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Sul ponte delle ombre

6 commenti

{39FBE9E3-26CD-4EAF-BC05-FC7D4F5A2A24}Img400Ci risiamo.
Ero assolutamente certo di aver recensito Lyrec di Gregory Frost, letto tanti anni fa, all’alba di questo blog.
E invece no.
Eppure io me lo ricordo quell’articolo.

OK, proviamo a fare un rapido riassunto: Lyrec e Borregad sono viaggiatori che si spostano da un universo all’altro, adattandosi di volta in volta alla nuova realtà. I due sono sulle tracce di Miradomon, che ha distrutto il loro mondo e ora sta bruciando una pista di realtà traumatizzate, correndo attraverso il multiverso.
Lyrec e Borregad cercano giustizia, forse vendetta. Lyrec cerca anche la sua amata, che Miradomon ha rapito, forse consumato.
E ora eccoli qui, alla fine della corsa – in un universo in cui Lyrec è un giovane aitante, in cui Borregad è un infastidito gatto che parla, e Miradomon è … dio.

Narrazione ingannevolmente semplice di una storia terribilmente complicata, Lyrec, romanzo del 19841, è la storia di un uomo che vuole vendicarsi di dio perché gli ha rapito la fidanzata.51ji172kNvL
Ma è molto meglio di così.
È anche il primo romanzo di Gregory Frost, un autore che ho riscoperto di recente leggendo Shadowbridge, romanzo del 2008. Che sarebbe poi il libro di cui volevo parlare.
E dico riscoperto perché è stata una cosa a tre stadi, del tipo
… ah, ma che bravo questo autore, ma che ha scritto d’altro …?
… ah, ma aspetta, è uno di quelli del collettivo di Liavek …!
… ah, ma è quello di Lyrec!

51Z3RnY3w8LShadowbridge è la prima parte di un dittico – in poche parole un romanzo in due parti – ambientato in un mondo che si chiama Shadowbridge.
Che potrebbe essere un mondo fantasy, o forse è un mondo fantascientifico soggetto alla Legge di Clarke.
Shadowbridge è un mondo dominato dall’oceano, sul quale poche isole servono da basamento per i piloni di sostegno di un labirintico sistema di ponti. Ogni tratto di ponte è una città, brulicante di vita, e con le sue tradizioni, òa sua cultura. I ponti non hannofine, e si può vagare da una campata all’altra per l’eternità.
Sui ponti si manifestano delle divinità, che elargiscono doni o maledizioni o saggezza a casaccio – o forse no, ma chi può dire quali siano i motivi delle divinità?

L’autore stesso ha descritto il mondo di Shadowbridge in questi termini:

A world that’s an accretion of all of our possible myths, fairy tale elements, folk tales, oral tradition, and even the glosses on those that you can pull from Shakespeare, Blake, Byron and Rosetti. The world considers itself eternal and infinite, only because no one knows how big it is. No one has sailed around it, and there are stories that you’d fall off if you tried.

In tutto questo, noi seguiamo Leodora, scappata di casa per intraprendere la stessa professione di suo padre, mai conosciuto, che faceva l’animatore e il narratore in un teatro delle ombre.
Il viaggio di Leodora è costellato di strani incontri, di curisi eventi, di nemici invisibili, di storie. Nasce esso stesso da un racconto, pubblicato a suo tempo su Asimov’s e candidato al premio Sturgeon.
Shadowbridge è un romanzo farcito di racconti, di divagazioni, di sogni, di soliloqui.  È il lavoro di una utore raffinato e che ama la complessità. Eppure ha una struttura perfettamente razionale, lo si può seguire con facilità, ed è scritto benissimo.
3082529831_702503bbed_oE ciò che rimane, giunti alla fine – a parte la stizza nel realizzare che la storia non finisce, ma ci toccherà acquistare Lord Tophet, il secondo volume, a otto euro – ciò che rimane è la meraviglia per il modo nel quale l’autore riesce ad arrotolare il lettore non solo nella storia, o nell’ambientazione, ma in tutto ciò che c’è di suggerito, di vagamente accennato, di impiantato nell’immaginazione del lettore per accrezione di dettagli “secondari”.
Che secondari non sono affatto.
È un po’ ciò che Gene Wolfe fa col Ciclo del Nuovo Sole, anche se più leggero, meno impegnativo, e limitato a due volumi di dimensioni decisamente gestibili.

Shadowbridge è un bel romanzo, ben scritto e meravigliosamente strutturato, popolato di personaggi affascinanti e di situazioni inaspettate, per cui OK, prima o poi quegli otto euro li spenderemo.
Per capire come vada a finire la storia di Leodora, ma anche per cercare di carpire il segreto della tecnica sopraffina di Frost. Autore di cui dovrò procurarmi altri titoli.

 


  1. e quindi risalente a quel famoso periodo di interregno fra in cui il fantasy non era ancora così strettamente codificato 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Sul ponte delle ombre

  1. Questo Lyrec mi ricorda Morgane della Cherryh, o mi sbaglio?

  2. Sembrano entrambe delle storie promettenti, soprattutto la prima (ho un debole per le storie di gente a zonzo per il multiverso). 🙂

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