strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Toccarlo porta fortuna

7 commenti

Perché alla fine, la vita fa schifo, e poi si muore, giusto?
La conoscete la storia del cane portafortuna?

Nel 2011, una troupe televisiva inglese piombò a Todmorden, un paesone di 15.000 abitanti, nello Yorkshire . La giornalista Dawn Porter stava facendo un documentario sulla fortuna, ed era lì per fare un pezzo sulla famosa statua del cane portafortuna.
Ma nessuno ne aveva mai sentito parlare.
Perciò la Porter, dopo aver passato alcuni giorni in giro per il paese a intervistare gente,  selezionò sette persone e le portò alla statua del cane – che si trovava da tempo immemorabile nel parco cittadino – e li riprese mentre toccavano la statua, ripromettendosi di tornare dopo un paio di settimane per verificare se ci fossero state delle esperienze positive… se, in altre parole, la fortuna fosse arrivata, grazie al cane fortunato.

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Due settimane dopo, tre o quattro delle sette persone del gruppo di controllo confermarono di aver avuto dei moderati colpi di fortuna: piccole vincite alla lotteria, un paio di buoni affari in negozio, una risposta positiva all’invio di un curriculum.
E la voce si stava cominciando a spargere – ora, alcuni intervistati ammisero che sì, in effetti la nonna, da bambini, gli aveva raccontato di una statua al parco, che portava fortuna.

Il che è curioso, perché il cane nel parco c’era solo dal 2005, e il resto della storia era tutta una balla.
photoNel senso che sì, la statua del cane al parco c’era, ma che portasse fortuna? No, se lo era inventato Derren Brown, illusionista e mentalista, scettico materialista che si era messo in testa di vedere se ciò che chiamiamo fortuna non fosse dopotutto un costrutto mentale.

In capo a due/tre mesi, la storia del cane portafortuna di Todmorten si era diffusa abbastanza da generare un discreto afflusso di turisti. C’era chi aveva messo su un fiorente business di magliette con l’effige del cane portafortuna, e un sacco di gente era pronta a giurare e spergiurare che toccando il cane, la loro fortuna era migliorata.

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Ma si sa, le chiacchiere non costano niente.
Per cui la Porter, con la scusa del documentario, portò alcuni dei più convinti sostenitori dei poteri del cane portafortuna a Blackpool, dove la comitiva – che includeva anche degli scettici – passò la giornata a divertirsi fra i giochi a gettone della marina di Blackpool. Slot machines, giochi di abilità e fortuna, lotterie…
E, sorpresa, risultò che i superstiziosi convinti di essere più fortunati… erano davvero più fortunati. Vincevano di più.

Ora, come spiegare il risultato documentato dalle telecamere?
Poteri sovrannaturali?
La suggestione collettiva che aveva in qualche modo “caricato” il cane di bronzo nel parco di una qualche energia mistica?

Statistica.

Nel senso che fu abbastanza facile dimostrare che le persone che si consideravano fortunate avendo toccato il cane, semplicemente, rischiavano di più.
Non “rischiavano” nel senso che facevano follie, ma accettavano una moderata percentuale di rischio in più – e in questo modo, ottenevano percentualmente maggiori risultati positivi. Queste persone avevano scoperto istintivamente una delle grandi regole statistiche dell’universo – che se volete vincere alla lotteria, comprare un biglietto aiuta. Aiuta molto.

Non solo, ma ulteriori oservazioni dimostrarono come le persone che si consideravano e si dichiaravano “sfortunate”, inconsapevolmente rifiutavano occasioni propizie – persino occasioni costruite ad arte per dar loro una piccola botta di fortuna.

L’esperimento di Derren Brown a Tormorden rinforzò l’opinione – diffusa, anche in ambito accademico – che la fortuina e la sfortuna sono essenzialmente atteggiamenti mentali.
Autosuggestione, se volete.
Ma in questo caso, perché non autosuggestionarsi in positivo?

Il che non vuol dire naturalmente autoconvincersi che c’è la statua di un cane in un parco e che porta fortuna toccarla, ma semplicemente assumere un atteggiamento positivo. Essere un po’ ottimisti.
Che non vuol dire, badate, credere che il cielo sarà sempre azzurro.
Quello non è ottimismo, quella è sciocchezza.
Ottimismo significa essere consapevoli che per quanto possa piovere, non pioverà per sempre.Roulette Wheel Isolated

E di nuovo, non sto proponendo di impostarela propria vita sull’azzardo e il rischio fine a se stesso – ma avere fiducia in se stessi (quella qualità che la scuola e la famiglia ci hanno raccomandato e al contempo fatto di tutto per boicottare) significa anche credere che ce la faremo. Non sempre, ma perché non almeno una volta ogni tanto?

Il che, curiosamente, si va ad incastrare col corso sulla vecchiaia felice che ho appena seguito – quello gestito dall’Università di Dublino.
Anche qui, con fior di studi in supporto, è stato sottolineato come avere un atteggiamento positivo, essere ottimisti, essere attivi, rischiare e cercare le novità, tenda non solo ad allungare la vita, ma anche a ridurre problemi come la demenza senile e l’Alzheimer, e in generale acresca il benessere e moltiplichi le probabilità di una vecchiaia sana e soddisfacente.

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E davvero, seguendo il corso, ho ripensato alla quantità di persone – non ultimo mio padre buonanima – che ho visto avvizzire e sprofondare nella depressione e nel nulla dopo la pensione. Ci si aspettava daloro che fossero dei vecchi imbecilli senza nulla da fare, e loro lo sono diventati, spesso in tempi brevissimi. Nell’arco di mesi, in alcuni casi.
Perdendo o forse rinunciando a tutte quelle capacità che avevano permesso loro di prosperare per sei o sette decenni.
E davvero, se avete mai visitato una casa di riposo, con gli anziani allineati davanti a un maxischermo a mangiare mele cotte e guardare Amici, senza nessuno che scambi con loro una parola, e il personale che li tratta come bambini anche un po’ scemi, vi sorprende davvero che la loro vita lì dentro sia breve, infelice e alienata?

Mi hanno detto che chi ha un mutuo non può avere fiducia nel futuro.
Io sono fermamente convinto del contrario – chi ha un mutuo, chi sta attraversando dei problemi, chi vede la propria vita accorciarsi inesorabilmente, non può permettersi di sprofondare nella sfiducia e nel cinismo.
È suicida.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

7 thoughts on “Toccarlo porta fortuna

  1. Chi ha un mutuo da pagare se non altro spera di campare fino al giorno in cui arrivi il sollievo di esserselo tolto dai piedi….

  2. Grazie! Era il post che mi ci voleva dopo aver visto evaporare la tredicesima nelle rate del famoso mutuo 😀
    Buone feste e buona fortuna

  3. Sono d’accordo, soprattutto sul contenuto del corso…. Vorrei però ancora sottolineare e precisare, se ce ne fosse bisogno, che come hai già detto tu il rischio NON E’ L’AZZARDO: ho visto gente rovinata dalla ludopatia… Buone feste!

  4. Pingback: CHIUSO PER FERIE [e perché è stato un anno difficile] | Secondo Kara Lafayette

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