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Per attirare i turisti

19 commenti

Qualche mese addietro, mi sono ritrovato a parlare con un amico che è coinvolto nella promozione del territorio in cui vivo. Si parlava di come riuscire ad attirare turisti – soprattutto turisti stranieri – in queste terre dimenticate da Dio.
Ora, il fatto dovrebbe essere una di quelle cose che gli anglosassoni chiamano no brainer – il territorio è splendido, una unica espressione di coltura e cultura, di natura selvatica e di natura piegata ai disegni dell’uomo, al punto che l’UNESCO ha dichiarato queste terre patrimonio dell’umanità.
C’è del vino eccellente, il cibo è ottimo. Il paesaggio è costellato di edifici storici e artistici.
In poche parole, siamo comunque in Italia – e forse questo è il problema. Perché in Italia, ovunque basta dare un calcio a un paracarro per trovare storia, arte, buon cibo e vini tipici.
A questo punto, perché qualcuno dovrebbe venire a prendere a calci i paracarri del Monferrato, quando quelli di Firenze o di Vanezia sono molto più accessibili e più noti?
Chi diavolo sa che esiste il Monferrato, fuori dalle province di Asti e Alessandria?

monferrato

Durante quella conversazione mi venne in mente un sistema che usano soprattutto gli inglesi, per valorizzare il loro national heritage, quella gran quantità di villone palladiane, villaggi in stile Tudor e monasteri decrepiti che costellano la campagna britannica – loro contattano un autore popolare e gli chiedono di scriverci un libro.
Non un saggio, badate – un bel romanzo popolare, un bel volume da spiaggia, un giallo o un thriller, ambientato in quel posto particolare, focalizzato su quegli eventi storici, su quelle tradizioni.
Pare funzioni, e anche bene.

A questo punto, quindi, basterebbe ingaggiare un buon autore e fargli scrivere qualcosa sul Monferrato.
Gli spunti non mancano.
E badate, se qualcuno avesse i cojones di contattare uno come Matthew Reilly, per dire, quello il libro lo scriverebbe davvero, e in tre mesi, e il Monferrato sarebbe sommerso di australiani.
Certo, a Reilly non potrebbero dire “Non ci sono fondi per la cultura”.

Vino_rosso_sangue_per_webOppure, senza essere tanto coraggiosi, e senza andare in Australia, si potrebbe mandare una mail al mio amico Fabrizio Borgio, che in queste terre ha ambientato tanto delle storie sovrannaturali quanto dei polizieschi, e scrive da dio, e dirgli “Senti, facci una cosa breve, 200 pagine belle tirate, farcite di product placement e di pubblicità un po’ paracula alle bellezze del posto, noi poi lo facciamo tradurre e lo distribuiamo in inglese”.
Credete che Fabrizio gli direbbe picche? Credete che i suoi editori si metterebbero di traverso?
Certo, se la premessa fosse “Però guarda che non ci sono soldi”, forse allora gli direbbe picche, e farebbe solo bene.
Anche perché i soldi, non prendiamoci in giro, ci sono – quei famosi fondi UNESCO, tanto per dire.

Però non succede.
Non ci sono soldi.
Si fanno solo sagre dei ravioli e del barbera. Per quelle i soldi ci sono.

ADDENDUM: un amico mi ha ricordato che la città di Matera ha incaricato Paul Di Filippo di scriverci una storia. Segno che il marketing territoriale, in alcuni posti, lo hanno capito.

Però a me ‘sta storia della narrativa di genere ambientata sul posto al fine – anche – di attirare l’attenzione del pubblico a fini turistici , è rimasta un po’ lì.
E in effetti, nel periodo natalizio, avevo iniziato un bel romanzo breve, una cosa un po’ alla Cussler – o alla Reilly, per dire – lavorando sulla tradizione templare del Monferrato, e sul background sovrannaturale ed esoterico del quale il mio amico Fabrizio è un esperto.
Ma poi la cosa non andò da nessun’altra parte.
E poi c’è un progetto di fantasy con una forte voglia di Munchausen e ambientato in Monferrato durante la Guerra di Successione Spagnola, che avevo accennato ad Acheron, e che è fermo in attesa di tempi migliori…

buscafusco women and children smallPerò nello scorso weekend ci ho riprovato.
Quindicimila parole in due giorni, una settantina di pagine in Inglese. Una storia hard-boiled, un po’ alla Travis McGee, ambientata a Nizza Monferrato.
Un uomo, Buscafusco, che vive in una roulotte e che è disponibile in caso ci siano problemi da risolvere.
Uno che lavora al di fuori della legge ma rispettando – entro i limiti del ragionevole – la legge.
Storie di crimini piccoli come piccola è la comunità in cui avvengono.
Ricatti, scandali, violenze domestiche, corruzione a basso livello. Buscafusco se ne occupa.
E sullo sfondo le colline del barbera, la città fondata nel medioevo, il mercato, la gente, i negozi.

La prima storia – che gli gnomi del signor Bezos stanno macinando in questo momento – si intitola Women & Children, ed è una specie di prova generale, per prendere le misure del personaggio, dei comprimari ricorrenti, dei luoghi. Per provare una struttura intrecciata, per cui in ogni storia Buscafusco si occuperà di due casi in parallelo.
Per cominciare a “sentire” la voce del mio personaggio.
Per vedere se il pubblico di lingua inglese abbocc… ehm, sarà interessato.
Ormai sono abbastanza veloce, e abbastanza sicuro delle mie capacità e conscio di quali sono i miei limiti.
Potrei scrivere una storia ogni weekend, e averla online a metà settimana, e questo non intaccherebbe esageratamente i lavori occasionali che faccio per pagare le bollette da lunedì a venerdì.

buscafusco donne e bambini smallOra mi sto baloccando con l’idea di tradurla anche in italiano, questa prima storia di Buscafusco.
Perché ammettiamolo, è vero che i turisti che leggono in inglese sono quelli in grana, sono il turismo di alta qualità che vorrebbero attirare coloro che non hanno soldi da investirci, ma anche dei morti di fame italiani che passano di qui per il weekend sarebbero un inizio, no?
Il problema, naturalmente, è il tempo – perché tradurre mi porta via più tempo che scrivere, e ogni minuto lo sto dedicando a cercare di pagare i conti.
E poi, qualcuno lo leggerebbe?
Voi che ne dite?

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

19 thoughts on “Per attirare i turisti

  1. beh, io ero affezionatissimo agli orrori della valle del belbo e a faina solitaria, quindi ho già le drizzato le orecchie 🙂

  2. Oggi, dal momento che si dice che nessuno legge (Boh?) la promozione del territorio si fa con la “fiction” (ovvero gli sceneggiati) TV. E’ qusi inevitabile che ci siano omicidi e un’indagatore simpatico.

  3. Lo leggerò senza indugi, anche in inglese, per abituarmi!

  4. Io lo comprerei in italiano….

    Ma male che vada lo leggerò in inglese, con sommo dispiacere….

  5. A me lo hai già venduto, ma in italiano… e poi in ebook… in Italia ci piace l’odore della carta. E i posti già visti. Mi piacerebbe, perché farei meno fatica. Ma non so se funzionerebbe. Lo dico con rammarico.

  6. Non è proprio il mio genere, ma in italiano lo leggerei. L’immagine di copertina mi piace un casino.

  7. Ho commentato su Karavansara ma ribadisco un concetto: secondo me parte della bellezza del progetto è proprio il fatto di essere in inglese. E dai commenti qui vedo che la maggioranza leggerebbe anche in inglese. Quindi direi che tradurre in italiano, ora che invece hai trovato l’ispirazione per scrivere (e che hai anche altro da fare) sia una perdita di tempo… Meglio tradurlo in seguito con tranquillità e sfornare invece storie nuove! 📚

  8. Piu o meno un Camilleri del Monferrato…basta dargli tanta farinata al posto degli arancini….

  9. A costo di essere polemico, e me ne scuso, credo non sia utile tradurre in italiano queste storie. Non ora, almeno.

  10. Ciao,
    se può interessarti lo posso tradurre io in italiano a titolo gratuito. Non ho lavori fissi in questo periodo e mi tornerebbe utile tenermi allenato con le traduzioni letterarie.
    Se ti fidi e se pensi ne valga la pena, ovvio.

    P.s.: ovviamente lo leggerò volentieri in inglese. Precedenza alla lingua originale.

  11. Io lo leggerei, ma mi pare di capire che forse non conviene tradurlo in italiano, visto che il grosso del tuo mercato è ormai di lingua inglese.
    C’è da dire però che se potesse essere “spacciato” come noir, per quanto riguarda il mercato italiano, forse potrebbe contare su un numero di lettori potenziali molto più ampio.
    Sulle sagre (per quanto molte siano abbastanza ridicole) penso invece che attirino molto più di qualsiasi libro, anche (e forse soprattutto) i turisti stranieri.

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