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Bisogna pur avere un hobby – Lord Peter Wimsey

10 commenti

Ma davvero non vi ho mai parlato di Lord Peter Wimsey?
Ho rigirato il blog in lungo e in largo e no, non ve ne ho mai parlato.
Eppure l’ho rivisto poche sere fa, in tre belle miniserie prodotte nel secolo scorso dalla BBC, ed è stato come ritrovare un vecchio amico.
Scoprii i romanzi di Dorothy L. Sayers su Lord Peter Wimsey da qualche parte nel 1990, e quei libri (che sono qui da qualche parte, in una cassa nel sottoscala) sono una parte importante di ciò che sono.
Mi hanno salvato la vita – letteralmente – e sono affezionato tanto a Dorothy Sayers che a Lord Peter.
Perciò, è davvero strano che non ve ne abbia mai parlato.

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Ma ci si pone rapidamente rimedio.
O forse non così rapidamente: questo sarà un post lungo.

armsFiglio cadetto di una famiglia del’aristocrazia inglese, Peter Death Bredon Wimsey è ben avviato per una carriera accademica – perché bisogna pur avere un hobby – in quel di Oxford. Ha anche una fidanzata, bella e intelligente. Poi scoppia la Grande Guerra, e Peter parte per il fronte – non prima di aver sciolto il fidanzamento, per evitare di lasciare una vedova bianca in caso di decesso o, peggio, di vincolare la ragazza e poi magari tornare storpio o mutilato.
Wimsey se la cava bene al fronte – è sveglio, sufficientemente pragmatico, e benvoluto dai suoi uomini. Riceve anche una decorazione e una licenza premio.
È durante a licenza che Peter scopre che la sua ex fidanzata si è sposata – un capitano di fanteria, un individuo rozzo e volgare, che lei ha conosciuto mentre serviva come infermiera in un ospedale militare. Pare evidente (ma mai esplicitato) che la fanciulla si sia concessa ben prima delle nozze. Wimsey è interdetto (diciamo così), ma si sente dire che dopotutto è stato lui a voler rompere il fidanzamento.
Wimsey torna al fronte con l’idea di farsi ammazzare alla prima occasione. Ma non ci riesce, e arriva vivo alla fine del conflitto. Ciò che torna in patria tuttavia è un relitto umano, devastato da quello che si chiama “shell shock”, tormentato dai sensi di colpa per le morti che ha causato e gli orrori diu cui è stato testimone in prima linea, coi nervi in briciole. Una sorta di bestia smagrita che vive al buio nel proprio appartamento di Mayfair, suonando il pianoforte a ore improbabili.

Due eventi rimetteranno in carreggiata Peter Wimsey.
Il primo, la comparsa sulla scena di Bunter, il suo vecchio sergente, pronto a riciclarsi come maggiordomo e a ripulire e raddrizzare il suo ex comandante.
Il secondo, un omicidio, che la polizia non riesce a risolvere, ma Wimsey sgarbuglia in poche ore.
Perché bisogna pur avere un hobby1.

I romanzi di Dorothy L. Sayers coprono la carriera… pardon, l’hobby di Peter Wimsey, dal secondo caso in avanti. Tutto quel che vi ho raccontato fin qui è background, è una collezione di fatti risaputi dei quali si spettegola alle spalle di quello che viene chiamato dalla stampa “lo Sherlock Holmes dei quartieri alti”.
La voce che gira, il pettegolezzo, lo scandalo, sono sempre a un passo di distanza, gravano sulle storie di Lord Peter come una nebbia impalpabile.

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Riemerso dalle tenebre della depressione e della follia, Wimsey si reinventa in un ruolo di “upper class twit” – sciocco, superficiale, perennemente distratto, facile alla battuta e alla citazione, troppo colto, troppo distaccato. Elegante, porta il monocolo.
“Ho una faccia da idiota,” dice spesso di sé “e questo è il mio migior vantaggio.”
Perché Wimsey non è sciocco, non è superficiale, non è distratto, e soprattutto non è un idiota. E il monocolo è finto.
È ricco, ha dalla sua il potere dell’aristocrazia, può contare su un buon numero di alleati – inclusa un’agenzia diimpiego per sole zitelle che in caso di necessità può usare come spie, perché le zitelle sono, di fatto, invisibili.

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Nonostante lo stile molto accessibile, e l’umorismo frequente, i romanzi della Sayers hanno una serie di doppi-fondi.
L’indagine si rivolge spesso alla struttura sociale inglese – c’è satira tagliente, c’è un’osservazione acutissima dei tanti microcosmi dell’Inghilterra fra le due guerre.
Ma non solo – spesso il romanzo non si chiude con la soluzione dell’omicidio, ma si estende ancora per un capitolo, nel quale Wimsey si interroga se sia moralmente accettabile mandare gente alla forca per hobby, e attende suonando ossessivamente il pianoforte l’ora in cui il boia compirà il proprio dovere.

RO60120383La serie di Wimsey si divide informalmente in due parti – prima e dopo Harriet Vane.
O meglio, con e senza Harriet Vane.
In Strong Poison (1930) Harriet Vane è una giallista accusata di aver ucciso l’uomo che l’ha sedotta (ma è più complicato di così – ci arriveremo) – Wimsey si interessa al caso, si innamora di lei, e si impegna per salvarla dal patibolo, perché altrimenti sarebbe impossibile sposarla.

Harriet Vane è stata definita una “Marie Sue” – l’autrice che scrive se stessa nella storia per incontrare il proprio protagonista. Ma è più complicato di così.

Toucan_1935Dorothy Leigh Sayers, giallista, poeta, autrice teatrale, saggista, la donna che tradusse La Divina Commedia in inglese (la migliore, se dobbiamo credere a Umberto Eco), l’autrice del saggio Are Women Human? e che creò la pubblicità della Guinnes col tucano, fu amica di Tolkien e di Lewis, avendo studiato lingue mederne ed antiche.
E sia a Lewis che a Tolkien fece leggere, la Sayers, le sue priome storie di Wimsey.
A Tolkien si arruffarono le penne e borbottò qualcosa attorno alla pipa, mentre Lewis la liquidò dicendole che lui non se ne intendeva di polizieschi, e quindi via.
Ma non è questa la parte complicata.

i-1490La parte complicata è che Dorothy L. Sayers, fervente cattolica, si innamorò perdutamente di un collega autore vocalmente ateo e sostenitore dell’estrema destra e del libero amore, il quale impose alla povera ragazza una “prova” – se era vero amore, le disse il tale, allora avrebbe dovuto rinunciare a tutte le sue ipocrite pretese religiose, e diventare la sua amante. Niente matrimoni o altri orpelli borghesi per i veri artisti.
E la Sayers finì per capitolare, diventando l’amante del poeta – che a questo punto le propose di sposarlo, e quando lei trasecolò e gli disse di farsi un giro, lui sposò un’altra.

Che è la premessa di Strong Poison – Harriet Vane attraversa tutta la stessa identica trafila, e il suo ex amante finisce all’obitorio, imbottito di arsenico.
Dorothy Leigh Sayers immaginò di uccidere il proprio ex amante.
E poi ci scrisse un libro – che rimane ad oggi IL romanzo sull’avvelenamento da arsenico.

51nV1z-uvsL._SX331_BO1,204,203,200_Alla fine di Strong Poison Harriet Vane dà picche a Wimsey: non vuole essere ricattata da un altro amante.
Perciò parte per una lunga vacanza sulla costa del Devon – dove inciampa, letteralmente, su un cadavere (Have his carcase, 1932). Ne parlano i giornali. Arriva sulla scena Lord Peter Wimsey.
Perché bisogna pur avere un hobby.

Quello che rischierebbe di diventare un brutto caso di stalkeraggio si trasforma in una indagine a due, zeppa di scambi di battute intelligentissime e di reciproci assist mentre Wimsey e Vane indagano su un omicidio “impossibile”. Risolto il quale, Harriet dà nuovamente picche a Peter.

Janssen_Dynamic Duo_ Gaudy Night SayersSarà necessario aspettare il 1935, e Gaudy Night perché i due tornino ad incontrarsi.
Il romanzo ha un sottotitolo lungo e beffardo: “un romanzo – non privo di investigazioni – in cui Lord Peter interpreta il ruolo principale”.
E per fortuna che la copertina ci rassicura, perché per il primo terzo buono Lord Peter non si vede.
Gaudy Night è una strana faccenda – è forse più un romanzo filosofico che un romanzo poliziesco, ed è certamente più una storia romantica che un poliziesco. È certamente anche una lunga riflessione sull’apertura delle università alle studentesse.
Si tratta anche di un poliziesco senza omicidi – il crimine in questo caso è la tortura psicologica. Il mobbing, diremmo oggi.

132676Alla fine di Gaudy Night, Harriet Vane decide di sposare Lord Peter Wimsey.
Perché bisogna pur avere un hobby.

Inspiegabilmente – per lo meno per me – meno popolare e conosciuta della Christie, Dorothy Leigh Sayers scriveva polizieschi con dei secondi fini, ed aveva una mano meravigliosa.
Delle avventure di Wimsey in solitaria, Five Red Herrings è certamente uno dei meccanismi polizieschi meglio costruiti dell’epoca d’oro del giallo all’inglese – peccato che metà dei dialoghi siano scritti in dialetto scozzese. The Nine Taylors gli si avvicina per qualità e divertimento.
ninetailorsI quattro romanzi in cui compare anche Harriet (i tre già citati più Busman’s Honeymoon, che si svolge durante il viaggio di nozze dei Wimsey) sono tutti eccellenti ma descrivono anche una strana traiettoria, in cui l’intreccio poliziesco (sempre solidissimo) passa progressivamente in secondo piano perché l’autrice, è evidente, è più interessata ad altro: i rapporti di potere all’interno della coppia, il ruolo della donna nella società degli anni ’30, l’istruzione, la filosofia, la politica.
C’è anche un romanzo postumo, Tallboys – in cui compaiono i figli della coppia.

E nonostante l’eccentricità di fondo, e il loro rompere in maniera quasi occulta con la tradizione del cozy britannico, sono libri estremamente consigliati – e sono anche usciti in Italia (c’è un omnibus delle storie di Harriet Vane, ingannevolmente intitolato Indagini Romantiche), per quanto forse in traduzione il ritmo e la verve dei dialoghi vadano un po’ perduti.
Esistono anche una quantità di produzioni della BBC – che potete trovare agevolmente su Youtube – e un flm degli anni ’40 che non è brutto, ma c’entra poco col romanzo da cui è tratto (proprio Busman’s Honeymoon).

E ora scopro che la serie è stata proseguita da un altro autore – operazione discutibile, ma prima o poi dovrò dare un’occhiata. Io sono molto legato, a Lord Peter Death Bredon Wimsey, come dicevo: era lì quando ne ho avuto bisogno, e mi ha salvato la vita.
Sono cose che non si dimenticano.

Ah, già, dimenticavo – ne La Semplice Arte del Delitto, Raymond Chandler parla malissimo di Dorothy L. Sayers. La taccia di implausibilità nelle trame e personaggi irrealistici. Ma certo, lui scriveva romanzi in cui un uomo con le mani ammanettate dietro la schiena può estrarre una pistola e uccidere due persone.


  1. Wimsey di fatto ha altri due hobby: colleziona incunaboli e suona e compone per il pianoforte. 
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “Bisogna pur avere un hobby – Lord Peter Wimsey

  1. Riusciremo a vedere Gaudy Night pubblicato in Italia?

    • Io credo facesse parte di quel vecchio omnibus Mondadori – e credo anche che sia uscito solo lì… mentre ad esempio Strong Poison uscì anche come titolo a sé stante.
      Ora faccio qualche indagine.

    • :O
      Follia!
      Da quel che leggo, il volumone Mondadori “Indagini Romantiche” contiene solo “Strong Poison” e “Busman’s Honeymoon” – il primo e l’ultimo die quattro romanzi con Harriet Vane!
      Non ho parole.

  2. La voglio…Ma non so se riuscirò a leggerla in inglese. Grazie, Davide. Riesci sempre a farmi venire pensieri dispendiosi e faticosi….

  3. Tutta colpa di Raymond Chandler! Mai letta la Sayers. Ma per colpa di Derek Raymond non stavo neanche per leggere la Christie. Insomma mai fermarsi all’opinione di uno scrittore, anche se lo si ama, quando dice peste e corna di un collega. Nella mia caverna di Ali Babà, che è poi la mia libreria ci deve essere per forza qualcosa, vado in missione!

  4. Allora, se vi fate un giro su
    http://fadedpage.com/csearch.php?author=Sayers%2C%20Dorothy%20L.
    potete trovere parecchia robba, molto molto interessante.
    Naturalmente in inglese…

    Pace profonda nell’onda che corre

    • Ho provato a seguire il link, e mi porta ad una pagina bianca.
      Inoltre io di solito non permetto l’inserimento di link nei commenti – questo è un primo avviso, i prossimicommenti con link non verranno approvati.

      • Sono rammaricato. Pensavo di fare cosa buona e giusta. Quindi scusami, la prossima volta (appena la TIM mi restituisce un collegamento da paese civile) ti spedisco gli eventuali link di servizio in separata sede, così da pubblicarli eventualmente nei tuoi articoli.

        Pace profonda nell’onda che corre (col capo cosparso di cenere).

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