strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La macchina dei memi

9 commenti

41p4gMP8M9L._BO1,204,203,200_Un paio di giorni addietro mi sono trovato a consigliare ad un amico “La Macchina dei Memi”, un bel saggio di Susan Blackmore uscito nel 1999 e pubblicato qui da noi da Instar Libri (mi pare).

Il discorso è partito dalla citazione, presa da “Inception”, di come ci siano idee che si diffondono come malattie, e possono costruire una città.
I memi, appunto.
Ed essendo un padante rompitasche, non ho potuto trattenermi dal consigliare un libro.
Che è, a mio parere, uno di quei libri che un appassionato di fantascienza dovrebbe leggere – e una persona con l’ambizione di scrivere della buona fantascienza dovrebbe leggere.
E un cittadino del ventunesimo secolo dovrebbe leggere – ecco, un altro di quei libri che dovrebbero far leggere a scuola, diciamo al primo anno delle superiori.
E quindi, perché non parlarne qui?

Secondo l’Oxford English Dictionary, come Richard Dawkins ci tiene a segnalare nell’introduzione al volume,

meme: An element of a culture that may be considered to be passed on by non-genetic means, esp. imitation.

Dawkins ha un buon motivo per essere l’autore dell’introduzione al libro della Blackmore – fu lui, in un passaggio “buttato via” del suo Il Gene Egoista a ipotizzare un paesaggio darwiniano anche per la diffusione delle idee.
Selection_860La sua introduzione è lunga, divertente ed esaustiva.
Poi, si precipita nel libro della Blackmore, dell’edizione Oxford del quale riproduciamo qui di fianco l’indice1.

La prefazione parla di intelligenze artificiali, e in effetti è da qui che già potremmo cominciare a discutere di fantascienza. Il libro della Blackmore è indispensabile se vogliamo capire gli androidi, disinnescare Hal9000, riuscire a battere i meganoidi al loro stesso gioco.

The thesis of this book is that what makes us different is our ability to imitate.

Passando per l’esistenza dell’anima e le nostre pratiche sessuali, il libro analizza come ciò che noi chiamiamo intelligenza possa funzionare, discute di individualità e di società.
Ci spiega perché continuano imperterriti a usare giovani donne poco vestite per venderci automobili o sigarette (però mettendoci sempre un bel voice-over baritonale).

According to the American author Richard Brodie (1996), memes that deal with sex, food, and power all press powerful meme ‘buttons’ because of the importance of these topics in our evolutionary past. And memes that press buttons are successful memes.

Non parla, o almeno credo2 di quelle immagini sceme che vengono diffuse su Facebook e che vengono chiamate memi, ma non lo sono.
Parla però di come le idee (i memi) possano ristrutturare il nostro cervello, e siano forse all’origine stessa della nostra mente, così come noi la intendiamo, e mettano in questione nientemeno che il libero arbitrio.
A me pare più interessante, come idea, di una foto di Kermit che beve un tè Lipton3.

blackmoreIl volume è vivamente consigliato, e mi pare non sia costosissimo su Amazon.
E per una volta la copertina dell’edizione italiana è meglio di quella originale (son piccole cose, ma badiamo anche a queste).
Lo stile dell’autrice è lieve nonostante la complessità del testo, e scorre piacevole e veloce.
Oggi, probabilmente, è datato, ed esistono saggi di memetica più aggiornati, e che tengono conto di cose come i social media, che nel 1999 non c’erano ancora.
Vale la pena comunque dargli un’occhiata, perché è uno di quei libri di base che servono a farsi una cultura scientifica.
E magari cominciare a capire com’è possibile che ci siano persone che ancora credono a, e propagano, idee tossiche.

Ed essendo domenica, mettiamoci anche un video…

… o magari due (questo è anche sottotitolato)

E sì, anche questo è un libro legato alla stesura di Echo, che sta bene e vi saluta tutti, e speriamo di aver pronto per Novembre.


  1. sì, sono un maledetto esterofilo 
  2. sono passati un po’ di anni da che l’ho letto 
  3. visto cosa ho fatto? 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “La macchina dei memi

  1. Totalmente slegato dal discorso e non so se ne hai già discusso (nel caso chiedo venia), ma mi chiedevo, perché non realizzi qualche video e crei un tuo canale youtube? Ora, non so a che quantità di utenti puoi arrivare, però io per primo seguirei un tuo discorso mentre lavoro con gran piacere e se, come penso, questo blog per te funge come amplificatore con il quale ti pubblicizi, anche se non dovessi avere un ritorno economico dal canale youtube (sai bene che c’è gente che, con argomenti assai più leggeri e popolari, ci vive) credo amplieresti non poco il tuo pubblico. Semplice osservazione e suggerimento non richiesto.

    • Non sei il primo a consigliarmi un canale Youtube – il problema è che non ho né l’equipaggiamento necessario, né le competenze specifiche per editare e montare video.

      • Non per insistere, hai già discusso la cosa, ma volevo solo precisare che probabilmente la macchina che usi per il tuo hobby fotografico è più che sufficiente, al massimo se vuoi un buon audio ti servirebbe un microfono (fra gli 80 e i 100 euro trovi prodotti più che buoni per il tuo scopo) mentre per editare un video con blender (software che uso per lavor e per altro gratuito) non è niente di cosi difficile, ci riesco anche io, trovi poi una cospicua serie di tutorial sul tubo stesso, software che per altro ti permette di aggiungere effetti di vario genere (ancora una volta, trovi parecchi tutorial sul tubo a proposito di motion graphics su blender) e se non vuoi fare nulla di complicato credo che il tuo PC o anche il portatile sia in grado di digerire il carico di lavoro, mentre per curare l’audio Adaucy (mi pare si chiami cosi) è sempre open e di facilissimo utilizzo. Un canale sulla fantascienza e il fantasy ben curato, sullo stile del tuo blog non mi dispiacerebbe affatto, ma capisco bene che è un investimento in termini di tempo prezioso che non ha un ritorno certo.

        • In realtà io ho un ottimo microfono (per le mie necessità) col quale facevo un podcast in inglese.
          Ma non so se al mio pubblico di lingua italiana interesserebbe un podcast…

          • Per quello che vale, a me si, perché non fai un sodaggio? Volendo potresti anche evitare di registrare un video e montare invece una serie di immagini, intendo per fare un canale youtube e avere cosi un altra piazza (che potrebbe anche portare introiti diretti, ci sono canali che segue mio figlio (veri e proprio capolavori di sciocchezze assortite che arrivano a cifre incredibili). Alcuni canali, tipo “l’inspiegabile”, fanno cosi, registrano la voce e mandano un video con immagini attinenti. Non so se lo sai, ma sul sito socialblade.com puoi avere una stima di quanto guadagna un dato canale, cosi da farti un idea se vale la pena impegnarsi in un determinato settore montando qualche video. Ci sono già canali dedicati a fantascienza, fantasy e horror, ma in linea di massima sono poco curati e, cosa più importante, poco piacevoli da seguire.

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