strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Animali nevrotici e dove trovarli

7 commenti

La versione breve

A Castelnuovo Belbo, ridente (ma cosa avrà poi da ridere?) località della Valle Belbo1.

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La versione lunga

Diciamo che poiché in questo paese la connessione a internet è una cosa che capita ad altri2, succede che normalmente dalle sei del pomeriggio fino a più o meno le undici di sera, collegarsi a Internet diventi pressocché impossibile.
Inviare una mail richiede una dozzina di tentativi, aggiornare il blog è improponibile, e Pinterest vi fa una bella pernacchia perché non ha abbastanza banda per visualizzare le immagini.
La cosa non è un grosso problema, a livello di comunità, visto che la parte attiva della popolazione a Castelnuovo ci viene solo per dormire, e gli hoi polloi trascorrono la loro vita in una beata inconsapevolezza, seduti fuori dal bar ad aspettare di morire.
Ma se voi siete persone che magari con internet ci lavorano, allora dovete lavorarci fra la mezzanotte e le sei del mattino.
Il che non è neanche male, a dirla tutta, perché se con internet ci lavorate, allora non lavorate certo con l’Italia (“trovati un lavoro vero”), e quindi lavorare di notte vi facilita con la questione fusi orari.
Oh, continuate a non poter inviare file più grandi di un mega, e anche così solo dopo aver sacrificato una gallina bianca, un sigaro e una bottiglia di rum a Baron Samedi ma ehi, volete mettere il piacere della vita in campagna, l’aria pura, il silenzio…

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Il silenzio viene rotto alle sette del mattino dalle campane della chiesa che suonano a martello per destare i bravi villici dal loro sonno ristoratore, e chiamarli al lavoro dei campi (o a sedere davanti al bar in attesa di morire).
A questo punto, i cani dei vicini si scatenano in un coro di latrati isterici, uggiolati inquietanti e ululati transilvani, che riecheggiano nell’ampio cortile vuoto del vicino, ininterrotti e insistenti, in risposta allo scampanio della parrocchia di San Rocco.
Per circa un’ora le due bestie danno voce a tutta la propria frustrazione canina finché esauste non si acquietano, giusto intempo perché le campane della chiesa diano otto sonori rintocchi, essendo, appunto, le otto.
Al che i due cani, nello scoprire che il loro avversario occulto ancora osa dar voce al proprio scampanio, ripartono con il loro delirio canino, e per l’ora successiva abbaiano, gemono e stridono, nella generale indifferenza della popolazione umana.
E succede così che l’orologio della chiesa batta le nove, e potete immaginare la furia oltraggiata delle due bestie, davanti all’indifferenza delle campane alle loro precedenti esternazioni – e via allora con un altro bel coro di uggiolii strascicati e patetici, latrati furiosi e ululati da spezzare il cuore a Jack London.
E così avanti – e se per vostra disgrazia avete lavorato fino alle cinque del mattino ed ora avete due occhiaie che vi arrivano fin sotto le ascelle e un mal di testa marca Black & Decker, ed è Pasqua, che diamine, e potreste dormire tutta la mattina, beh, alle dieci partono le campane a schiera per celebrare la fausta giornata, e i due cani del vicino si scatenano in un’orgia di latrati, guaiti e gagnolamenti sfusi, solo per subire lo sberleffo inammissibile, attorno alle undici, dello scampanio a schiera che annuncia la fine della messa.
E avanti così.

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Da mezzogiorno in avanti, per lo meno nei giorni feriali, le bestie si tacciono – probabilmente esauste e rassegnate.
Ma come diceva Rossella O’Hara, domani è un altro giorno.
E comunque, nel caso stanotte non dovessimo lavorare, e cercassimo di recuperare il sonno perduto3, dovremo ricordarci di aver cura di non andare in bagno dopo la mezzanotte, o al limite andarci al buio, e senza usare lo sciacquone, poiché la luce del bagno e il suono dello scarico suscitano nei cani nevrotici dei nostri vicini la stessa reazione delle campane.

E presto sarà estate, e terremo le finestre aperte contro il caldo…


  1. mi viene suggerito di inserire a questo punto una nota per specificare che questo è un post ironico – onde scongiurare la malaugurata eventualità che qualche compaesano lo scopra, surfando su internet, e per distrazione o stanchezza non colga l’ironia e si senta offeso per come descrivo la cittadina e i suoi abitanti. Non sia mai. 
  2. ma a che serve internet? Tanto tutti hanno quindici giga di traffico sul cellulare, no? 
  3. ma ahimé, per la fisiologia umana, la stanchezza è cumulativa, il sonno no. 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

7 thoughts on “Animali nevrotici e dove trovarli

  1. Cielo, non ti invidio nemmeno un po’!
    Mi verrebbe da augurarti buona Pasqua, ma temo che potresti realizzare il mio augurio solo in un mondo parallelo… ti auguro comunque di trascorrere una buona giornata, magari il tuo analogo di Terra 14 si godrà la Pasqua, fortunello lui.

  2. In quanto ai cani nevrotici, purtroppo esistono anche qui, e ogni volta mi chiedo come dei padroni possano permettere – o anche sopportare loro stessi – tutto ciò. Invece per il resto mi sembra che viviamo in due mondi diversi, non riesco a concepire come si possa stare praticamente senza connessione in un mondo che si vuole sempre connesso. Buon riposo se ci riesci…

    • Non lo concepisco neanch’io, a dire il vero – ma mi tocca, per lo meno per il momento.
      Ciò che trovo assolutamente incredibile, piuttosto, è che a nessuno qui attorno paia importare granché, della rete e della connettività.

  3. La vita bucolica è ampiamente sopravvalutata, ed il buon selvaggio sempre selvaggio rimane.

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