strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Un film impossibile: The Saragossa Manuscript, 1965

18 commenti

Succedono cose strane, molto strane.
Coincidenze su coincidenze, storie dentro altre storie.
Mi hanno detto, ad esempio, che un film sul quale sono stati spesi milioni in effetti speciali sarà sempre meglio di uno schifoso film in bianco e nero vecchio di cinquant’anni.
images (6)Quei film che si vedono nei cineforum, e che non interessano nessuno, e che sono (all together now) una cagata pazzesca.
E mi hanno detto, non più tardi di ieri, che ci sono film che guardano solo in cinque.
E quelli, mi hanno detto, non sono normali. Quelli normali guardano i film che guardano tutti. Tipo, non so, Transformers, o i cinepanettoni.
E tutto questo, vedete, è particolarmente on topic, come si suol dire, perché io in queste ultime tre notti mi sono guardato un film che probabilmente abbiamo visto solo in cinque.
Un film polacco.
Del 1965.
In bianco e nero.
Che dura tre ore.
Non è per quello che l’ho guardato, ovviamente.
Non per la durata, non per il bianco e nero, non per la provenienza o l’età.
Anche se, modificato anche solo uno di quei fattori, il film stesso non sarebbe esistito.
L’ho guardato perché è un film meraviglioso, nel vero senso della parola.
E se è vero che lo abbiamo visto in cinque, gli altri quattro sono Luis Bunuel, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese e Jerry Garcia, quello dei Grateful Dead.
Sono in buona compagnia.
Perché io nelle ultime tre notti mi sono riguardato The Saragossa Manuscript, la versione integrale. Sì, in polacco, sottotitolata. Roba da cineforum.

the-saragossa-manuscript-movie-poster-1965-1020703017

Per cui, se volete, potete anche chiudere qui.
Ci sono un sacco di ottimi post, là fuori, sui film che guardano le persone normali.
Quelli con milioni di colori e milioni di dollari in effetti speciali.
Andate a leggervi quelli, che da qui in avanti, le persone normali si potrebbero trovare a disagio… e questo sarà un post lungo.

a9fe227e407474Jan Potocki morì la notte del 23 dicembre 1815.
Convinto di aver contratto la licantropia, si sparò alla testa con una pallottola d’argento che aveva precedentemente fatto benedire dal parroco.
Aveva 54 anni.
Di famiglia aristocratica, era stato capitano del genio, etnologo, egittologo, linguista, viaggiatore e avventuriero, esponente di spicco della cultura dell’Epoca dei Lumi.
Uno dei primi grandi autori di libri di viaggio, Potocki visitò e scrisse di gran parte dell’Europa, dell’area mediterranea e dell’Asia, l’Italia e la Sicilia, Malta, l’Olanda, la Germania e la Francia, l’Inghilterra e la Russia, la Turchia, la Dalmazia, i Balcani, il Caucaso, Spagna, Tunisia e Marocco, l’Egitto e la Mongolia.
Poi, nel 1812, si ritirò nel proprio castello, in preda alla depressione (che all’epoca si chiamava “melancolia”), e passò gli ultimi anni della sua vita a scrivere un romanzo, parte del quale era già stata pubblicata nel 1805, che è oggi la sua opera più nota.
E poi, la licantropia, e la pallottola d’argento.

quote-words-strike-the-air-and-the-mind-they-act-on-the-senses-and-on-the-soul-jan-potocki-79-43-23

Il manoscritto ritrovato a Saragozza è una storia a cornice – come il Decamerone o Le Mille e Una Notte, due lavori che influenzarono certamente Potocki.
È la storia, scritta in francese da un polacco, di un’olandese che in Spagna incontra due bellezze tunisine…
Ma forse è molto più complicato di così.
Il romanzo è una collezione di storie annidate e ricorsive, che si incastrano a costruire una storia più grande e complessa, quasi il prototipo di tutte le storie di cospirazione.
Popolata di spettri, forse reali e forse immaginati, di zingari, cabalisti e filosofi, nobili in disarmo e duellanti da diporto, donne scollacciatissime e la Santa Inquisizione, l’Ebreo Errante, sceicchi che si spacciano per eremiti e indemoniati che forse sono solo saltimbanchi baschi, il volume si dipana su un arco di sessantasei giornate, e non è stato mai tradotto davvero integralmente.
Nel nostro paese se ne trovano edizioni che oscillano fra le 250 e le 800 pagine1 e nessuna è integrale.
Si tratta di un testo fantastico, anche se non ci sono gli elfi e i draghi.
Si tratta, anche, di uno dei grandi “romanzi infilmabili”.

Ma chissenefrega, i polacchi lo girarono ugualmente, un film.
Nel 1965, diretto da Wojciech Has, regista in odore di surrealismo e la cui opera venne spesso paragonata alla pittura. In effetti, i titoli di testa della pellicola sono stampe settecentesche che mostrano strani elementi mutuati da De Chirico, o forse da Dalì. E la pellicola stessa del Manoscritto mostra una curiosa costruzione pittorica – ne riparleremo.
La sceneggiatura concentra in tre ore una decina di giornate del romanzo originale, quelle che si focalizzano sul personaggio principale. Ammesso che ci sia, un personaggio principale.

saragossa-manuscript-the-1964-002-two-men-look-at-book-illustrations-00n-1gp

La trama: durante la campagna napoleonica di spagna, due ufficiali delle due parti avverse scoprono, abbandonato in una locanda di Saragozza un voluminoso manoscritto. Inizialmente attratti dalleillustrazioni scollacciate, i due scoprono che il libro parla del nonno di uno di loro.
Il nonno, Alphonso van Worden, è un ufficiale vallone della cavalleria spagnola. Perduto sulla Sierra Morena (località infestata di zingari, banditi e demoni, o così si dice) mentre si dirige a Madrid, e abbandonato dai servitori, Alphonso trova riparo nella locanda di Venta Quemada. Qui, nottetempo, conosce e viene sedotto da due fascinose principesse arabe, che gli rivelano di essere sue cugine da parte di madre.

the-saragossa-manuscript-reelgood

Al suo risveglio, Alphonso si ritrova ai piedi di un capestro dal quale spenzolano due banditi impiccati di fresco.
Da qui in avanti le cose si complicano.
Inspiegabilmente braccato dall’Inquisizione, Alphonso incontra una galleria di strani personaggi, ciascuno dei quali gli racconterà una o più storie – storie che andranno a incastrarsi e a formare una serie di strani eventi, nei quali gli stessi personaggi continueranno a entrare e a uscire rivestendo ruoli diversi.

Selection_900

È un complicato inganno ai danni del giovane ufficiale?
È un caso di possessione spiritica?
È l’opera del demonio? Sono le anime inquiete dei due impiccati che giocano con i vivi?
È tutto un sogno?
È una complicata meditazione su vita e morte, ragione e passione, fede e razionalità?
È una scusa per mostrare una quantità di donne bellissime in abiti quantomai scollacciati?

1-F-1862-84-800x800

The Saragossa Manuscript è un film molto divertente, comico ma intelligente, zeppo di personaggi grotteschi e indimenticabili, di donne bellissime, e di strambe storie improbabili.
È surreale, e soprattutto nella seconda parte, quando Alphonso, ospite nel castellaccio di un cabalista in compagnia di un matematico ascolta le storie di un nobile caduto in rovina e ora re degli zingari… sì, è complicato… soprattutto nella seconda parte, dicevo, è interessante vedere come, mentre l’azione principale si svolge in primo piano, sullo sfondo si vadano a dipanare altre storie.
Storie che possiamos eguire, mettendoinsieme i pezzi come un puzzle.

The-Saragossa-Manuscript-1965-2

È per questo che il film merita visioni multiple – per apprezzare nelle visioni successive le storie che la trama principale tende a nascondere.
A questo layering delle immagini si accompagna un layering delle trame – in certi momenti ci troviamo a seguire una storia narrata in una storia narrata in una storia narrata in una storia narrata in una storia narrata in un libro che i due ufficiali di epoca napoleonica stanno leggendo.
A un certo puntolo stesso Alphonso ammetterà di essersi perso, e di non sapere più in che storia si trova.

Sargasso-3

Girato in un bianco e nero sontuosissimo, con inquadrature fisse (ancora una volta un elemento pittorico), e transizioni tanto brutali che si viene sbalzati da una scena all’altra senza preavviso, popolato di attori tanto famosi in patria e all’epoca quanto sconosciuti qui ed ora, con splendidi costumi e (poche) musiche d’atmosfera, senza un effetto speciale degno di questo nome, The Saragossa Manuscript è tutto ciò contro cui siamo stati messo in guardia.
Un film da cineforum.
In bianco e nero.
In polacco sottotitolato.
Roba da pretenziosi palloni gonfiati che non si sanno divertire.
Eppure è divertentissimo.

Selection_901

Siamo stati ingannati, quindi?
E da chi?

Il film ebbe un grande successo nei paesi del blocco orientale negli anni ’60, e in occidente venne distribuito in versioni variamente mutilate e doppiate da cani.
L’attuale versione è stata restaurata grazie all’impegno – e al finanziamento – di Coppola, Scorsese e di Jerry Garcia, che lo citava come suo film preferito.
Luis Bunuel, che di solito odiava i film degli altri, lo riguardò tre volte di fila – probabilmente proprio per via del gioco di trame intrecciate e subliminali.

the-sargossa-manuscript-2

The Saragossa Manuscript è uno spettacolo multidimensionale, che gioca col tempo, con le immagini, con la narrativa. Che mescola e confonde realtà e fantasia.
Bisogna guardarlo la prima volta per la storia principale – tanto, seguire i sottotitoli ci impedisce di concentrarci sul totale.
La seconda volta per guardare lo sfondo, e seguire le altre trame.
E la terza, senza sottotitoli, per apprezzare la complessità.
E poi magari un’altra volta, o altre due.

E possiamo farlo con tutta calma.
Tanto qui, in questo noioso cineforum, siamo soltanto in cinque.

 


  1. anche in questo, il manoscritto è affine alle Mille e Una Notte – e io già colleziono edizioni delle novelle arabe, quindi mi sforzerò di non cominciare a collezionare anche Manoscritti. 
Annunci

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

18 thoughts on “Un film impossibile: The Saragossa Manuscript, 1965

  1. Collezionare manoscritti è un po’ una rogna, perchè tendono ad autodistruggersi più rapidamente del resto dei documenti… io c’ho provato (un po’ da cialtrona, senza troppa convinzione). Buon tutto, Davide!

  2. Tanto particolare, questo scrittore, da utilizzare una parte della sua teiera di famiglia per ricavare la pallottola con cui suicidarsi… Avrebbe provveduto personalmente a limare e rifinire le proprie ‘munizioni’ e solo quando soddisfatto del risultato a farsi saltare le cervella (previa benedizione).

    E’ anche vero che si potrebbe trattare soltanto dell’ ennesima ‘storia’ proveniente dal manoscritto in questione!

    Pace profonda nell’onda che corre.

  3. esiste anche decentemente doppiato in inglese o l’unica è il polacco coi sottotitoli? mi ha incuriosito abbastanza, ma non so se riesco ancora a reggere le lingue originali strane, il tempo è tiranno e le energie la sera svaniscono.
    mal che vada potrei vedere di dare una possibilità al libro.
    con jerry garcia come mentore (che anche io mi sbaglio sempre a scrivere gerry, ma poi mio fratello mi prende in giro perché gli fa venire in mente gerry scotti) direi che mi posso fidare alla cieca

  4. Delle polemiche mi frega il giusto – si può dire che una cosa fa schifo, ma se le motivazioni sono quelle esposte… goditi la vita, appassionato di film “popolari”. Come se poi uno non potesse apprezzare “l’alto” e “il basso” per motivi differenti. È che dipende da cosa siano questi alti e bassi 😛

    Questo film non l’ho visto, né ho letto il libro, ma mi hai incuriosito: sembra complesso, ma scanzonato il giusto 😀

    PS: non ho sentito gente lamentarsi perché il primo Clerks fosse in bianco e nero, forse perché c’erano molte battute zozze e non era in polacco?

  5. Lessi il romanzo in tempi oramai lontani, quando ero un’adolescente, e non lo apprezzai. Il tuo post mi spinge a una rilettura e mi fa porre una domanda: il film è reperibile? Ti leggo sempre con grande piacere, grazie per questo suggerimento. Annarita.

    • Il film è reperibile nella versione restaurata – so che Amazon aveva il BlueRay con un sacco di extra.
      Altrimenti ci si può arrivare per altri canali, ma spesso sono cope di qualità pessima.
      E grazie per la preferenza accordataci 🙂

  6. spero almeno che i sottotitoli fossero in russo, o al massimo in tedesco, non vorrei che il cineforum prendesse una piega troppo commerciale 😉
    Comunque, un paio di giorni fa sono stato a vedere la famosissima corazzata e devo dire che al cinema c’era abbastanza gente. Una fortunata combinazione o un segnale positivo?

  7. Anche io adoro il Manoscritto. L’ho letto nelle notti insonni dei primo mesi di vita di mia figlia, mentre mia moglie l’allattava; e anche io ne sono diventato un collezionista involontario. La mia sensazione è che il Manoscritto fosse un’opera per sua natura interminabile, e che il suicidio di Potocki non ne abbia impedito il completamento, quanto piuttosto lo abbia consentito (in questo il Manoscritto assomiglia a Il Re Pallido di Wallace).
    Ho sempre avuto un rapporto ambiguo con la possibilità di vedere il film. In sostanza mi sono sempre chiesto: quanto sono credibili i polacchi (e soprattutto le polacche) nel ruolo di mori andalusi?

  8. Il manoscritto trovato a Saragozza è uno dei miei libri preferiti di sempre…
    Mi cimenterò sul film!

  9. a proposito di curiose coincidenze: è appena uscito in sala un film italiano ispirato al manoscritto di saragozza: Agadah!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...