del lavoro e in generale su tanti aspetti della nostra organizzazione sociale mi sembro quasi una “vecchia” comunista, quella che non sono mai stata. Io mi auguro solo che troviate, tra questi selezionatori, una persona con quel minimo di umanità da consentirle di sapere che in alcuni percorsi i “buchi” o i cambi di direzione contribuiscono alla densità umana di quella persona, e che tale qualità si rifletterà anche sul lavoro, sul potenziamento delle “skill”. diciamo così, poiché perché una competenza funzioni ci vuole una persona dietro.

    • Condivido in pieno – ed in effetti, cisi aspetterebbe da un selezionatore, la capacità di valutarele persone, non di vidimare e protocollare documenti applicando caninamente criteri ipoteticamente “asettici”.
      E sono abbastanza convintochelasituazione sia tanto tragica _anche_ perché certe brutture e certe ultrasemplificazioni sono state a suo termpo accettate e considerate “normali”.

  11. Ciao, Davide.
    Personalmente ho perso il lavoro due anni fa e da allora ho ricevuto poche offerte di collaborazione e poco altro. Di lavori a contratto non se n’è più parlato. Oggi ne sono contento perché mi sono finalmente deciso e mi sono messo in proprio (faccio pubblicità, grafica e illustrazione). Un vero salto nel buio, ma onestamente non vedo l’ora. Di lavorare in “azienda” non ne posso proprio più.

    Non entro nel merito del tuo CV perché non ne ho le competenze e non conosco il tuo “mestiere”. Ti suggerisco però di valutare la possibilità, in alcuni casi, di abbandonare il CV in formato europeo. Chiaro che si dovrebbero guardare le competenze tecniche, ma spesso presentarsi in modo diverso può davvero fare la differenza.
    Mia moglie, che guarda caso ha lavorato nella formazione come progettista, ha trovato molte difficoltà anche solo per riuscire ad organizzare dei colloqui. A quel punto le ho realizzato un CV “grafico” di un certo tipo e alle aziende più inquadrate per le sue esigenze, le ho suggerito di inviare quello.
    Non ha trovato un lavoro grazie al mio CV, ma sono arrivati alcuni colloqui e almeno in un paio di casi hanno ammesso che l’avevano chiamata per via della forma del CV, perché spiccava in mezzo a tanti altri fogli A4 tutti uguali e perché erano interessati a parlare con qualcuno che applicava il concetto di creatività anche al proprio CV.

    Una stupidaggine, eh. Può essere un buon consiglio o meno.
    Ma mi andava di raccontarti questa cosa.

    Spero tu possa mettere una pezza a questa situazione al più presto.
    Non demordere.

  12. Ora dirò l’ovvio: visto il curriculum secondo me potresti fare il comunicatore scientifico. Ci sono un sacco di istituti pubblici o privati che hanno un ufficio comunicazioni, che scrive-edita-promuove materiale di divulgazione scientifica. Secondo me è un lavoro molto interessante.
    So che ci sono risorse web specifiche dove si raccolgono questo tipo di offerte di lavoro (almeno così mi sembra di capire così dai miei colleghi che fanno questo lavoro). Ora sicuramente qua se ne sarà già parlato a sufficienza, e stai sicuramente già percorrendo questa strada, ma nel dubbio l’ho scritto lo stesso 😉
    Come al solito, in bocca al lupo!

  13. Ciao Davide, leggo ogni tanto ma non ho mai scritto. Ti consiglio di provare alla UCD, Dublino. C`e` un gruppo di paleontologia che presto perdera` un postdottorato. Ulteriori dettagli in PM su FB, se ti interessa.

  14. Hai provato come quality rater?
    Lavori da casa.

  15. Doc, Amazonia chiama in zona Vercelli, magari fa a caso tuo\vostro\di qualcuno
    http://myamazonjob.com/fulfillment-centers/vercelli?gclid=CJ7Y3N2F6NICFTgW0wodyp8Ggg

  16. Pingback: Ciò che non ci uccide | strategie evolutive

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