strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Un post obbligato

13 commenti

Ci sono post obbligati.
Ieri se ne sono andati George A. Romero e Martin Landau e la Beeb ha annunciato che il tredicesimo dottore avrà degli organi sessuali interni anziché esterni.
Ieri i nerd hanno avuto una giornata campale, un misto di battute sugli zombie e sul ritorno di Romero dalla tomba, di lacrime per l’uomo che fu Bela Lugosi in Ed Wood, e deliri psicosessuali sulla natura dei Signori del Tempo e dove andremo a finire, signora mia, ma anche evviva evviva finalmente era ora.

Io di certe cose preferirei non parlare, però no.
Parliamone.

season-of-the-witch-paiNon posso dirmi un fan di George A. Romero.
Credo di aver visto tutti i suoi film, a cominciare da quel Season of the Witch che non sapevo fosse suo, e resta forse la sua cosa che preferisco.
Quello, e Dennis Hopper in Land of the Dead.
Ma non sono mai stato un fan. E tuttavia Romero ha in maniera tanto prepotente e radicale inciso su un certo genere di cinema e su un certo modo di fare film, che non lo si poteva ignorare.
E certo, l’horror era politico anche prima di Dawn of the Dead, l’horror è sempre politico, ma Romero fu probabilmente il primo a sbatterlo in faccia alla critica e al pubblico – un pubblico che spesso voleva solo pop corn e cheap thrills.
Questo film è politico sembra dire ogni inquadratura di Dawn of the Dead, o di Season of the Witch.
Questo film è politico e non c’è niente che ci possiate fare.
Nonostante le battutine sul fatto che poi tornerà dalla tomba, Romero, ah ah ah.

landau-tv-seriesIo con Spazio 1999 ci sono cresciuto.
Ci sono episodi e brani di dialogo che ricordo a memoria, era uno degli argomenti dei quali si discuteva, a scuola, nell’intervallo, coi miei compagni di classe. Eravamo alle elementari. Spazio 1999 era strano e spesso inquietante, e non era una serie per ragazzi, e questo era qualcosa che potevamo apprezzare.
Star Trek non era ancora arrivato, qui da noi, e per noi sarebbe sempre stato il secondo classificato1.
Martin Landau è stato un eccellente caratterista – compagno di scuola di Steve McQueen, amico sia di James Dean che proprio di Dennis Hopper citato qui sopra – ma valutarne le doti di attore non compete al sottoscritto.
Fu una presenza fissa della mia infanzia e prima adolescenza – in Spazio 1999,  in Mission: Impossible,  e in un piccolo gioiello dimenticato che è “The Man that was never born”, da The Outer Limits.

Il Tredicesimo Dottore è una donna.
Ecchisenefrega sarebbe bello. In fondo, come alcuni hanno fatto notare, la grande notizia si riduce alla fine a “attrice ottiene parte” – sai che brivido.
E tuttavia un sano ecchisenefrega ci viene negato – bisogna essere pro o contro.
Ora, naturalmente la scelta di un dottore donna da parte della BBC non è politica – nel senso delle scelte di Romero, per dire – ma semplicemente marketing. Negarlo significa essere dei romantici, o in malafede.
La presenza di una donnanel ruolo del Dottore non è una cospirazione da parte della Beeb per attentare al cromosoma Y degli spettatori né, io temo, riscriverà radicalmente la storia di un fandom che – negli ultimi anni – ho visto diventare spiacevolmente e platealmente adolescenziale e sessista, ma anche molto abile a razionalizzare i propri difetti.

jodie_doctor_who

Ciò che conterà, alla fine, sarà la qualità delle storie – un dettaglio che molti là fuori spesso scordano, perché la qualità è diventata per tanti, per troppi, secondaria rispetto all’immagine.
Alla loro immagine, non a quella della storia.
Avete presente quelli che vi dicono che questo film è così brutto che è bello? Ecco, cose così vi dicono di più del vostro interlocutore che non dell’opera in discussione.

Resta il fatto che i simboli sono importanti, anche i simboli plateali e un po’ fasulli, anche i gesti retorici motivati da scelte commerciali.
Perché la fantascienza – che è anche, ovviamente, una narrativa motivata commercialmente – è sempre stata farcita di personaggi femminili meravigliosi. Ha sempre avuto straordinarie autrici. Ci ha sempre offerto sfide al nostro modo di pensare.
Sarebbe bello se il Tredicesimo Dottore riuscisse a trascinare un po’ di coloro che si autodefiniscono #nerd fuori dalla loro adolescenza forzata. Non credo che ci si trovino troppo bene. Fingere costantemente è stressante.
E tuttavia se non ci è riuscito Joss Whedon, se non ci sono riusciti decenni di romanzi e racconti, se non ci stanno riuscendo Sense8 e The Expanse, dubito che il Tredicesimo Dottore farà la differenza.
Ma chi lo sa, non mettiamo limiti alla provvidenza.

 


  1. o il terzo, considerando UFO
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Un post obbligato

  1. Sense8 ha rischiato di terminare senza un finale e non credo che senza l’intervento di una fan base numericamente non enorme, ma comunque solida, Netflix avrebbe preso in considerazione l’idea di dare alla serie almeno una conclusione.
    The Expanse forse non avrà una terza stagione perché ha ascolti limitati.
    Purtroppo, da quando abbiamo vinto, succedono queste cose e il DW è uno degli show di fantascienza più popolari sulla faccia della terra.
    Vuoi per il calo di ascolti, vuoi perché era comunque ora di dargli una riverniciata (11 stagioni sono tante, tantissime. Credo che, se si escludono le soap opera, sia una delle serie più longeve della storia della televisione), vuoi per questioni di mera opportunità “politica”, il fatto che ci sia una donna a interpretare il personaggio è una svolta importante.
    Non so, forse qualche bambina comincerà a guardare la serie da questa stagione e se ne innamorerà. Vediamo che succede e speriamo che sia scritta con criterio maggiore rispetto alle ultime stagioni.

  2. Un Dottore donna? È una voce che gira da un po’, alla fine hanno deciso di farlo?
    Ti dirò, è pure canon: un paio di signori del tempo hanno cambiato sesso tra una rigenerazione e l’altra, le falle logiche di Doctor Who sono ben altre, ma spesso gliele si perdona come si fa con lo zio anzianotto e svitato che racconta storielle sconce davanti ai parenti più bigotti… è fatto così!

    Per il resto: morto Romero. Non me l’aspettavo, non vado matto per gli zombie, ma ha fatto alcuni bei film, la sua regia non era anonima affatto. Mi spiace.
    E non sapevo di Landau, mi spiace anche per lui, anche se ho visto poco di Spazio…

  3. Di Romero ricordo soprattutto il contributo “storico”, nel senso che è una di quelle persone a cui attribuisco il merito di aver sdoganato i temi horror al grande pubblico. Non sono in grado di fare valutazioni artistiche o tecniche sul suo operato, cosa che lascio volentieri a chi davvero lo sa fare (Lucia?).
    Il fandom della fantascienza è regredito in maniera abominevole da parecchi anni a questa parte, con tutte le conseguenze del caso. Tra crisi di arteriosclerosi dei più avanti con gli anni, crisi di mezz’età di altri fan e assoluta mancanza di cultura dei più giovani il panorama è gramo. Il nuovo show runner del Dottore avrà il suo bel da fare, anche perché l’attuale serie è quella con i peggiori dati di ascolto recenti (malgrado la presenza amatissima di Capaldi).
    Invito chi non lo avesse fatto alla visione di Broadchurch, giusto per capire il genere di show che è stato capace di mettere assieme Chibnall senza grandi capitali. Così potranno farsi un’idea delle capacità espressive del nuovo dottore e fare ciao a tanti vecchi amici già visti nelle prossimità della cabina blu.

    • Non ho mai visto Broadchurch, ma non dubito della qualità, vista la provenienza.
      Per il resto, lo stato del fandom mi preoccupa, e mi preoccupa molto – ma loro dicono di essere felici così 😛

  4. Non sono un gran fan di Romero, non particolarmente almeno. In più non mi erano piaciute le sue ultime interviste in cui si lamentava che nessuno gli finanziasse film di zombi, anche se – col senno di poi – forse il suo pessimismo era dettato da altri eventi. Ovviamente mi spiace..

    Invece di Sense8 ne avevi parlato già? Mi gira continuamente come suggerimento sulla prima pagina di netflix, che sia il caso che mi pieghi alle AI e inizi a guardarlo? 😀

    • Sense8 vale la pena dal poco che ho potuto vedere – non me ne sono occupato granché per i troppi impegni e per il fatto che stavo “curando” The Expanse.
      Appena riuscirò a metterci le mani, sarò ben felice di farci un post.
      Ma tutte le premesse sembrano indicare che si tratti di un prodotto straordinariamente buono.

  5. Sense8 è il miglior telefilm che io abbia visto da molti anni a questa parte, se posso dire!

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