strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Rivolta nel 2100

12 commenti

If_This_Goes_On_ASFL’idea di base è: se un accorto affabulatore, appoggiandosi a un medium pervasivo (la televisione, per dire) riuscisse a far leva sulla paura da una parte e sul sentimento religioso dall’altra, potrebbe manipolare il sistema democratico ed arrivare al potere. Ed una volta arrivato al potere potrebbe manovrare in maniera da cortocircuitare definitivamente il sistema democratico stesso – andando ad esempio a colpire l’educazione, la ricerca scientifica e l’informazione, vale a dire quegli strumenti che gli individui possono utilizzare per fare scelte consapevoli.
Niente scelte consapevoli, niente democrazia.

Col rischio poi che qualcuno, un secolo dopo, decida di ribellarsi.

wpid-101013_ov_Heinlein_Revolt_in_2100_If_This_Goes_OnHo sempre avuto – e credo avrò sempre – un rapporto molto conflittuale con Robert A. Heinlein, uno dei colossi assoluti della fantascienza classica, autore abilissimo, e dalla scrittura che vale la pena di essere studiata, e che ha spesso messo sulla pagina idee scomode o francamente antipatiche, se non odiose.
Come l’arma che ammazza solo i cinesi in Sesta Colonna (ma cambiando frequenza ammazza anche i negri).
Come l’America post-apocalittica dominata dai negri cattivi di Farnham’s Freehold.
Come Fanteria dello Spazio, con le sue idee (apiamente fraintese) sulla guerra e sulla politica.
Come la protagonista “intelligente quanto un uomo” de La Luna è una Severa Maestra.
Ecco, Heinlein – che pure aveva una preparazione scientifica – è stato un autore politico, e come il suo mentore John W. Campbell (ma scrivendo molto meglio di Campbell) è sempre stato uno a cui piaceva fare il bastian contrario. Gli piaceva essere contro. Dire cose antipatiche.
Nel corso degli anni e dei decenni, è stato molto facile, tanto negli USA quanto nel nostro paese, appiccicare un’etichetta politica al buon Heinlein1 – la cui biografia mostra d’altra parte un uomo che ha percorso tutto lo spettro politico del suo paese, rendendosi sempre abbastanza odioso tanto agli amici quanto agli avversari.

1116661E tuttavia, ci sono una manciata di libri di Heinlein che è necessario leggere se si vuole parlare di fantascienza.
Uno di questi è certamente The Moon is a Harsh Mistress.
Un altro è Revolt in 2100, forse meno conosciuto ma improvvisamente tornato alla ribalta, in questo 2017, proprio per i suoi contenuti “politici”.
E per l’idea di una cospirazione giudaico-massonico-scientista che salva l’America da una dittatura integralista evangelica, che è il genere di cialtronata ideologica che Heinlein probabilmente godeva un sacco a inventarsi per scandalizzare una fetta del pubblico.

Nel descrivere le elezioni del 2012, questo volume – una raccolta di racconti uscita nel 1953 ma che raccoglie storie del 1939-1940 – sembra presentare la cianografia delle ultime elezioni americane, mancando il bersaglio per soli quattro anni.
Non male.
Le elezioni manipolate del 2012 conducono a una dittatura religiosa e antiscientifica, e molti hanno osservato come la bigottaggine istituzionalizzata assomigli molto all’atteggiamento di quella parte del pubblico che ritiene di sapere senza informarsi, e che considera Facebook e Twitter come fonti autorevoli, e tutti i sostenitori di quella democrazia digitale che tragoicamente si dimostra ogni giorno meno democratica.

Ri253La Gollancz ha in catalogo una buona edizione digitale del volume di Heinlein, che accoppia buone idee ad una scrittura a volte un po’ legnosa.
The Moon is a Harsh Mistress è scritto meglio, e resta un testo imprescindibile, ma vale comunque la pena di dare un’occhiata alle storie di Revolt in 2100, e soprattutto rileggersi la postfazione, Concerning Stories Never Written.
E poi, magari, leggere subito dopo Gather, Darkness di Fritz Leiber, che è quasi la copia speculare di Revolt in 2100, scritta da un autore che fu sempre lontanissimo dalle posizioni di Heinlein, e che tuttavia fu legato a lui da un profondo rispetto.
Perché così era nei tempi antichi.

Irritante come tutti quelli troppo bravi che sanno di esserlo, spesso odioso, abilissimo ma discontinuo, forse sulla lunga distanza vittima della propria fama e di alcune ossessioni, Robert A. Heinlein continua ad essere fondamentale a quasi trent’anni dalla sua scomparsa.
E continua a prevedere il futuro.
Che ci piaccia o meno.

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  1. e proprio per questo mi sono baloccato per qualche minuto con l’idea di chiudere i commenti a questo post. Ma poi mi sono detto, perché, quando basta bloccare chi deraglia? 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

12 thoughts on “Rivolta nel 2100

  1. Penso sempre che di Heinlein ho letto troppo poco: tecnica impeccabile, idee originali e umorismo caustico, per tacere di una capacità profetica che sembrava l’ispirazione poetica dei celti (credo si chiamasse awen).

    In effetti, il pericolo di scaldarsi un po’, a parlare del suo lavoro, è davvero forte ma quali che fossero le sue idee, era davvero capace 🙂

    • Più che altro io ho poca pazienza per i detentori della verità suprema – fosse anche solo la verità suprema su Heinlein.
      D’altra parte ho deciso da qualche tempo di non lasciarmi influenzare dai fan quando valuto un autore 😀

  2. Ho letto Fanteria dello Spazio almeno cinque volte e non mi stancheró mai di rileggerlo. Non conoscevo Rivolta nel 2100 grazie per lo spunto vedróndi procurarmelo.

  3. Credo lo cercherò anch’io… grazie per la segnalazione.

  4. Forse a causa della mia lettura superficiale non trovai controverso Heinlein, almeno leggendo TMIAHM (mi permetto di usare un acronimo parlando di questo libro :), e nemmeno starship troopers.
    Comunque nella lista di letture future avevo “stella doppia” ma potrei inserire questa antologia nella lista, perchè mi sembra molto accattivante, da come ne parli (e costa 1$ meno versione kindle).
    grazie!

    • Mah, il discorso del controverso è poi sempre molto personale – è indubbio che ai suoi tempi gli piacesse giocare con idee scomode. Poi qui da noi (ma anche là da loro) venne etichettato secondo certe classificazioni politiche – per cui “Moon” e “Troopers”sono di destra, “Stranger” è di sinistra e compqgnia danzante.
      Alla fine Heinlein faceva ideologia a sé, probabilmente, e finché rimase lucido, sono anche certo si fece delle colossali risate.

      • E’ quel che penso anch’io. Una controprova? I micidiali, pallosissimi libri degli anni ’80 (fatta eccezione per Il Pianeta del Miraggio e Operazione Domani) sembrano riflettere sia mancanza di lucidità sia un’eccesso di seriosità.

        • Io Operazione Domani l’ho odiato – romanzo pieno di idee, con una premessa anche interessante ma – esattamente come Job – un autentico monumento al coitus interruptus.

          • Ah ok. Però immagino che sul discorso in generale degli anni ’80 tu sia d’accordo, no?

            • Sì, assolutamente – io credo un eccesso di ambizione associato a una progressiva perdita di lucidità. “Job” è un altro che ha una serie di premesse eccelenti, ma rimane irrisolto. Buona l’idea di omaggiare Cabell, ma Heinlein non ce la fa.
              Poi OK, era stato molto malato, aveva un tumore al cervello, posso capirlo. Però anche così, i libri restano deboli.

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