strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

The Osiris Child

6 commenti

La prima cosa che mi è tornata in mente, arrivato in fondo a The Osiris Child, pellicola australiana del 2016, è stata Pitch Black, il film del 2000 con Vin Diesel – buona space opera, fatta con pochi soldi e tanta inventiva, e con un cast di attori tanto validi quanto sconosciuti.
Una storia semplice ma che acchiappa, e bell’e pronta per un sequel o due.

The-Osiris-Child-Poster

Di cosa stiamo parlando…
Per colonizzare e terraformare i pianeti sui quali l’umanità si sta espandendo, vengono usati i criminali, deportati a forza e costretti a vivere in condizioni orribili.
Su Osiris però le cose sono ancora più complicate: l’azienda che gestisce gli impianti carcerari sta facendo esperimenti sui prigionieri, per sviluppare una bioarma progettata per “assimilare o sterminare” eventuali alieni ostili sui quali l’umanità in espansione potrebbe inciampare.
È illegale, naturalmente, ma l’azienda e i suoi dirigenti non se ne preoccupano.
Poi una rivolta in un carcere, la fuga delle bestie sperimentali, e la decisione dell’azienda di sterilizzare il pianeta facendo collassare ed esplodere una centrale termonucleare, in modo da far sparire ogni prova.

Il film si svolge nelle 24 ore successive all’attivazione del protocollo d’emergenza.
Il tenente Kane Sommerville (daniel McPherson) ruba un caccia e tenta di raggiungere la città dove si trova sua figlia Indiana (Teagan Croft). Il piano: trarla in salvo dall’orda di mostri dilagante, e rintanarsi in un bunker dove sopravvivere all’esplosione.
A Kane si aggrega Sy Lombrok (Kellan Luz), un deportato ed ex medico condannato per omicidio, uno degli artefici della rivolta, e successivamente Gyp (Isabelle Lucas, imbruttita oltre ogni immaginazione) e Bill (Luke Ford), due sbandati che posseggono un mezzo di trasporto funzionante.

La storia è tutta qui.
Si assembla la squadra, si percorre una distanza da A a B, si recupera la ragazzina, ci si sposta in C, nel bunker.

Il regista e produttore Shane “Silverback” Abbess, già noto – ad alcuni – per Infini del 2015 – sceglie di raccontare la sua storia per capitoli fuori sequenza dal punto di vista temporale, in una serie di flashback che ci rivelano poco a poco cosa stia accadendo, come i diversi personaggi siano implicati.

Cast

Il meccanismo funziona.
Il film è visivamente splendido, girato per la maggior parte delle scene nell’Outback australiano, usando paesaggi reali molto più alieni e inquietanti di molta CGI vista di recente.
Il cast di volti sconosciuti si presta allo stesso effetto che si era già visto in Pitch Black: non sappiamo chi sarà il prossimo a morire, non sappiamo chi è il buono e chi è il cattivo. Sappiamo (perché l’abbiamo visto accadere migliaia di volte in altri film) cosa succederà, ma non come, e a chi.

The-Osiris-Child-R-6

E poi ci sono i mostri, sufficientemente inquietanti ed al contempo insoliti.
E uno dei migliori combattimenti aerei fantascientifici visti finora.
E dei paesaggi meravigliosi, fra miniere abbandonate (davvero) nel deserto australiano, e città futuristiche tratteggiate con rapidità e classe.

infini_20Poi sì, OK, possiamo essere blasé e dire che è la solita storia, l’abbiamo vista mille volte con ogni genere di creatura, dagli alieni di Giger agli zombie e ritorno.
Ma non importa.
Con The Osiris Child Abbess ha costruito uno spettacolo che è superiore alla somma delle sue parti, e garantisce un’ora e quaranta di intrattenimento intelligente.
Il fatto che venga dedicato più tempo a costruire la premessa che non a mettere in scena i soliti babau da film di mostri è particolarmente apprezzabile – la scena del salvataggio di Indiana è in fondo breve ed economica, con una bella tensione concetrata in cinque minuti scarsi.
Il resto è worlbuilding, è costruzione dei personaggi, è mostrare scorci di un mondo in cui è bello immaginare altre storie.

E The Osiris Child promette dei sequel.
Il sottotitolo del film è infatti Science Fiction Volume One.

Attendiamo con curiosità i volumi successivi.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “The Osiris Child

  1. Moooolto interessante! Voglio vederlo. Come lo posso trovare?

  2. Sembra molto interessante, grazie, lo cercherò, anche se non è sui servizi di streaming di cui mi avvalgo. Adesso c’è fresca fresca la seconda stagione di “The Expanse” su netflix, su cui dovrò concentrarmi, ma sicuramente questo è in coda 🙂

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