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Raygun Gothic, chi era costui?

2 commenti

La categoria Raygun Gothic ha suscitato una certa curiosità, quindi ci faccio un post. Così, tanto per fare due chiacchiere – lo sapete che io a questa cosa delle etichette non è che ci creda troppo.
Questo è un testo scritto alla svelta, e senza pretese di esaustività.

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Raygun Gothic.
Il termine lo ha inventato William Gibson – e di solito, per il puro gusto di irritare i fanz del cyberpunk, mi diverto a dire che è la cosa migliore fatta da Gibson.
La definizione si trova in una storia di Gibson intitolata The Gernsback Continuum, e fa più o meno così…

Cohen introduced us and explained that Dialta was the prime mover behind the latest Barris-Watford project, an illustrated history of what she called “American Streamlined Modern.” Cohen called it “raygun Gothic.” Their working title was The Airstream Futuropolis: The Tomorrow That Never Was.

Io una volta lo chiamavo il futuro attraverso gli occhi di ieri (dal titolo di unprogetto ideato all’ultimo anno di liceo, e mai sviluppato).
Si tratta di una estetica, più che di un genere – viene di solito descritto come il look “fantascientifico” o “futuribile” degli anni che vanno da Metropolis di Fritz Lang a Star Trek, la serie originale.
Però anche Barbarella è affine al genere. E Mars Attacks.

spacerocketcoupleOra, naturalmente, se avete presente lo stile grafico (retro, decò, liberty), potete anche immaginare il tipo di storie…
Può essere space opera, può essere planetary romance, può essere “storia futura” di un certo genere.

Per gli amanti delle etichette, il raygun gothic ha degli elementi in comune con il dieselpunk e con l’atompunk, ma non ne condivide gli aspetti più “-punk” e pessimistici.
È un futuro ingenuo, ottimista e positivista.
È il futuro di Capitan Futuro, di Buck Rogers, di Flash Gordon.
Ma pensate anche a Giant Robo e a Cyborg 009, se amate anime e manga.
È il futuro delle astronavi a forma di supposta, dei caschi spaziali a vaschetta per pesci rossi, e delle pistole a raggi. Delle stazioni spaziali con le insegne al neon.
Gli alieni sono B.E.M. Le automobili levitano su piste sopraelevate.astronema_concept_by_yamaorce-d9r9pj7

Ma è anche meglio – perché essendo un sotto-genere della fantascienza è estremamente flessibile.
Perciò si può fare della fantascienza interessante e moderna usando comunque certe strutture e questa estetica.

Per chi fosse interessato, ci sono due eccellenti antologie che includono (anche) una bella selezione di storie affini al genere: Old Mars e Old Venus, edite da Gardner Dozois e George R.R. Martin.

E tanto per dire, e per spiegare da dove vanga il mio interesse per questo genere fin dai tempi del liceo, beh, potremmo anche dare la colpa a Donald Fagen, e non solo a Jack Williamson e Edmond Hamilton…

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Raygun Gothic, chi era costui?

  1. Lo sarebbe anche un film come “Gattaca”, secondo te? Quanto importante è la componente “raygun” (quindi avventurosa)?

    Comunque il fascino del futuro anteriore, del retrò futuristico è innegabile. Me ne resi conto per la prima volta molti anni fa, nel 2007 forse, quando parlando con un mio collega scoprii che usava “pine” per le email, perchè gli piaceva il fatto che fosse “vintage”, io avevo smesso di usarlo da qualche anno, ormai.
    E di conseguenza è giusto che ci sia della letteratura su questo tema 🙂

    PS: Ho apprezzato la “trollata” su Gibson 😀

    • Ricordo ancora le storie di Jerry Cornelius – scritte da Michael Moorcock a partire dagli anni ’60 – il cui protagonista non poteva accettare che esistesse una funzionalità separata da una estetica. Il bello deve essere utile, e viceversa.
      Un’idea presa da William Morris, nel caso specifico.
      Tutti i retrofuturismi – dallo steampunk in avanti – sposano questa idea di tecnologia estetica, o estetica tecnologica.
      È interessante.
      E trollare i fan di Gibson è come sparare sulal Croce Rossa 🙂

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