strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Quando i mondi si scontrano: Deepsix

4 commenti

Parlando di fantascienza hard, una delle poche certezze che mi rimangono è Jack McDevitt. Lunga gavetta, molti premi, due serie decisamente valide composte di romanzi che si possono leggere anche fuori ordine e anche come one-shot e funzionano comunque.

quote-embrace-your-life-find-what-it-is-that-you-love-and-pursue-it-with-all-your-soul-for-if-you-do-jack-mcdevitt-251979

Io di solito faccio in modo di avere un paio di suoi libri a portata di mano, nel periodo estivo, o comunque per i periodi di fiacca.
Scrive bene, fila come un diretto, e non manca mai di avere delle ottime idee.

Deepsix, del 2001, appartiene al cosiddetto Ciclo dell’Accademia, il secondo inordine cronologico.
L’Accademia è una organizzazione che, mentre l’umanità si espande lentamente fra le stelle, studia i pianeti che attorno a quelle stelle orbitano.
Geologia, ecologia, archeologia…
Diciannove anni or sono, su Deepsix, pianeta che da millenni attraversa una glaciazione, la missione preliminare dell’Accademia è stata un disastro – ci sono stati dei morti, si sono persino lasciati dietro una navetta pur di darsela a gambe.
Ora, Deepsix sta per essere coinvolto in un evento astronomico senza precedenti: sta per venire inghiottito da un gigante gassoso, un pianeta errante in rotta di collisione.
L’occasone è ghiotta: per la nave carica di scienziati pronti ad osservare l’evento e raccogliere dati, e per la nave carica di turisti che vogliono godersi lo spettacolo.
Ma poi, un’osservazione di routine rivela sulla superficie del pianeta dei resti di edifici, in parte occultati dai ghiacci. Viene perciò avviata una improvvisata spedizione di archeologia di guerriglia, per raccattare tutto il materiale possibile. Un vascello con a bordo il personale qualificato per l’operazione viene dirottato, viene imbastito un piano di lavoro.
E poi le cose cominciano ad andare storte.

337049Deepsix è un romanzo lungo (circa 600 pagine), con un cast vastissimo – e se è vero che il grosso dell’azione si concentra sui personaggi che si ritrovano naufraghi sul pianeta nel momento in cui un terremoto distrugge le loro navette, un buon 40% dell’azione si svolge in orbita, dove i comandanti e i passeggeri delle tre navi nel sistema (ai quali si aggiungerà una nave con una troupe di giornalisti “inciampati” sul più spettacolare scoop del millennio) devono inventarsi un modo per recuperare i naufraghi, senza più avere i mezzi per operare in atmosfera.

Tutti i personaggi del romanzo di McDevitt hanno una vita e degli scopi più o meno chiari, più o meno nobili. C’è chi deve recuperare degli artefatti, chi vuole riscattarsi da errori commessi due decenni prima, chi cerca l’avventura o la popolarità.
C’è chi si domanda se valga davvero la pena salvare una manciata di persone e perdersi la possibilità di studiare un fenomeno che non si ripeterà mai più.
Chi si domanda se in fondo una morte tragica non farebbe più ascolti di un salvataggio in extremis.

Jack McDevitt_2001_DeepsixE se questo non bastasse, McDevitt aggiunge alla miscela anche i misteri del pianeta Deepsix, i resti misteriosi del popolo che lo ha abitato.
E poi la flora e la fauna, e i fenomeni astronomici e planetari anomali causati dal progressivo avvicinarsi del gigante gassoso (noto come “Morgan’s Planet”, dal nome del suo scopritore, ma ben presto ribattezzato “Jerry” da coloro che se lo vedono arrivare addosso senza via di scampo).

È in gamba, Jack McDevitt, e conosce abbastanza astrofisica e abbastanza archeologia da rendere credibile la scienza nel suo romanzo – credibile e solida.
È inoltre capace di scrivere romanzi nei quali – eccezion fatta per forse uno o due elementi esecrabili – ipersonaggi non sono nettamente divisi in buoni e cattivi. Anzi, in generale vengono rappresentati come persone di coscienza (ancora una volta, con le debite eccezioni), coinvolti in situazioni che richiedono a quella coscienza di flettere i muscoli.
Meravigliosamente libero dalle trapopole dell’idiot plot, McDevitt mostra persone capaci di collaborare e di confrontarsi, di infrangere le regole non solo per convenienza ma anche per risolvere dei problemi reali.
È diretto, ottimista, fiducioso nel potere della scienza di risolvere i problemi, e non si sognerebbe mai di strizzare l’occhio al lettore con facili giochini.

Ecco, Jack McDevitt non solo ci dimostra che la fantascienza sta bene e vi saluta tutti, ma anche che si può fare della solida space opera avventurosa mantenendo un livello di coerenza scientifica molto elevato, e presentando personaggi che sono persone e non sagome di cartone.
Non è un gioco facile, ma lui ci riesce.

Annunci

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Quando i mondi si scontrano: Deepsix

  1. Ecco, un’altra saga da recuperare 😀

  2. Ultimamente ci stai viziando con suggerimenti su libri di fantascienza. Di McDevitt avevo comprato “thunderbird”, che devo però ancora leggere, ma penso che prenderò anche questo, archiviandolo nel mio ebook reader. Meglio abbondare che deficere.
    Grazie.

    • McDevitt è una sicurezza – come dicevo, io ho sempre un paio di suoi libri di scorta. E ha scritto talmente tanto che c’è sempre qualcosa da recuiperare (e spesso cisono delle ottime promozioni – come i primi tre romanzi delal serie di Alex Benedict in bundle).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...