strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Mettersi in proprio

28 commenti

E non è che stessi scherzando, eh, sulla faccenda del leggersi un po’ di libri su come vviare una startup.

51qxnQ0xbDL._SX322_BO1,204,203,200_E a questo punto devo consigliare assolutamente (ammesso che io non lo abbia già fatto, ma comunque, perché no?) The 100 $ Startup, di Chris Guillebeau.
Un libro che, a partire da una serie di interviste con persone che si sono reinventate un lavoro partendo da zero – o da sotto zero – descrive una serie di strategie per avviare una attività alternativa con un capitale iniziale minimo, ed utiolizzando la rete, i social network e i servizi di pagamento online.

OK, appena smettete di ridere andiamo avanti.

OK, andiamo avanti.

88c47ce99eefcb2ea5f87c208b382b39Il libro di Guillebeau (già noto per il suo The Art of Non-Conformity) è l’ideale se volete sentirvi trattare come dei semideficenti dai vostri amici “di successo” – quelli che fanno un lavoro che odiano ma possono permettersi un sacco di cose inutili, e che non mancheranno di spiegarvi in detaglio per quale motivo non può funzionare.

E quando voi gli farete presente che, dati alla mano, funziona – e dopotutto il libro di Guillebeau è una collezione di success stories, loro

a . vi diranno che appunto, sono le storie di successo. E tutti quelli che hanno fallito? Eh?

b . aggiusteranno il tiro spiegandovi in dettaglio per quale motivo non può funzionare QUI DA NOI.

Che poi è facile – il motivo per cui non può funzionare qui da noi sono le persone come loro. Che magari hanno quarant’anni, ma ragionano come i loro nonni.
Che sono morti.

PH-Outsourcing-A-Dead-End-Job-Or-A-Career-Of-Bayaning-Puyat

E d’altra parte, seriamente: 50 anni, senza una prospettiva di lavoro a piangere, con trent’anni di mutuo da pagare, cosa si può fare?
Se nessuno è disposto a darci un lavoro, saremo prima o poi obbligati a inventarcene uno. E ringraziare che di anni ne abbiamo 50, e non 60.

Avendo già letto e riletto il libro di Guillebeau, ho deciso di investire 86 centesimi nel primo livello dell’attuale Humble Book Bundle – che offre una serie di libri su come avviare una impresa.
La maggior parte dei testi sono francamente inutili qui da noi perché qui se non lavorate sotto padrone venite schedati come eccentrici o fannulloni, ma i titoli di base del primo livello sono buoni.

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C’è anche un libro su come avviare una piccola software house – che potrebbe interessare a mio fratello, che ormai è certificato come programmatore Android.
Ma naturalmente qui non si può fare.

Oh, sì – e vi diranno anche che informarsi e “farsi delle idee” su queste cose è inutile.
Peccato che non sappiano darvi delle alternative.

Se interessa, il Book Bundle è attivo ancora per due settimane.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

28 thoughts on “Mettersi in proprio

  1. Detto da uno che lavora in proprio e il lavoro se lo è inventato, da noi non si può fare. Quello che mi sento di consigliare è di fare qualunque cosa (specialmente legata ad internet), pianificare e mandare avanti tutto PRIMA DI APRIRE UNA P.IVA. Quando siete pronti, e avrete incassato più di 5000 euro in un anno (limite imposto per legge per la ritenuta d’acconto e oltre il quale bisogna aprire una posizione IVA, tanto per fare un esempio in UK sta a 20000 mentre in Svizzera intorno a100000) allora, se la vostra startup non è legata al territorio, pensate seriamente di fare armi e bagagli e andare via da questo paese che cova un astio mal celato contro chi vuole fare impresa e creare valore. Inutile fare esempi, ma se non siete del campo, leggete e informatevi a proposito (consiglio SOS partite IVA, presente anche come gruppo su faccialibro), certi obbrobri fiscali e burocratici esistono praticamente solo in Italia.

    • Non mi dici nulla che io non sappia – da ex partita IVA, ho guardato nell’abisso, e l’abisso mi ha chiesto di pagare un acconto…

      • Ahahah Se anche solo pensi che un conoscente stia per ingoiare cicuta lo avverti in anticipo, no? 🙂 a tale proposito, se non lo conosci, il video “amore e p.iva” credo sia fortemente didattico (ignorando il consiglio commerciale alla fine del video). Comunque, qualunque cosa sia, auguri per la tua startup.

        tornando all’articolo, riuscire a distinguere fra i consigli disfattisti degli amici e quelli che hanno un vero valore credo sia la cosa più difficile prima di partire.

        • In generale, io trovo che ingenerale la popolazione sia rassegnata, per cui non importa cosa uno abbia in mente, la risposta sarà sempre negativa. Semplicemente è stato insegnato, pavlovianamente, che qualunque cosa che non sia lo standard, è destinata a fallire.
          È un grosso problema proprio a livello morale – i vecchi standard non funzionano, ma ci è stato inculcato che nulla di diverso potrà mai funzionare.
          Aggiungici un sistema fiscale maledetto, e davvero siamo alla canna del gas.

          • Non per difendere la gente, ma chi guarda da fuori di fallimenti ne vede non pochi e si fa un opinione su quello che vede, anche giustamente, direi. Quello che i non imprenditori (se non sbaglio intorno al l’75% della popolazione adulta italiana) non riescono a capire è che il fallimento è dietro l’angolo ed è fisiologico incorrere nel fallimento (o nel più mite “chiudere bottega”) anche per tre, quattro e più volte di fila prima di ingranare. Visto da fuori sembra una tragedia, per una mente imprenditoriale invece vuol dire aggiustare il tiro.

            • Esatto.
              E io rimango sempre sorpreso dal fatto che nel nostro paese si sia creato un certo mito dell’imprenditore (ne abbiamo anche avuto uno come Prez del Cons), pur restando la mentalità fondamentalmente refrattaria ai principi dell’imprenditoria.
              O forse chissà, è proprio per questo che chi fa impresa viene mitizzato – perché pare una cosa magica per pochi eletti.

      • di che acconto stai parlando?

        • Dell’acconto che l’Abisso ti chiede se lo guardi e hai una partita IVA 😀
          Come oggi ho già detto altrove, non prendete sempre sul serio tutto quello che dico.
          Io mi impegno a metterci più faccine che ridono, comunque 😉

    • – una partita iva la devi aprire anche se fatturi 1 EURO ma la tua attività è continuativa e non occasionale

      – i 5000 euro l’anno NON SONO il “limite imposto per legge per la ritenuta d’acconto e oltre il quale bisogna aprire una posizione IVA” – sono il limite oltre il quale devi iscriverti alla GESTIONE SEPARATA INPS anche se fai prestazioni occasionali senza partita iva

      – aprire una partita iva non costa niente e si fa in 2gg anche in italia comodamente da casa via sito agenzia entrate – il software fa schifo ma migliorerà

      – se fatturi zero paghi 0 di INPS se sei iscritto alla gestione separata – il fisso minimo di circa 3600 INPS è per i commercianti

      • Grazie per i chiarimenti, anche se il succo cambia poco. Che adesso si paghi zero contributi imps se non fatturi è una gran cosa, ma se non sbaglio se fai 1 euro di fattura scattano i contributi imps (3000 euro annui?), confermi? Se non ricordo male il minimo di 3600 euro è lo stesso anche per i professionisti.

        • Francesco, NON confermo, sbagli:

          – INPS gestione separata = paghi INPS in base a quanto fatturi (anche zero o 6,75 euro) – e la pensione matura in base a quanto paghi – anche di zero giorni in un anno di lavoro. Se non paghi contributi cosa vuoi? 🙂

          – INPS cassa commercianti = c’è il minimo di circa 3600 + iscrizione camera di commercio che non è gratis.

          chiaramente se vai avanti a fatturare ZERO la piva te la chiudono di ufficio (ora però mi pare a COSTO ZERO).

          e chiaramente se ti affidi a un commercialista quello si fa pagare anche se non fatturi.

          • Se non pago contributi non voglio niente, ma non voglio neanche essere tassato anche quando guadagno zero o sto addirittura sotto zero (lo dico da ex commerciante). Il costo della camera di commercio è di circa 160 euro (se non sbaglio, ma credo vari da regione a regione). Puoi comunque fatturare ma, sopratutto il primo anno essere in passivo per le spese sostenute, devi zero anche in quel caso?
            Vero poi che aprire una partita iva costa poco (fatta attraverso un commercialista a suo tempo), ma ti porta comunque certi oneri, se vuoi in Italia puoi anche aprire una società con un euro (o almeno era cosi la propaganda statale), ma un conto è aprire, un conto e poi districarsi fra oneri fiscali e burocratici ed eventuali accertamenti, basta cercare certe storie dell’orrore sul tubo oppure cercate direttamente Luciano Dissegna, quindi do per buono quanto affermi (sei evidentemente più informato di me che dell’Italia mi sono disinteressato tempo fa), ma sconsiglio comunque di aprire una p.iva o società in Italia.

            • – E dove consigli di aprirla una P.IVA a noi Italiani che viviamo in Italia?

              – Una società estera con te che stai in ITALIA è molto + complicata da gestire e comporta molti + oneri burocratici di una italiana se vivi in ITALIA – ti dico una parola sola: esterovestizione. Lì sì che sono GRANE VERE.

              • Certo, si rischia di incorrere nel reato penale di estero vestizione. Consiglio, come detto su, di spostarsi all’estero, fisicamente intendo, a meno che il proprio lavoro non sia legato al territorio, in quel caso è davvero difficile. Se vivi in Italia non puoi fare praticamente nulla all’estero dal punto di vista fiscale, addirittura anche se ti sei trasferito all’estero ma la tua famiglia continua a vivere in Italia rimani comunque un obiettivo per il fisco; alcuni nomi eccellenti sono stati presi di mira dal fisco italiano perché possidenti di proprietà in Italia e, oltre alla gogna mediatica (che per un personaggio pubblico è già un grosso danno) hanno pagato multe salatissime, conosco addirittura gente esasperata al punto da aver rinunciato alla cittadinanza italiana.

                • Va beh senti Davide io mi sono rotta le @@ sia come dici tu di quelli che dicono che non si può fare ma anche di te che da 10 anni ti lamenti di quelli che dicono che non si può fare. E basta sempre a piangersi addosso -ma mollali non ci interessano. Smettila di frequentare anche virtualmente gente come te. Frequenta commercianti cinesi che le cose le fanno e non parlano per sentito dire.
                  E mi sono rotta le @@ anche di quelli come te Francesco che dicono di lasciare l’Italia. Piantatela tutti.
                  Qui da noi ci riescono kebabbari turchi e gente cinese che hanno società è partite iva italiane e fatturano + di noi e non sanno neanche bene la lingua.
                  Davide piantala di leggere libri americani di teoria e fai qualcosa sporcati le mani sbaglia non importa. Va bene che scrivi da dio ma se non rende molla, fallo come hobby mai innamorarsi della propria idea e “fail fast”.
                  Hai la casa grande? affitta una stanza, fai un Bed&Breakfast, un airB&B, cerca info sui forum italiani che ti danno tutte le info che ti ho dato io non è fantascienza. Chiedi al fruttivendolo chi è il suo commercialista se da solo non ce la fai con il fisco. Metti su un orto e vendi prodotti biologici a chilometro zero. Fai un allevamento di lombrichi, di lama, NON FARE CORSI DI LINUX A PAGAMENTO NEL PAESINO falli su web ora che hai la banda larga.

                • Grazie, Marcella, per aver risolto così brillantemente tutti i miei problemi.
                  Mi dispiace molto di averti rotto le @@, e mi stupisco che tu ancora continui a leggermi dopo dieci anni.
                  Mi piacerebbe sapere di più su di te.
                  Tu cosa fai, esattamente, nella vita?

                • Ma comunque grazie per aver apprezzato la mia scrittura. Cosa hai letto, di mio, a parte il blog?

                • Beh, se mi metto su un negozio in stile cinese, o come il kebbabaro che hanno si partita iva ma non pagano una cippa tanto non possiedono nulla siamo bravi tutti, un conto è fare le cose in regola, avere le palle per sostenere una visita fiscale e la pazienza di districarsi nei meandri kafkiani di fisco e burocrazia (e ripeto, al Kebbabaro frega poco, gli arriva la cartella di equitalia e la cestina o la usa per accendere il fuoco). C’è chi riesce in Italia, qualche esempio possiamo farlo sicuramente tutti, rimane però il punto fermo che all’estero è decisamente più facile, non solo per via del fisco e della burocrazia più umana (attenzione, non semplici o comprensiva, ma quanto meno comprensibile, posti dove non ti chiedono come in Italia un “anticipo” del 105% sulle tasse del prossimo anno, tanto per dirne una) ma anche per l’atteggiamento delle persone nei confronti dell’imprenditore, qui in Italia sei l’untore che evade le tasse (qualcuno dovrebbe spiegarmi come fai se hai un conto corrente e magari lavori per ditte che regolarmente richiedono fattura, per non parlare dei diabolici studi di settore), responsabile del deficit pubblico e dei pessimi servizi (si, c’è gente convinta che se lo stato incamerasse più soldi magicamente i nostri politici e i messi comunali risparmierebbero di più e sarebbero più efficienti), insomma, è un sistema avverso all’imprenditoria. Tu non la vedi cosi? In bocca al lupo, sincero, di gente come te non mi sono rotto le @@ perché ero cosi anche io.

                • – Davide ti leggo perché… boh? sei nei feed e mi pare impossibile la tua situazione – spero che ne esci presto ma adesso mi sto veramente stufando… mi pare impossibile uno come te con 10 lauree non ne esca… non per le lauree ma x l’intelligenza. Cambia strada.

                  – Non ho mai letto un tuo ebook ma saranno bellissimi.

                  – Io commercialista (lavoro solo con aziende non con privati non prendo clienti privati)

                  – Francesco parli x sentito dire gli studi di settore li hanno aboliti i cinesi pagano fior di tasse e se non sono in regola chiudono come gli italiani PIANTALA.

                  RISPOSTO QUI IN ALTO CHE IN BASSO NN C’E’ + IL LINK “Rispondi” – cmq datevi una scrollata – passo e chiudo.

                • “Non ho mai letto un tuo ebook ma saranno bellissimi.”
                  Ti ringrazio per la fiducia, ma come tutte le tue osservazioni sulla mia vita, stai esprimendo un giudizio sulla base di informazioni parziali o nulle.
                  Io sono un geologo, non un commercialista, ma sono certo che anche nel tuo lavoro offrire consigli avendo informazioni parziali sia una pratica sconsigliabile e molto poco professionale.
                  Per cui non temere, non ti offrirò un lavoro – e vedrò di fare in modo di non comparire più nel tuo feed – chissà come ci sono finito…?

                • Ovviamente non faccio di tutta l’erba un fascio, ma ti assicuro che conosco personalmente negozi cinesi che ogni tot anni cambiano titolare, passando da un familiare all’altro e conosco personalmente anche Kebbabari, ovviamente c’è chi è perfettamente in regola e lindo e pulito, ma non sono tutti, anzi, anche Report ha fatto una puntata a proposito su queste prospere attività cinesi. Per quanto riguarda me, mi sono dato una scrollata a 20 anni, oggi ne ho 40, ho avuto due negozi tirati su da zero uno dopo l’altro, sono stato rovinato da equitalia, che per un presunto debito di 15000 (in origine 3800 euro più more, interessi etc. etc. in realtà dovevo solo 600 e poco più euro di rifiuti solidi urbani, potevo contestare tutto il resto) mi hanno pignorato 18000 euro in banca, dall’oggi al domani, senza darmi i canonici 60 giorni di tempo per oppormi ma solamente 15 (per altro con cartelle firmate e notificate nel 2007 a mio figlio, figlio che mi è nato nel 2010…), sono 6 anni che attendo la fissazione della prima udienza al tribunale tributario per riavere il maltolto (che a detta dell’avvocato è praticamente vinta a tavolino visto gli strafalcioni commessi dell’ente riscossore), nel frattempo ovviamente non ho potuto pagare i fornitori, uno che era in difficoltà è anche andato fallito per via della goccia che ha fatto traboccare il vaso, io ovviamente ho chiuso, anche perché la banca mi ha chiuso i rubinetti e dall’oggi al domani sono diventato un cattivo pagatore non meritevole di fido. Per risolvere, o quanto meno tentare, ricordo bene l’iter burocratico, mi sono presentato alla sede equitalia la mattina molto presto, intorno alle 6,30 per prendere il turno, ero il 134esimo… (anche Kafka sarebbe inorridito) chiedendo copie di notifiche, facendo richieste varie e trovando solo un simpatico addetto che con il sorriso sulla faccia mi ha fatto capire che erano mazzi miei e dovevo pagare… C’è gente che si è data fuoco davanti all’agenzia delle entrate, nessuno ha battuto ciglio, cosi come i tanti che si sono suicidati direttamente dentro la bottega. Pensa un po’, 6 anni, quasi sette per riuscire a venirne a capo, tutto a mie spese e siamo ancora lontani dal trovare una soluzione. Non credo che tu possa consigliarmi di fare qualcos’altro in Italia, il mio futuro, almeno per qualche anno a venire è in America, Portland, dove ho passato gli ultimi 3 mesi, dove il fisco è cattivo assai, ma quanto meno rapido e comprensibile. Ah, gli studi di settore li hanno aboliti praticamente ieri, non so con cosa li hanno sostituiti (visto che gli studi di settore sostituivano la minimum tax), ma immagino sia come l’ICI, abolita, ma in realtà ha cambiato nome diventando l’IMU, che poi è stata abolita etc. etc.

                • Francesco, è inutile che vai avanti – la dottoressa commercialista Mercalli è già stata bannata da questo blog.
                  Non vedo per quale motivo permettere a una perfetta estranea di venire a casa mia e in toni tanto arroganti esprimere giudizi sulla mia vita senza conoscere i dettagli.
                  Quindi chiudiamola qui.
                  E grazie.

                • Davvero hai il potere divino di bannare qualcuno? D’ora in poi sarò più rispettoso 😀 Comunque, sospetto, con malizia, visto il suo lavoro, che il mio invito all’espatrio fosse deleterio per i suoi affari… comunque, si andrà avanti anche senza la Dottoressa, sarà difficile, ma c’è la farai. Chiudiamola qui davvero, rinnovo il mio in bocca al lupo qualunque sia il tuo piano.

                • Ovviamente.
                  Questa dopotutto è casa mia, e ho per lo meno il potere di decidere chi entra e chi esce, sulla base di come si comporta con me o con i miei ospiti.

  2. Davide, Guillebau e’ un maestro di marketing ma molte delle sue idee sono impraticabili fuori dagli USA, come il 99% dei libri che parlano di “new economy”, almeno per il momento. Secondo me, forse in UK, ma li non ho mai lavorato ne avuto business, quindi non so. Gia la differenza che negli USA apri LLC in 15 minuti online con 100 dollari. Diverso da nostra P.IVA. Comunque buoni spunti, ciao!

    • Il nostro sistema amministrativo è comunque fermo all’800 – e finché la testa della gente sarà in sintonia con l’800, qualunque forma di innovazione sarà impossibile.

    • Non sono d’accordo, non ho letto il libro ma ho letto precedentemente quelli di Kyosaki e un altro autore di cui non ricordo il nome (Kyosaki non sa affatto scrivere come afferma anche lui), credo che, comunque, questi libri vadano presi come spunti, se provi a replicare per filo e per segno uno di quegli esempi anche in America dubito che riusciresti, perché di solito chi ha avuto successo lo ha avuto perché si è inventato per primo un bene/servizio occupando una nicchia e se non l’ha saturata lui quelli che hanno visto il suo successo subito dopo lo avranno sicuramente fatto. Credo che questi libri aiutino solo se si vuole entrare nell’ottica del l’imprenditoria, sono esempi incoraggianti, che possono dare lo sprono a fare.

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