strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Come muoiono gli eroi

9 commenti

E così Cassini, raggiunta la velocità di 140.000 chilometri all’ora, è sprofondata nelle nubi di Saturno.
Il gran finale era stato pianificato da anni – da quando Cassini aveva cominciato ad esaurire il carburante.
Alcuni di noi stanno seguendo/hanno seguito le ultime fasi della vita della sonda in diretta, attraverso il sito della NASA.
Le comunicazioni interrotte, la sonda Cassini svolgerà il suo ultimo incarico con gli effetti della sua distruzione, che verranno osservati dalla terra ed utilizzati per ampliare le nostre conoscenze su Saturno.

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Ed ora immagino che ci siano persone, là fuori, che faticano a capire come ci si possa entusiasmare, e commuovere, per le fasi finali dell’esistenza di poco più di due tonnellate di hardware, a centocinquanta milioni di chilometri da casa nostra.

Il fatto è che Cassini siamo noi.
Siamo noi qui seduti che guardiamo, siamo noi che non possiamo (ancora) andare là dipersona, e perciò abbiamo fatto quianto di meglio ci fosse possibile: abbiamo creato una estensione dei nostri sensi, abbiamo creato un nostro analogo che potesse arrivare là… già, dove nessuno di noi era mai arrivato prima.

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Cassini è un prodotto del nostro ingegno, il prodotto di una spinta che ci portiamo dietro da duecentomila anni, filtrata e concentrata attraverso una lente che abbiamo messo a punto da cinque secoli, e che funziona.
Cassini è il prodotto della nostra razionalità e della nostra immaginazione.
È frutto di studio, di intuizione, di espedienti ridicoli per ottimizzare il peso, per sfruttare fino all’ultimo ogni briciola di capacità.
Cassini siamo noi.
Non una nazione, o un partito, una fede o un gruppo etnico.
NOI.
Homo sapiens sapiens.
I fabbricanti di asce, i costruttori di zattere, quelli che guardavano la luna, quelli che raccontavano storie, quelli che dipingevano sulle pareti della caverna.

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Siamo noi là fuori, a fare ciò per cui la selezione naturale ci ha selezionati.
Esplorare. Fare domande.
Cacciarsi nei guai, magari.
Sbagliare, e imparare.
Ma vivi.

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Ed è esilarante e terribile pensare che mentre  qui da noi, qui a portata di mano, qui dove li possiamo vedere e toccare senza uso di protesi, qui, adesso, ci siano così tante persone pronte a tornare indietro…
… Rinunciare alla ragione.
… Rinunciare alla scienza.
… Rinunciare alla curiosità.
… Credere, anziché sapere.
… Credere a ciò che ci fa comodo, arrotolarsi su noi stessi, abbracciando le idee che ci piacciono di più, senza domande, senza verifiche, solo certezze e ostilità, senza più curarci dell’universo di cui siamo parte, e che possiamo conoscere, se non dominare…

…  mentre tutto questo succede, Cassini brucia nell’atmosfera di Saturno.
Non per un incidente.
Non per un errore di calcolo.
Non per una sfortunata circostanza.
Ma perché così muoiono gli eroi, compiendo la propria missione per la propria civiltà, per la propria specie.

Cassini siamo noi, e siamo noi al nostro meglio, a ricordare a noi stessi che siamo ancora vivi. Come specie, e come civiltà.

Ma a chi interessa?
Quand’è che abbiamo cominciato a vergognarci di dare il meglio di noi stessi?

Maledetto pianeta di menefreghisti, non mi fanno nessuna pena.
(Douglas Adams)

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Come muoiono gli eroi

  1. Questo post lo leggerò a mia figlia, dopo che le avrò parlato di questo “evento storico” a cui assisteremo.

    • Sì, è fortunata a poter assistere a una cosa del genere.
      Mi domando se nelle scuole ne parlino, o facciano qualcosa. Ma ne dubito.

      • Ed è proprio perché nelle scuole non parleranno di questo che cerco di rimediare. Non voglio che mia figlia cresca pensando che i programmi spaziali sono degli sprechi di denaro.
        E poi, mostrarle cos’ha fatto l’uomo con lo studio spero che la porti a diventare una brava studentessa.

        • Mah, pensare a cosa si sia riuscito a realizzare con pochi soldi e tanta inventiva dovrebbe essere abbastanza entusiasmante.
          Specie per una ragazzina che ha tutte le possibilità aperte davanti a sé.

  2. Ottimo articolo, veramente, che condivido al 100%.
    Non credo che nessun giornalista italiano sarà in grado di scrivere nulla di meglio sulla Cassini.
    Anche se va detto che Repubblica ha messo in piedi un minisito dedicato alla Cassini che non è male 🙂

  3. Davide, ti confermo che l’argomento del viaggio verso la pizzeria è stato questo, e abbiamo letto e discusso insieme il post. Spero riuscire a piantarle i semini della curiosità. Per ora, sembra di sì.

  4. Pingback: “Cassini siamo noi” | Through the Wormhole

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