strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

42000 parole in 7 giorni: giorno 1

1 Commento

Si diceva, scrivere una storia di 42.000 parole in sette giorni.
Si può fare, non è impossibile, e 42.000 parole fanno un romanzo.
Non un fermaporte, ma un romanzo sì.

E al momento il primo giorno è passato, e le prime 3000 parole sono andate, e sono qui sul mio PC. Come minacciato in precedenza, ecco una piccola panoramica su come procede il levoro.

La struttura, l’abbiamo detto, è partire con 3000 parole, e ogni giorno aggiungerne 1000 al target: secondo giorno 4000, terzo giorno 5000, quarto giorno 6000, quinto giorno 7000, sesto giorno 8000, settimo giorno 9000 parole.
Totale 42.000 parole.

E se si scrive abbastanza bene, e si resta abbastanza a fuoco, non solo ci si riesce, ma poi si passa la palla ai beta reader e all’editor, intanto si prepara una copertina, e in capo a un mese si pubblica. Bello liscio.

E qui di seguito, un po’ di note sul mio metodo (o assenza del medesimo).

Equipaggiamento

Il mio PC a carbone, col video a pedali (il mio monitor ha tirato le cuoia prima del weekend).
Software di scrittura, Scrivener.
Artha a portata di mano come vocabolario.
Un po’ di libri, per consultazione veloce, ne parleremo, e un po’ di dischi – perché avere musica in cuffia serve ad eliminare le interferenze esterne.
Poi si spoegne Facebook e si parte.

Testi di consultazione

Selection_636Questa è una cosa veloce, perciò mi tengo a portata di mano la Encyclopedia of Greek & Roman Mythology e la Encyclopedia of Witches, Witchcraft & Wicca, entambi volumi pubblicati da Facts on File, l’ideale per fare un po’ di ricerca spicciola al volo se la rete salta e non si arriva a Wikipedia. The Templars: A Secret History pubblicato da Osprey è il terzo volume fondamentale.
Poiché sto scrivendo un folk horror/rural horror ambientato qui in Astigianistan, ho anche un paio di mappe e un paio di volumi sulla geografia e storia locale.

Procedimento

In Scrivener ho creato un fle per il progetto, e nel file ho creato otto documenti di testo, uno per ciascun giorno, più uno per citazione di apertura e dedica e altre cose così.
Scrivener permette di settare il target in numero di parole per ciascun documento, e quindi i documenti si chiamano “Day One”, “Day Two” eccetera, e hanno un target presettato di 3000, 4000 parole eccetera. Così, con un colpo d’occhio, saprò a che punto sono nella sessione di scrittura.

In questo caso non sto scrivendo con una outline precisa, ma solo con un personaggio principale (Rose, che è stata una musicista e ora vive fra le colline dell’Astigianistan cercando di scordare il passato), un’idea di base (esiste un culto dionisiaco che opera a Nizza Monferrato e dintorni), un paio di punti per cui so che la storia dovrà passare,e unamanciata di comprimari presi dalle storie di Buscafusco (perché qui non si buttavia niente). E un paio di liste di nomi di posti e di gente, da usare al volo per rimpolpare la narrazione.
Per il resto, sarà divertente vedere dove la storia andrà a parare mano a mano che la metto giù.

Questo, se vogliamo, è il vero elemento di sfida – lavorando con tempi stretti non posso buttare una settimana per decidere come finisce la storia. Bisogna pensare in corsa.

Scrivo prevalentemente nel tardo pomeriggio e di sera – perché le ore del giorno, quando la rete funziona meglio, le dedico ai lavori pagati, che sono indispensabili se vogliamo tenere le luci accese e il frigorifero almeno moderatamente equipaggiato.
E poi per questo tipo di scrittura, io funziono meglio di notte.

quote-at-night-when-the-objective-world-has-slunk-back-into-its-cavern-and-left-dreamers-to-h-p-lovecraft-38-68-81

Previsioni

Sulla base della mia esperienza, so che i primi tre giorni, da un punto di vista strettamente meccanico, non saranno un problema – e in effetti il primo non lo è stato: ho scritto 3300 parole in circa due ore. Senza stare a fare delle corse.

Il problema arriverà al quarto giorno, quando dovrò scrivere 6000 parole e al contempo mi troverò a circa un terzo della storia – quando i pezzi devono essere ormai tutti sulla scacchiera, e la strategia deve essere definita. Il quarto giorno dovrò sapere dove sta andando la mia storia, e come ci arriverà.

Kitchen egg timerGli ultimi tre giorni dovrebbero essere difficili principalmente a livello meccanico – saranno faticosi, e dovrò scrivere 7000, 8000 e 9000 parole rispettivamente, ma a quel punto dovrei sapere dove sto andando – e il finale si concentra nell’ultimo giorno, che è anche l’ultimo quarto della storia. Per l’ultimo giorno della corsa devo preventivare almeno cinque/sei ore di scrittura continuativa e veloce.
Ma sarà divertente – perché in fondo scrivere mi piace.
Credo sarà il momento di provare la tecnica dei writing sprint, e mettere al lavoro WorkRave.
Scrivere direttamente in inglese mi rallenta, ma d’altra partre quello è il mercato di riferimento.

Altre cose?
Niente di immediatamente utile.
Primo giorno andato – 3300 parole scritte.
L’avventura è appena cominciata.
Cosa saranno quelle strane luci fra gli alberi…?

Annunci

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

One thought on “42000 parole in 7 giorni: giorno 1

  1. Questo resoconto mi piace un sacco: a parte il fatto che fa venire voglia di scrivere, c’è sempre da imparare qualcosa, dai metodi di scrittura altrui. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...