strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La memoria dell’elefante

4 commenti

170px-Copyright.svgAllora, proviamo qualcosa di differente.
È tutto in inglese, mi dispiace, ma usando Google Translate dovreste riuscire a farcela anche se l’inglese non è la vostra lingua preferita.

Il giochino funziona così.
Questo è un articolo sul copyright, uscito su WIRED (quello vero) nel 2012.
Riguarda la decisione della Corte Suprema degli Statio Uniti di rendere possibile il re-copyright di prodotti dell’ingegno umano già decaduti nel dominio pubblico.

E poi questo, preso dal sito della Baen Books:  è una storia intitolata Melancholy Elephants (Elefanti Malinconici quando uscì in Italia).
Una storia di Spider Robinson che venne pubblicata nel 1982 – trent’anni prima della decisione citata nell’articolo qui sopra. Vinse anche il Premio Hugo nel 1983.

Provate a dare un’occhiata e a scovare le differenze, come sulla Settimana Enigmistica.
Seguirà dibattito?
Forse.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “La memoria dell’elefante

  1. Non conoscevo questo racconto e devo dire che centra esattamente il punto.
    Qualche anno fa mi era venuto il dubbio non tanto sul copyright ma sulle possibilità materiali a proposito della musica, penso nel momento in cui mi ero reso conto di ascoltare perlopiù gente morta o in avanzato stato di decomposizione. Ovviamente l’allungamento dell’aspettativa di vta era qualcosa che non avevo considerato e che rende il problema molto più pressante.
    La possibilità di reintrodurre il copyright mi dà ai nervi per un’altra ragione, squisitamente pragmatica: nel momento in cui un autore passa a miglior vita, del diritto d’autore e degli eventuali guadagni non gliene può importare granché. Che sembra un’ovvietà detta così, ma a guardarsi attorno non sembra così scontata. C’è il discorso degli eredi (per quanto anche lì…), d’accordo, ma comprare o stampare abusivamente un libro come Delitto e Castigo danneggia alla peggio la casa editrice – per quanto una casa editrice come Einaudi o Feltrinelli possa essere danneggiata da un’azione del genere. Che è poi il motivo per cui con autori scomparsi preferisco salvare libri usati piuttosto che acquistare l’ennesima ristampa.

    • In effetti, il vecchio diritto d’autore era progettato per tutelare anche gli eredi – ma aveva dei limiti.
      Ma alla fine si torna al problema del Mickey Mouse Act – se non continuiamo ad allungare i termini del copyright, prima o poi i personaggi Disney entreranno nel dominio pubblico.
      E allora nessuno potrà più bloccare la vecchia proposta di Harlan Ellison, di fare dei porno con Paperino…

      • Grandissimo Harlan Ellison, tra l’altro.

      • Cosa che non credo danneggerebbe la Disney, anche considerando che “opere ispirate” ne esistono già. Penso ad esempio ad Anatra all’arancia meccanica dei Wu Ming.
        Il fatto di non poter riutilizzare i personaggi in realtà è già attuale. Perché se Disney (inteso come il buon Walt) o Barks avessero imposto un veto sui propri personaggi come fece Schulz coi Peanuts, una miriade di ottime storie non avrebbe mai visto la luce.

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