strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

All’Insegna dell’Uomo Verde

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“The Green Man”, antica stazione dellaposta sulla strada per Cambridge trasformata in elegante ristorante e albergo di charme, è infestata: il dottor Underhill, medico del ‘600 al quale venne rifiutato un funerale cristiano per via dei suoi strani esperimenti e dell’accusa, mai confermata, di aver accoppato la moglie, vaga ancoraper le stanze dell’antica locanda.
L’ultima a vederlo è stata una cameriera, nel 1850.
È passato ben più di un secolo.
Maurice Allington, cinquantenne narcisista marinato nello scotch, vittima di uno strisciante delirium tremens e attuale proprietario del Green Man, ha altri problemi.
Per Maurica al momento il principale problema è come riuscire a portarsi a letto la propria moglie e la propria amante, possibilmente insieme.
Tutto il resto passa in secondo piano: la morte improvvisa in circostanze misteriose del padre di Maurice, i problemi di comunicazione con la figlia quattordicenne Amy, la gestione del ristorante, persimno la strana donna dai capelli rossi in abiti seicenteschi che Maurice incontra sulle scale, e che nessun altro vede.
Perché forse al Green Man i fantasmi sono due.
E poi, una notte, Thomas Underhill si manifesta a Maurice, per chiedere il suo aiuto e in cambio “materializzare tutti i suoi desideri”.
Un’offerta imperdibile da parte di un uxoricida morto da secoli in odore di stregoneria e diabolismo.
Cosa potrebbe mai andar male?

9780140099508-ukNon ho mai amato alla follia Kingsley Amis, tipico esemplare di “vero scrittore” che si interessa alla narrativa di genere per “nobilitarla”1, ma non si può negare che Amis sapesse scrivere.
The Green Man, pubblicato nel 1969, è un curioso esperimento, che tenta di mescolare la storia di spettri classica “alla M.R. James”, la satira di costume e la commedia.
Il fatto che ci riesca piuttosto bene, e rimanga una storia godibile quasi cinquant’anni dopo la sua uscita è una dimostrazione di come Amis sapesse molto bene come costruire le proprie storie.
E riesce addirittura a metterci una dose non indifferente di riflessione filosofica e di sberleffo nei confronti dell’ortodossia religiosa.

Maurice Allington, narratore inaffidabile afflitto da allucinazioni e perseguitato da apparizioni niente affatto allucinatorie si muove nella storia animato solo ed esclusivamente dai propri istinti più bassi.
Beve fino all’autodistruzione, mangia pietanze ipercaloriche e ultraraffinate (dopotutto, è il padrone del ristorante), trascorre lungheore a immaginare accoppiamenti acrobatici con la moglie e l’amante (moglie del suo medico curante) e in generale è vuoto, fatuo e vanesio, e terribilmente spaventato dalla morte.
È per questo che l’odioso Underhill avrà facile presa su Maurice.

Il defunto stregone ha bisogno di un agente in carne ed ossa che ritrovi la sua tomba, e recuperi il necessario per portare a termine ciò che la morte prematura ha obbligato il buon dottore a lasciare in sospeso: la creazione e soprattutto il controllo di un homunculus fatto di rami, frasche e liane, un autentoico “green man” col prototipo del quale fece a suo tempo conoscenza la defunta signora Underhill.

Neanche l’intervento di Dio in persona riuscirà a rimettere in carreggiata Maurice – ma forse gli istinti e gli affetti terreni sortiranno, dopotutto, un risultato positivo.

The Green Man è una lettura insolita e crudele per il weekend di Halloween.

albert-finney-the-green-man

Nel 1990, la BBC ci fece anche una miniserie in tre episodi, con un colossale Albert Finney nel ruolo di Maurice, e una struttura che riesce a preservare tanto l’aspetto orrifico della storia quanto i suoi risvolti più farseschi e grotteschi.
Vale la pena diprovare a procurarsi anche quella (c’è su Youtube, con una qualità non eccelsa).


  1. categoria che ancora esiste, sta meglio di voi, e vi saluterebbe tutti se non foste dei poveracci. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “All’Insegna dell’Uomo Verde

  1. Buongiorno, hai solleticato la mia curiosità. Sto leggendo “La felicità è di questo mondo” di David Lodge e ieri sera mi sono imbattuta in questa riflessione del protagonista Laurence Passmore: “Non voglio neppure leggere la nuova biografia. Larkin è il mio poeta moderno preferito (l’unico che riesco a capire, a dire la verità) e non voglio vedermi rovinare il piacere di leggerlo. A quel che sembra, aveva l’abitudine di terminare le sue conversazioni telefoniche con Kingsley Amis dic endo ‘Fottuta OXFAM'” Circuiti sotterranei tra letture e lettori. bello. Grazie per il suggerimento e buona giornata. Annarita.

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