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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Blogtour: Rondini d’Inverno

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19987350_1787667934582807_1343908926_nstrategie evolutive partecipa al blog tour per il lancio del nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni, Rondini d’Inverno una nuova avventura del Commissario Ricciardi.
La serie, che condisce il poliziesco con una punta di sovrannaturale, ha esordito nel 2006, e con questo romanzo Maurizio de Giovanni doppiano la boa dei dieci anni con un nuovo romanzo ambientato negli anni ’30, a Napoli.

Il tour è articolato in sei tappe, delle quali questa è la terza:

  1. 10 luglio Recensione – [The Mad Otter]
  2. 11 luglio Intervista – [Liberi di scrivereLiberi di scrivere]
  3. 12 luglio Gli abiti del tempo – [Strategie evolutive]
  4. 13 luglio Cibi e bevande e cucina tipica napoletana (cilentana) [Livingamongthebookspage]
  5. 14 luglio Dreamcast – [Milioni di particelle]
  6. 15 luglio Profilo personaggi – [Contorni di noir]

E per questa tappa del blog tour daremo un’occhiata an elemento tanto impalpabile quanto indispensabile quando cerchiamo di immaginare un’altra epoca – l’abbigliamento, la moda, lo stile dell’epoca.
Lo stesso personaggio di Ricciardi, facoltoso e attento all’abbigliamento, ha nell’immagine uno dei suoi tratti distintivi. E poi l’azione si svolge a Napoli, e a Napoli l’eleganza ha sempre avuto una sua importanza, anche nei momenti meno piacevoli.

‘Or give me a new Muse with stockings and suspenders
And a smile like a cat
With false eyelashes and finger-nails of carmine
And dressed by Schiaparelli, with a pill-box hat.’
(Louis MacNeice, Autumn Journal, stanza XV, 1939.)

Gli anni ’30 sono stati definiti The Age of Style.
Passata l’epoca delle minigonne degli anni ’20 con la crisi del ’29, questi sono gli anni delle feste da ballo e delle signore in lungo, delle clips di strass per accentuare la figura femminile, dei tailleur e delle giacche da uomo e dei pantaloni, di gentiluomini in doprabito e con il cappello, ma quando si parla di moda e di abbigliamento in Italia, esiste una sorta di contrapposizione, per ciò che riguarda la moda.
Da una parte, alla voce “moda italiana negli anni ’30” c’è Elsa Schiaparelli.
Di famiglia nobile, nipote dello Schiaparelli famoso per i Canali di Marte, Elsa Schiaparelli fu una rivale, probabilmente l’unica, di Coco Chanel, e collaborò per le proprie creazioni con Salvador Dalì e Jean Cocteau.

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Se non per altro, la potreste ricordare per il cappellino-scarpa che fece furore fra le signore eleganti nella stagione 1937, creato proprio in collaborazione con Dalì.
L’unico problema, naturalmente, è che l’italianissima Schiaparelli, detta Schiap lavorò prevalentemente a Parigi e a New York.

Sul versante opposto, la parola-chiave per l’abbigliamento e l’eleganza (o mancanza della medesima) negli anni ’30 in Italia è autarchia – e in un’epoca in cui i tessuti inglesi venivano considerati i migliori al mondo, la politica protezionistica del Regime fece sì che la produzione italiana prendesse una strada diversa.
Simbolo di questa politica è l’orbace, panno di lana prodotto tipico della Sardegna, passato alla storia come sinonimo di uniforme fascista – erano di orbace le uniformi delle camicie nere.
E poi altre meraviglie – le scarpe con le suole di sughero, il cartone al posto del cuoio in borse e accessori, i bottoni di vetro o di legno.

In generale, le privazioni imposte dal regime incisero più sulla qualità dei materiali che sul design degli abiti – le sartorie impararono a studiare i modelli che andavano per la maggiore all’estero, e ad emularli con materiali autarchici.
Di seguito un po’ di fotografie di quest’epoca di uomini imbrillantinati (come Ricciardi, che non usa il cappello, in aperta violazione di una regola di stile dell’epoca) e donne dagli abiti improbabili.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Blogtour: Rondini d’Inverno

  1. Pingback: :: Blogtour – Rondini d’ inverno. Sipario per il commissario Ricciardi, Maurizio de Giovanni (Einaudi, 2017) – seconda tappa | Liberi di scrivere

  2. E’ molto bella anche la tua tappa. I vestiti che hai scelto sono molto belli e s’intonano perfettamente con la storia.

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